RUMOR(S)CENA – GENOVA – Un traguardo non indifferente è stato raggiunto da allieve e allievi dell’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale della Fondazione Teatro Carlo Felice Genova, al centro dell’attenzione per la “prima” di un immortale titolo di Giacomo Puccini, “La bohème”, il cui bilancio complessivo si può definire buono. Colonna dello spettacolo è Donato Renzetti, che dal podio ordisce un tessuto emozionale fatto di tutta la varietà delle dinamiche e delle sonorità della grande orchestra pucciniana: la presenza di un vero caposcuola fornisce alle voci in scena una guida del tutto affidabile, un punto di riferimento determinante. Dal lato dei ruoli principali, se l’interpretazione onesta e senza pecca di Mimì, Marcello e Musetta è da apprezzare, risulta evidente che si tratta di artisti promettenti (loro e pure il resto della compagnia di canto), che stanno lavorando in direzione dell’acquisizione di una piena personalità artistica, per il momento ancora in fieri.

Il fascino della virtuosità vocale risiede soprattutto nella musicalità, che si esprime al meglio quando si incontrano intonazione ed espressività ispirata, ma vi è insita anche la suggestione che proviene dal suono stesso della parola, una musicalità che si riveste delle peculiarità della lingua in cui è scritto il libretto. Questo aspetto viene intaccato se la dizione è approssimativa o poco naturale, un caso che si è rilevato per il ruolo di Schaunard, caratterizzato da una dimestichezza con la lingua non completamente acquisita e per quello di Rodolfo (sebbene in misura molto minore), di cui si notavano episodiche rigidità e scarsa naturalezza nell’emissione, seppure in presenza di una vocalità piena, squillante e ben costruita. Predominante era l’interpretazione di Colline, la voce migliore in scena, potente e indefettibile, ammirevole nei concertati e nell’aria “Vecchia zimarra”.

La necessaria professionalità era messa in campo per le parti di contorno, di scarso o nullo rilievo vocale ma di importanza fondamentale quale presenza scenica di carattere. L’allestimento genovese si avvale delle variopinte scenografie già utilizzate nella “Bohème” della stagione 2023-2024, che evocano un immaginario infantile spensierato e giocoso; con esse si integrano i costumi, di cromia più sfacciata e di foggia caricaturale, in linea con la lettura che dell’opera dà la regia, che aggiunge ulteriori riferimenti al mondo dell’infanzia con la presenza in scena di giovanissime comparse a impersonare il “doppio” dei protagonisti, di cui replicano i costumi. Non si potrebbe chiedere di meglio per la rappresentazione del secondo quadro, dove nella febbrile eccitazione della vigilia si fondono il coro, le voci bianche e i ruoli principali in una fantasmagoria di forme, colori, sonorità e luci di notevole impatto, con un’orchestra rutilante a fare da collante: il vero acme dell’opera, almeno secondo questa regia. Non altrettanto si può dire dell’ultimo quadro, dove l’ambientazione da casa-giocattolo e i costumi chiassosi stonano con la drammaticità dell’azione e risultano pertanto essere un sostegno attenuato per l’interpretazione. La messa in scena otteneva il gradimento del pubblico, espresso con lunghi applausi, che alla conclusione partivano però mentre l’orchestra stava ancora suonando le ultime battute, a dispetto di Renzetti che levava imperiosamente la mano a reclamare il silenzio.
La bohème
Scene liriche in quattro quadri – Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
dal romanzo “Scènes de la vie de bohème”di Henri Murger Musica di Giacomo Puccini (Prima rappresentazione Torino, Teatro Regio, 1° febbraio 1896). Allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova Direttore Donato Renzetti – Regia Augusto Fornari – Regista assistente Laura Ruocco, Scene e costumi Francesco Musante, Luci Luciano Novelli, Maestro del Coro Claudio Marino Moretti, Maestro del Coro di voci bianche Gino Tanasini
Personaggi e interpreti Rodolfo Junpyo Kwon*, Marcello Davide Chiodo*, Schaunard Shang Ju*, Colline Vittorio De Campo, Benoît/Alcindoro Andrea Porta,Mimì Caterina Trevisan*, Musetta Sara Di Fusco*, Parpignol Giuliano Petouchoff, un venditore ambulante Antonio Mannarino, un sergente dei doganieri Filippo Balestra, un doganiere Roberto Conti
*Solisti dell’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale della Fondazione Teatro Carlo Felice Genova
Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e Tecnici della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova
Visto e ascoltato il 16 giugno 2026 al Teatro Carlo Felice di Genova





