Opera Teatro Carlo Felice di Genova: parla l’Assessore Giacomo Montanari

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RUMOR(S)CENA – GENOVA – Quest’anno la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova è salita agli onori della cronaca per motivi non attinenti strettamente alla produzione artistica; di seguito si riporta il contenuto parziale di un post di Silvia Salis, Sindaca di Genova e Presidente del Consiglio di indirizzo della Fondazione, risalente all’aprile di quest’anno, quando lei e il Sovrintendente Michele Galli hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti in merito a gravi e preoccupanti fatti emersi dal bilancio 2024.

“Nel 2022 sono state acquistate dalla Scala di Milano quattro scenografie per il valore complessivo di 30.000 euro; le stesse sono state messe a bilancio nel 2024 con un valore di 1,5 milioni di euro senza nessuna perizia certificata. 50 volte il loro costo e, con questa valutazione, il bilancio del Carlo Felice ha chiuso nel 2024 in attivo di 19.000 euro. Al momento il bilancio prevede una perdita di 2,8 milioni di euro, ma se si accerterà la supervalutazione di queste scenografie, questa perdita aumenterà di almeno 1 milione di euro. Una mazzata tremenda per il teatro e per la città. Se queste perdite non verranno ripianate entro il 30 giugno, il teatro verrà commissariato, ci sono a rischio 300 posti di lavoro, fondi che devono arrivare e il prestigio del Carlo Felice. È quasi un anno che il centrodestra fa la lezioncina di come chiudere i bilanci in pari, l’ha fatto per AMT e ora lo sta facendo per il Carlo Felice. Se il risultato è il rischio di fallimento per i nostri autobus e il rischio di commissariamento per la nostra fondazione, preferiamo studiare su altri libri. […]”.

Le scenografie in argomento sono quelle per Idomeneo (utilizzata nel 2024), Madama Butterfly (2024), I due Foscari (2023), Falstaff (2025). Nel corso dell’estate la stampa nazionale ha poi ripreso l’argomento in relazione a un ulteriore elemento di crisi manifestatosi: il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice ha assunto l’interim della direzione del personale, dopo che il titolare dell’incarico Paolo Bibolini è stato sospeso in via cautelare, a seguito di alcuni approfondimenti avviati su spese di trasferta ritenute eccessive e finite nel mirino della Corte dei Conti.

Giacomo Montanari.

Nell’imminenza dell’inizio della stagione 2026-2027 abbiamo intervistato l’Assessore alla Cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari.

Assessore Montanari, quali sviluppi vi sono stati a seguito dell’esposto della sindaca e del sovrintendente?

Non abbiamo avuto notizie. L’assenza di una perizia certificata ha motivato l’esposto; i revisori dei conti sono di recente insediamento, da parte loro c’è il preciso dovere di segnalare agli organi competenti le discrepanze rilevate.

Stando a quanto dichiarato a suo tempo dalla sindaca, c’era il rischio di commissariamento per il Carlo Felice: come mai questo non ha avuto luogo?

Fortunatamente non è successo, in quel momento il rischio era la mancata copertura della perdita, per la svalutazione delle scenografie messe a bilancio. Lavoriamo sempre nell’ottica di un bilancio il più sostenibile possibile. Ci sono stati dei versamenti aggiuntivi da parte del Comune e della Regione Liguria, pertanto da Roma non è arrivata nessuna misura restrittiva; anzi, il teatro ha ricevuto il contributo ministeriale secondo la graduatoria del FNSV (Fondo Nazionale per gli Spettacoli dal Vivo, ex FUS). Apro una parentesi per toccare un punto dolente: tale graduatoria risulta penalizzante per noi, che vi occupiamo l’ultimo posto; i parametri sono stati stabiliti molti anni fa, quando il Teatro Carlo Felice era molto meno performante e competitivo di oggi.

C’è un altro punto di crisi, il comparto personale e la sospensione del Direttore Paolo Bibolini: quali sviluppi ci sono stati?

Che mi risulti, il Teatro ha provveduto al licenziamento. Le violazioni sono tante e tali che hanno richiesto la sanzione massima; in ogni caso non è dipeso da noi, il direttore non è un dipendente del Comune.

Alla presentazione della stagione la Vicepresidente della Regione Simona Ferro si è impegnata per un ulteriore milione di euro: un impegno risolutivo?

Solo in parte. Auspico che l’impegno da parte della Regione migliori: attualmente, dei 3 milioni di euro destinati alla Fondazione, 1,3 milioni riguardano la spesa corrente, mentre 1,7 milioni sono in conto capitale e pertanto devono essere impiegati in investimenti strutturali, non possono essere dirottati sulla cassa. Si tratta dell’unico ente lirico della regione, se la Regione Liguria facesse come le altre regioni e desse un contributo più alto, arrivando a 4 milioni, la stabilità sarebbe senz’altro maggiore.

Falstaff Teatro Carlo Felice Genova

Falstaff Teatro alla Scala Milano

A suo giudizio, c’è il rischio di conseguenze per i lavoratori e le lavoratrici del Carlo Felice?

La perdita risultante dal bilancio è contenuta all’interno del patrimonio disponibile e non è affatto preoccupante: su un bilancio di 26 milioni di euro un passivo di un milione rientra ampiamente nella normalità e non compromette nulla. Il Sovrintendente Galli ha inoltre iniziato un lavoro di reperimento di risorse presso finanziatori privati, cosa che finora non era mai stata fatta. In quest’ottica si può fare molto. Per quanto riguarda lavoratrici e lavoratori, non c’è mai stato alcun pericolo, nemmeno al momento in cui le irregolarità sono state portate alla luce.

Analogamente, nessuna ripercussione sulla programmazione della stagione, si può supporre.

La direzione artistica ha lavorato in modo encomiabile, per una stagione ottima sotto tutti gli aspetti. Il nostro obiettivo è rilanciare il Carlo Felice nella cultura cittadina e sul territorio, fino al basso Piemonte. Quest’anno abbiamo un importante programma dedicato all’anniversario di San Francesco, che vede lavorare insieme la Fondazione e il Comune. Abbiamo coinvolto circa 40.000 bambini nei progetti di formazione e divulgazione dell’opera lirica, lavoriamo per fidelizzare il pubblico, offrendo anche agevolazioni e servizi dedicati all’accessibilità e all’inclusione delle persone con fragilità o bisogni speciali.

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