RUMOR(S)CENA – GENOVA – Se il proverbio “la notte porta consiglio”, fa credere che il riposo notturno possa influenzare decisioni importanti durante il sonno suscitando l’ispirazione necessaria per arrivare a soluzioni risolutive, in questo caso conviene restare svegli e vigili. Il consiglio è di accendere la televisione questa notte tra l’11 e il 12 luglio (dalle 0.55 alle 6.00 della mattina) e sintonizzarsi su RAI 3 dove il programma “Fuori Orario cose (mai) viste” trasmetterà una programmazione monografica dedicata al Teatro Akropolis di Genova dal titolo “La parte maledetta. Una notte con Teatro Akropolis (prequel a La lotta di Roberto Rossellini per la nostra sopravvivenza)”. Un viaggio notturno – e necessario – ai confini della scena, del corpo, della scrittura e del pensiero. Un gesto radicale di interrogazione artistica e filosofica, curato da Fulvio Baglivi, che nello spirito di Fuori Orario dà spazio all’invisibile e all’essenziale. Un programma curato da un gruppo di autori capitanato da Enrico Ghezzi insieme a Baglivi, Esposito, Fina, Francia, Luciani, Turigliatto.

Un consiglio che segue a quanto è stato deciso dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo che di fatto ha cancellato il finanziamento ministeriale, con un con un punteggio passato da 29 nel 2024 a 8,9 nel 2025. Un colpo di scure che mette a rischio l’intera sopravvivenza di una delle realtà culturali più affermate e consolidate della scena nazionale. Una decisione che ha dell’incredibile ma come spiegato dalla direzione artistica del Teatro Akropolis: “Non siamo i soli in questa situazione. In Italia molte altre realtà artistiche dedite alla ricerca e all’innovazione sono state colpite”. Al FUS è chiaro che la ricerca e o sviluppo di linguaggi artistici-culturali, come è in questo caso, non interessa e va svalutata mettendo a rischio ogni futura programmazione.
L’Akropolis però non intende rassegnarsi e ha prontamente deciso di inviare a Roma una richiesta di riesame in cui verrà allegata “una lettera di sostegno da parte di quegli artisti, compagnie, direttori di festival e teatri, critici, studiosi, giornalisti, operatori della cultura che vogliono unirsi alla nostra voce e provare a far sì che il festival non venga cancellato”. La puntata di Fuori Orario interamente dedicata alle opere artistiche, culturali, cinematografiche del Teatro Akropolis presenta una serie di docufilm video dedicati al filosofo Carlo Sini, al regista Massimiliano Civica, alla coreografa Paola Bianchi, al light designer Gianni Staropoli e a Carmelo Bene tra le figure più controverse del Novecento teatrale, in cui vengono raccontati i fondamenti della sua arte e il conflitto irrisolvibile col sistema del teatro e della cultura. Fulvio Baglivi nel presentare la puntata monografica scrive: «”La parte maledetta. Viaggio ai confini del teatro è un ciclo di film-documentari dedicati a protagonisti dell’arte e della cultura che nel loro lavoro hanno messo in crisi il sistema delle distinzioni specialistiche delle varie discipline: le arti per la scena, la filosofia, l’idea stessa di performatività si rivelano così per quello che sono, una serie di rappresentazioni che interrogano senza compromessi il presente.

Il Teatro Akropolis, presenta un progetto unico nel panorama italiano, non solo perché affronta un pensiero e una visione, dell’arte come della vita, tenuto ai margini in Italia, ma per l’intento “didattico”, di ricerca e diffusione, che è dietro questi cinque film. In questi anni Akropolis ha organizzato convegni e momenti di incontro e dibattito, di cui uno dedicato a Giorgio Colli, altro “faro” dell’ensemble genovese, così come sul web l’archivio Heliopolis che raccoglie una serie di riflessioni, con l’intento di ritrovare, approfondire e rilanciare alcune figure, opere e gesti in rivolta permanente verso lo status quo, la mercificazione e banalizzazione dell’essere umano e della sua creatività».
