Teatro lirico — 18/08/2026 at 09:56

Non ci si stanca mai del Viaggio a Reims dell’Accademia Rossiniana

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RUMOR(S)CENA – PESARO – L’Accademia Rossiniana quest’anno ha fornito una messe di giovani voci rossiniane davvero ottime, brillanti e virtuose, protagoniste dell’ormai tradizionale messa in scena della cantata scenica “Il viaggio a Reims, tappa conclusiva del loro percorso formativo, che al Teatro Rossini fa sempre il “tutto esaurito”. Fin dall’Ouverture si percepiva che l’orchestra e il direttore Sieva Borzak erano all’altezza di una partitura di tale complessità, gradevole e geniale quanto impegnativa. E poi le voci, encomiabili, se non tutte allo stesso livello (cosa impossibile da ottenere in una compagnia di diciassette elementi), con una preparazione tecnica, una musicalità e una presenza scenica in grado di valorizzare al meglio questo titolo, unico nel suo genere nel vasto catalogo rossiniano.

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Aziza Omarova come Contessa di Folleville stregava letteralmente il teatro: acuti vertiginosi esibiti con la massima naturalezza, ottima dizione, cantabilità e affetti da manuale per un ruolo virtuosistico. I lunghi applausi e le acclamazioni dopo la sua aria e cavatina erano una vera e propria chiamata in scena, alla quale (saggiamente, dato il contesto) Omarova non corrispondeva. Convincente nel complesso, se pur discontinua, la Madama Cortese di Kanako Tominaga, di cui si intuiscono buone potenzialità: ottima nell’aria, meno brillante nella cavatina, coperta dall’orchestra in un’occasione ma svettante nel concertato della scena undicesima, dopo l’aria di Corinna (Martina Saviano).

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In tale ruolo, quello sopranile di massimo rilievo, la giovane cantante forniva una prestazione superlativa, altamente virtuosistica ma di carattere moderato e serio, come si conviene alla personalità della poeta romana. Sorprendente Maddalena, carattere secondario solitamente reso solo come pedante e autoritaria, che invece rivelava la voce argentina e la grazia di Hope Nelson; allo stesso modo l’unico exploit di Don Prudenzio affermava una voce di basso piena e bene impostata (Kairui Liu). Sugli scudi la professionalità evoluta di William Meinert nella Gran scena e aria di Milord, come pure la vocalità generosa e lo spirito del Don Profondo di Davor Nekjak; tra i viaggiatori che soggiornano all’Albergo del Giglio d’Oro, il Barone di Trombonok ha il compito di organizzatore del viaggio che non si farà, oltre che di annunciare gli inni al momento del brindisi, questa parte veniva coperta egregiamente, con doti canore e personalità artistica ammirevoli da Edoardo Di Cecco.

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Grande l’interpretazione di Martina Myskohlid nel ruolo della Marchesa Melibea, una parte che, pur non avendo un’aria dedicata, ha già messo in luce voci oggi celebri come quella di Cecilia Molinari; altisonante e chiaro il timbro tenorile del Conte di Libenskof (Enrico Basso); anche le altre parti senza una propria aria avevano interpreti che fanno intuire doti notevoli: un brillante Cavalier Belfiore (Yukang Zheng) duettava in agilità con Corinna, esibendo un timbro grandemente apprezzabile e una potenza di emissione forse da calibrare meglio in quel contesto; il Don Alvaro di Taiyo Abe, che ha solo il momento del brindisi per uscire allo scoperto, non deludeva e si dimostrava partner paritario.

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Nella messa in scena del Viaggio a Reims i giovani interpreti rossiniani vengono valorizzati tutti quanti, di modo che coloro che nel primo cast ricoprono i personaggi comprimari di Modestina, Delia, Prudenzio, Luigino, Zefirino/Gelsomino, Antonio, nella seconda rappresentazione sono invece titolari di ruoli principali. Quest’anno si rileva un’eccezione notevole: i ruoli della Contessa di Folleville e di Lord Sidney sono affidati agli stessi interpreti (Aziza Omarova e William Meinert) sia nella prima sia nella seconda rappresentazione: come ha ben spiegato il direttore Ernesto Palacio, l’Accademia non applica semplicemente uno schema, ma valuta con attenzione le effettive personalità e il livello di preparazione di allieve e allievi, evitando in certi casi di affidare ruoli che graverebbero di un carico eccessivo una giovane voce. In un’atmosfera da festa grande, che coinvolgeva il palco e la platea, la passerella conclusiva si svolgeva secondo la consuetudine: ritualmente, i caratteri sono chiamati a uno a uno e nominati, compito svolto anch’esso dal Barone di Trombonok.

Visto e ascoltato al Teatro Rossini di Pesaro, il 16 agosto 2026.

Rossini Opera Festival 2026

Festival giovane – Il viaggio a Reims

Libretto di Luigi Balochi, musica di Gioachino Rossini. Pesaro, Teatro Rossini. Allieve e allievi dell’Accademia Rossiniana Alberto Zedda

Ernesto Palacio direttore artistico. Martina Saviano Corinna, Martina Myskohlid Marchesa Melibea, Aziza Omarova Contessa di Folleville, Kanako Tominaga Madama Cortese, Yukang Zheng Cavalier Belfiore, Enrico Basso Conte di Libenskof, William Meinert Lord Sidney, Davor Nekjak Don Profondo, Edoardo Di Cecco Barone di Trombonok, Taiyo Abe Don Alvaro, Kairui Liu Don Prudenzio, Hope Nelson Maddalena, Madina Abildina Modestina, Hana Ilčić Delia, Jiahui Mo Don Luigino, Dongjae Son Zefirino/Gelsomino, Keisuke Onoda Antonio

Orchestra Filarmonica Gioachino Rossini, Sieva Borzak direttore, Rubén Sánchez-Vieco fortepiano, Cristina Flenghi flauto. Regia di Emilio Sagi ripresa da Matteo Anselmi, costumi di Pepa Ojanguren, luci di Fabio Rossi

Il programma del ROF 2027

Sono stati annunciati i titoli della 48esima edizione del Rossini Opera Festival, in programma dal 12 al 24 agosto 2027.  Inaugurerà il Festival una nuova produzione di La donna del lago, diretta da François Lopez-Ferrer e messa in scena da Johannes Erath, di ritorno a Pesaro dopo quella Ermione che, nel 2024, ha vinto il Premio Abbiati come migliore spettacolo dell’anno. Seguirà la ripresa dell’apprezzata Adina allestita nel 2018 da Rosetta Cucchi, questa volta diretta da George Petrou.  Il terzo titolo in programma è un’altra nuova produzione, Tancredi, con la direzione di Yves Abel e la regia di Paul Curran, al suo debutto al Festival. Il programma sarà chiuso dalla Petite messe solennelle diretta da Francesco Lanzillotta.

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