RUMOR(S)CENA – PESARO – Un gioiello di brio e raffinatezza, uscito in pochi giorni dalla penna di un Gioachino Rossini in piena ascesa, è risultato ulteriormente impreziosito dall’allestimento al Teatro Rossini di Pesaro, per il 47esimo Rossini Opera Festival. La geniale regia di Jean-Pierre Ponnelle per L’occasione fa il ladro ossia Il cambio della valigia (ripresa da Sonja Frisell, storica collaboratrice del regista) e la bacchetta superlativa di Alessandro Bonato alla guida dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini, in un’esecuzione perfetta e brillante hanno regalato alla platea un teatro musicale di raffinata qualità, un’opera che nella sua brevità condensa il genio rossiniano e svolge al meglio un topos del genere farsesco, l’equivoco per scambio di identità.

L’identità di Alberto è contenuta nella sua valigia, che viene fortuitamente scambiata con quella di Parmenione dando così il destro a quest’ultimo di imbastire un’impostura, allo scopo di conquistare la promessa sposa dell’altro, che lui crede essere la giovane raffigurata in un ritratto, anch’esso contenuto nella valigia. Ponnelle eleva la valigia a icona e ne fa il contenitore di tutta la burletta per musica, facendovi uscire a uno a uno i personaggi e facendovi sparire gli arredi scenici. Ma c’è di più: Giuseppe Toia, nel ruolo di Martino, il servitore che con la sua inavvedutezza è causa dello scambio (figura classica del repertorio farsesco), qui veste anche i panni del compositore, Rossini: questi fa il suo ingresso dalla platea e dalla valigia estrae la partitura e le parti per consegnarle al maestro, agli orchestrali e ai cantanti. Così, dalla stessa valigia saltano fuori sia l’azione scenica sia la musica e Rossini/Martino è sia il motore dell’intera vicenda sia il dispensatore del tessuto musicale. A dettare legge l’acribia di Alessandro Bonato, che infonde il suo stile rigoroso e scintillante nella prestazione della compagnia di canto oltre che nella compagine orchestrale: nessuna sbavatura, dizione chiara e naturalezza di emissione, ogni singola parte curata scrupolosamente fin nei dettagli.

Distinzioni di importanza sono dato soltanto dal differente peso dato da Rossini a ciascuna parte, una differenza in quest’opera molto meno evidente rispetto ad altri lavori, complice un doppio scambio di persona. Se l’identità dell’uno viene rubata dall’altro, anche i personaggi femminili vengono contraffatti allo scopo di testare le qualità del promesso sposo e, nello svolgersi della trama, si vengono a formare due coppie corrispondenti ai registri di soprano con tenore e di mezzosoprano con baritono. Incisiva e assertiva la vocalità del baritono Matteo Mancini, un Don Parmenione di notevole presenza scenica, chiaro e morbido il timbro tenorile di Dave Monaco, che come Conte Alberto si distingue anche per fluidità e gradevoli inflessioni sentimentali; virtuosistico e agile è il soprano Damiana Mizzi (Berenice) capace anche di duettare con gli archi in omoritmia perfetta, Manuel Amati centra l’obiettivo nella parte tenorile di Don Eusebio, una spiccata simpatia suscita il personaggio di Ernestina, reso con vocalità costante e convincente dal mezzosoprano Martiniana Antonie; dal canto suo, il nominato Giuseppe Toia svolge egregiamente la sua parte: dirige l’azione che è conseguenza della sua propria svista e mette in campo un timbro pieno e rotondo.

Una compagnia affiatata ed equilibrata, accomunata da un vero gusto rossiniano di cui fa partecipe la sala, che, appagata, gratifica tutti e tutte con un plauso convinto. Da lodare anche la tempestività e la precisione nell’esecuzione dei movimenti scenici, a cominciare dalla valigia come oggetto magico e porta d’ingresso, fino ai cambi di scenografia, anch’essi ideati da Ponnelle e parte primaria dell’aspetto spettacolare complessivo.

Visto al ROF di Pesaro, Teatro Rossini, il 12 agosto 2026
Rossini Opera Festival 2026 – L’occasione fa il ladro
Manuel Amati (Don Eusebio), Damiana Mizzi (Berenice), Dave Monaco (Conte Alberto), Matteo Mancini (Don Parmenione), Martiniana Antonie (Ernestina), Giuseppe Toia (Martino), Orchestra Sinfonica G. Rossini – Alessandro Bonato direttore. Regia, scene e costumi di Jean-Pierre Ponnelle, ripresa della regia Sonja Frisell, luci di Fabio Rossi.