Il lavoro incessante dell’Akropolis ha seminato negli anni un terreno fertile in cui sono stati coltivati rapporti eccellenti e trasversali, il cui confronto dialettico e intellettuale ha fruttato e consolidato esperienze artistiche (e non solo) in grado di sondare in profondità le inquietudini di una società sempre più in crisi; a partire dalla scena teatrale. Akropolis Libri in occasione del Festival Testimonianza Ricerca Azione, andato in scena nel 2024, nel presentare il quindicesimo volume, Clemente Tafuri e David Beronio affrontano nella prefazione il percorso seguito nel corso delle sue edizioni e da dove ha tratto ispirazione nella ricerca costante di dare un senso compiuto al proprio lavoro.

«(…) Quello che ha ispirato la ricerca di Teatro Akropolis è stato il confronto tra l’origine del teatro (totalmente performativo) e la irreversibile crisi della rappresentazione che si definisce da Schopenhauer in poi». Ogni azione che questa Compagnia ha realizzato, che sia scenica che filmica, dai convegni alla ricerca artistica condotta con altri, l’intento dei due direttori artistici di Akropolis si è sempre basato su questo intento programmatico al quale va riconosciuta la massima cura nel rapportarsi con gli artisti ospiti, con le diverse collaborazioni con facoltà universitarie, docenti di cattedra, studiosi ed esperti.
L’incredulità nel constatare il declassamento operato dal FUS e dai chi lo compone, stride a fronte di un lavoro incessante negli anni per permettere una crescita culturale sia ne pubblico che nel settore prettamente artistico. Quali presupposti possono avere una loro giustificazione nel penalizzare una realtà come quella del Teatro Akropolis non è dato a sapersi, ma il bilancio di quindici anni smentisce ogni dubbio: 40.000 presenze a spettacoli, workshop, incontri, convegni e seminari, 1.300 artisti ospitati, 410 giornate di festival, 515 eventi fra spettacoli e attività collaterali, 100 prime nazionali, più di 50 partner culturali e istituzionali. Heliopolis L’Archivio digitale sulle arti performative
https://www.heliopolisarchive.org/

Cifre che la Commissione evidentemente non ha saputo analizzare e mantenere il punteggio di 29 assegnato l’anno scorso. Il teatro non è solo intrattenimento e men che meno capace solo di portare sulla scena un genere puramente di cassetta, come si usa dire riferendosi a spettacoli teatrali, cinematografici o di altro genere, che sono considerati di intrattenimento popolare, spesso con un’estetica kitsch o commerciale, e che puntano ad un ampio pubblico. Farlo capire a chi decide il futuro di chi si impegna a non scadere in questo genere stereotipato è praticamente impossibile. Il volume edito da Akropolis anticipa ciò che i vari autori spiegano nelle loro riflessioni se ci si prende la cura di leggere i contributi: «(…) gli artisti sembrano prendere sempre più le distanze dal teatro, chi in modo più radicale chi a volte tornando un po’ inevitabilmente a quello che si vorrebbe tenere a dovuta distanza (…)».

Gli autori si interrogano per comprenderne le cause che hanno comportato questa disaffezione e che si trascina da ormai molto tempo: «Forse uno dei problemi è proprio nella definizione dello spazio dell’arte, che può dare una maggiore consapevolezza di quello che si fa e dove e con cosa lo si fa. Perché se l’arte è una delle esperienze umane più complesse, la ricerca nell’arte rappresenta il vertice (e il fondamento) di questa esperienza. Ed è impossibile occuparsene se non si vive nel conflitto tra lo spazio e la forma, la parola e la sua dissoluzione, la rappresentazione e i suoi confini. La ricerca, in teatro ma evidentemente non solo, è il vero cammino del viandante, non una sosta, non l’illusione della meta. E prendere le distanze significa darsi il tempo per riflettere sulla propria condizione e avere coscienza della differenza tra quanto di vitale può esserci nell’arte e quanto di finito e già morto è nella vita stessa. Prendere le distanze significa riconoscere il peso di questa condizione e ancor più avere la forza di sostenerlo. E sostenerlo senza astuzie, raggiri, o scelte di comodo (…)».

Ma oltre che analizzare debitamente con un’analisi capace di svelarne le molte contraddizioni, Clemente Tafuri e David Beronio giungono ad una conclusione incontrovertibile su cui è fondamentale riflettere, a fronte di una sempre più sofferenza percepita nell’impegno artistico – teatrale a cui non si può imputare solo ed esclusivamente la carenza di contributi economici pubblici e la poca attenzione e sensibilità dei decisori politici ed amministrativi.
«La distanza (rispetto all’opera e al farsi di ogni creazione) è quindi una condizione necessaria pe mantenere lucidità, per non essere sopraffatti dall’ambiente a cui ci si rivolge, e sicuramente per intuire i paradossi dell’arte. Arrivando magari a comprendere che non è quello che accade ad essere il nucleo dell’evento artistico, ma quello che dalle parti oscure del mondo, della scena e di sé prende possesso dello spazio».

I contributi autorevoli che compongono il volume, un vero e proprio compendio utile per chi persegue il desiderio di conoscenza, avvalorano quanto sopracitato e testimoniano quanto il Teatro Akropolis ha sempre offerto nel corso della sua carriera nel proporre un festival di ricerca, sperimentazione e proposte non solo esclusivamente teatrali, così come dovrebbe sempre accadere nella nostra contemporaneità. Una realtà consolidata e riconosciuta nel panorama nazionale da molti attestati di stima e critica, dal successo di pubblico da sempre attento e presente. Non da una commissione la cui responsabilità dimostra quanto sia superficiale l’aver disconosciuto e svalorizzato un lavoro pregresso di così alto profilo, senza rendersi conto del tentativo di cancellare un bene di tutti.
Presentato al premio collaterale Cinema&Arts in occasione della 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica de La Biennale di Venezia
La parte maledetta. Viaggio ai confini del teatro è un ciclo di film-documentari dedicati a protagonisti dell’arte e della cultura che nel loro lavoro hanno messo in crisi il sistema delle distinzioni specialistiche delle varie discipline: le arti per la scena, la filosofia, l’idea stessa di performatività si rivelano così per quello che sono, una serie di rappresentazioni che interrogano senza compromessi il presente.
L’incontro con uno dei filosofi più importanti del nostro tempo ci invita a ripensare il rapporto della filosofia con la scrittura, l’agire politico e le arti. Un viaggio che ci conduce ad un confronto radicale con le diverse forme di conoscenza, e la possibilità che da esse si possa attingere ad una sapienza perduta. Carlo Sini è filosofo. È stato ordinario di Filosofia teoretica alla statale di Milano. Per molti anni ha fatto parte del direttivo nazionale della Società Filosofica Italiana, dell’Institut International de Philosophie di Parigi e dell’Archivio Husserl di Lovanio. È socio nazionale dell’Accademia dei Lincei. La sua bibliografia comprende più di quaranta volumi.
Regia Clemente Tafuri, David Beronio
Con Carlo Sini, Florinda Cambria
Musiche eseguite da Carlo Sini
Fotografia e montaggio Clemente Tafuri, David Beronio, Luca Donatiello, Alessandro Romi
Riprese e audio Luca Donatiello, Alessandro Romi
Una produzione Teatro Akropolis, AkropolisLibri (2021)
Durata 41′
Ripercorrendo alcuni lavori per la scena e le numerose collaborazioni di Paola Bianchi con musicisti, registi, teatri e festival, il film si addentra nel cuore della creazione coreografica. Ci guida nel racconto di un’interiorità animale capace di sovvertire l’ordine e mettere in crisi le regole del teatro, approdando alle sperimentazioni più estreme della performatività. Coreografa e danzatrice. Esordisce alla fine degli anni Ottanta sulla scena indipendente di Torino. In oltre trent’anni ha scritto, diretto e interpretato più di cinquanta spettacoli. La dimensione politica del corpo, la distopia del gesto, la trasmissione della danza attraverso la parola descrittiva sono i principali temi della sua ricerca.
Regia Clemente Tafuri, David Beronio
Con Paola Bianchi, Ivan Fantini
Fotografia e montaggio Clemente Tafuri, David Beronio, Luca Donatiello, Alessandro Romi
Riprese e audio Luca Donatiello, Alessandro Romi
Una produzione Teatro Akropolis, AkropolisLibri (2020)
Durata 46′
Bobo Rondelli legge uno scritto sull’arte e il teatro del regista Massimiliano Civica. L’opera è qualcosa di concluso e per questo la sua efficacia è andata perduta? Il processo di creazione è un’esperienza veritativa? Il teatro è solo finzione? Nel film, interamente girato al Museo di Storia Naturale di Genova, la tassidermia è metafora del rapporto tra quanto può essere vissuto e quanto invece, proprio nel suo farsi, si perde. Massimiliano Civica è regista teatrale. Esordisce alla regia nel 2004 con Andromaca di Euripide. Vincitore di tre premi Ubu per la miglior regia, insegna Tecniche della recitazione e Regia teatrale all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” ed è direttore artistico del Teatro Metastasio di Prato. I suoi lavori per la scena nascono da una visione del teatro come gioco e rito.
Regia Clemente Tafuri, David Beronio
Testo Massimiliano Civica
Voce Bobo Rondelli
Musiche originali composte ed eseguite da Gianluca Oggianu
Con l’amichevole partecipazione di Enrico Borgo
Fotografia e montaggio Clemente Tafuri, David Beronio, Luca Donatiello, Alessandro Romi
Riprese Luca Donatiello, Alessandro Romi, Daniele Zampelli
Audio Luca Donatiello, Alessandro Romi
Una produzione Teatro Akropolis, AkropolisLibri (2020)
Durata 19′
La luce è la protagonista del film. Quella luce che, tra realtà e artificio teatrale, rende visibili le cose più nascoste e inevitabilmente le distrugge, le getta nel gioco dell’esperienza e alla fine le dissolve. È questo paradosso che ispira il lavoro e la ricerca di Gianni Staropoli, tra i più innovativi light designer del panorama teatrale italiano. Collabora con alcuni tra i più importanti registi, coreografi, performer e autori della scena nazionale e internazionale. Vincitore di due premi Ubu, tiene seminari e laboratori presso diversi centri di formazione e ricerca teatrale fra cui l’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.
Regia Clemente Tafuri, David Beronio
Con Gianni Staropoli
Musiche originali composte ed eseguite da Gianluca Oggianu
Fotografia e montaggio Clemente Tafuri, David Beronio, Luca Donatiello, Alessandro Romi
Riprese e audio Luca Donatiello, Alessandro Romi
Una produzione Teatro Akropolis, AkropolisLibri (2022)
Durata 26′
Tra le figure più controverse del Novecento teatrale, Carmelo Bene racconta i fondamenti della sua arte e il conflitto irrisolvibile col sistema del teatro e della cultura. La sua parte maledetta riguarda il paradosso della creazione nel teatro come nel cinema, nella musica e nella poesia, ovvero l’inevitabile incompiutezza dell’opera rispetto a quanto si può intuire e vivere oltre la letteratura, il linguaggio e la rappresentazione. Il film, attraverso le sole parole di Carmelo Bene, si addentra nel paradosso dell’irrappresentabilità, evocando i grandi temi della filosofia (ispirati da Schopenhauer, Nietzsche e Giorgio Colli tra gli altri) illuminanti per il mondo del teatro e dell’arte più in generale.
Regia Clemente Tafuri
Con Valentina Beotti, Margherita Fabbri, Daniela Paola Rossi
Musiche originali Teatro Akropolis
Fotografia e montaggio Clemente Tafuri, Luca Donatiello, Alessandro Romi
Riprese e audio Luca Donatiello, Alessandro Romi
Si ringrazia RAI Teche, Archivio Carmelo Bene
Una produzione Teatro Akropolis, AkropolisLibri (2024)
Durata 53′
Modi di vivere- Giorgio Colli: una conoscenza per cambiare la vita. Regia: Marco Colli
https://www.teatroakropolis.com/prod/parte-maledetta-carlo-sini/
https://www.teatroakropolis.com/evento/paolabianchi-partemaledetta/
https://www.teatroakropolis.com/prod/parte-maledetta-massimiliano-civica/
https://www.teatroakropolis.com/prod/parte-maledetta-gianni-staropoli/
https://www.teatroakropolis.com/prod/parte-maledetta-carmelo-bene/
Prosegue con una seconda pubblicazione con gli interventi ascoltati durante il Convegno Incorporeo. Una giornata di studi. Con Antonio Attisani, Marco De Marinis, Piergiorgio Giacchè, Raimondo Guarino, Enrico Pitozzi. Festival Testimonianze Ricerca Azioni 15 esima edizione Teatro Akropolis 2024
E la recensione de La parte maledetta. Viaggio ai confini del teatro. Carmelo Bene
Teatro Akropolis HELIOPOLIS
Documenti rari, immagini mai digitalizzate, testimonianze dei protagonisti, saggi, articoli: è online HELIOPOLIS (www.heliopolisarchive.org) l’archivio digitale dedicato alla performance e ai temi legati alla rappresentazione e alla sua crisi.
Il progetto – a cura di Clemente Tafuri e Teatro Akropolis – ad oggi raccoglie centinaia di documenti, è in continua crescita e aggiornamento grazie alla collaborazione di studiosi, critici, artisti, fondazioni, archivi, festival e teatri in Italia e all’estero.
Heliopolis mette in dialogo il lavoro e l’opera di centinaia di artisti e studiosi, articolati in sei sezioni tematiche nelle quali si struttura l’archivio: Mito e ritualità, Teatro come atto conoscitivo e sovversivo, Rappresentazione, Arti della performance, Uomo, Identità e personaggio, Spazio ed elementi della scena. L’archivio propone inoltre approfondimenti monografici dedicati a protagonisti della scena del Novecento, alle testimonianze di artisti e studiosi ospitati a Teatro Akropolis, e a specifici temi di particolare rilevanza per gli studi sull’arte performativa.
Heliopolis rende possibile la fruizione allargata di questi materiali con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per gli studi e un canale per la diffusione delle arti performative, dando a questa complessa e articolata forma d’arte la possibilità di ridefinirsi nel suo farsi, mantenendo ferme le ispirazioni concettuali che la rendono un’esperienza unica e sempre irripetibile fin dalle sue origini.
Sono già partner di Heliopolis, tra gli altri: Archivio Carmelo Bene, Odin Teatret Archives, Fondo Barba e Laflis. Living Archive Floating Islands di Lecce; Mechrí, Laboratorio di Filosofia e Cultura a Milano e il Centro Teatro Ateneo de “La Sapienza” di Roma; il Museo Biblioteca dell’Attore e la Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova, per citare solo alcuni di un elenco che registra continue nuove adesioni.
Heliopolis ha anche una sede fisica, aperta al pubblico su appuntamento, in Villa Durazzo Bombrini (Via Lodovico Antonio Muratori 5) a Genova, con postazioni informatiche e multimediali per l’accesso ai materiali digitali e spazi per la consultazione diretta di testi e documenti. Il progetto è stato presentato in anteprima durante Testimonianze ricerca azioni, il festival dedicato alle arti performative che ogni anno Teatro Akropolis organizza a Genova, giunto nel 2024 alla XV edizione
Heliopolis è un progetto a cura di Clemente Tafuri e Teatro Akropolis; responsabile di progetto Luca Donatiello, collaborazione alle ricerche d’archivio e bibliografiche Simone Dragone. Heliopolis è sostenuto da Next Generation EU – PNRR Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi – Ministero della Cultura, Fondazione Compagnia di San Paolo e Comune di Genova.




