ALTRITEATRI, Chi fa teatro, Teatro — 24/10/2025 at 10:39

L’intatta forza e suggestività di MacBeth nella proposta del Teatro Greco di Roma

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RUMOR(S)CENA- ROMA- La tragedia scozzese che tanti uomini e donne, anche non superstiziosi, preferiscono non nominare è un cupo presagio di morte incombente. Coraggiosa la scelta del rinato Teatro Greco che si ripresenta sulla scena con un cartellone vivace e stimolante al debutto con un titolo estremamente impegnativo e ricco di confronti. Basti ricordare che il personaggio principale nella storia del teatro è stato di volta in volta Laurence Olivier, Kenneth Branagh, Ian McKellen a teatro; Orson Welles, Michal Fassbender, Denzel Washington al cinema sul versante estero; in Italia parata d’assi sulla scena con Vittorio Gassmann, Gian Maria Volontè,  Glauco Mauri, Franco Branciaroli, Massimo Popolizio.

Sandra Toffolati e Daniele Pecci

Daniele Pecci (anche regista) scegliendo il testo non si è preoccupato di emulare questi illustri predecessori ma ha espresso una recitazione sobria, forse priva di qualche acuto drammatico, curando molto nella messinscena la credibilità complessiva dei ruoli della compagnia. Spettacolo ricco con costumi curatissimi d’epoca, un sostegno musicale gagliardo e impressivo, un gusto della cromia che rende indimenticabile la prima e l’ultima scena. Uno sfondo rosso che sa invariabilmente di morte e di sangue. Dunque una resa senza complessi in cui spicca l’interpretazione intensa di Sandra Toffolatti che brilla nella scena insieme materna ed erotica in cui offre generosamente il seno al protagonista.

Daniele Pecci

Sono rari oggi in Italia gli spettacoli con 13 attori ma questa generosità produttiva offre dividendi congrui nelle due ore di spettacolo a tempo unico. La spirale omicidiaria che il testo sviluppa è parallela al frastornato incubo deviante del protagonista. Un tunnel in cui non c’è salvezza né liberazione. Una metafora quanto mai attuale nel mondo dei focolai di guerra sparsi per il pianeta. Merito della universalità senza tempo di Shakespeare. La fedeltà al testo originario è puntuale filologicamente con la condensazione dei cinque atti pensati dal bardo di Stratford upon Avon e una vistosa contrazione nel finale. L’uomo fidato del re diventa sicario, poi tiranno e tutti i personaggi togati della sua corte progressivamente si allontanano.

Daniele Pecci

Non ci sono le streghe delle oscure profezie. Macbeth è ispirato solo dai lampi di un progressivo allontanamento dalla realtà. La sua Lady gli chiede di essere duro e spietato e lo asseconda nella montante ambizione. Killer su commissione eliminano Banco ma non il figlio. Una delle scene più efficaci mostra lo stato psicotico di Macbeth che crede, successivamente all’eliminazione, di vedere Banco al centro del banchetto, creando ulteriore sconcerto nei nobili che si aspettano il suo intervento. Un altro topos è il duello finale, abilmente condotto dagli spadaccini fino al sorprendente effetto finale della testa di Macbeth tranciata di netto. Una decapitazione che sa di giustizia degli uomini.

Sandra Toffolatti

Dunque la Scozia si piega agli alleati inglesi. La ragione torna a regnare. Il sangue evocato, le mani che si lordano di rosso, sono un tormento che è un costante must dello spettacolo. La pulsione omicida porta alla disumanizzazione dell’esistenza. Macbeth è dentro un vortice in cui perde completamente la lucidità per regnare, vede nemici ovunque e, senza scrupoli, li elimina in un’irreversibile deriva di violenza. L’uomo è cattivo, cinico, indifferente alla vita altrui e, soprattutto, non si fida di nessuno. Il pessimismo shakespiriano è cupo e duro e non concede alcuna possibilità alla redenzione e al perdono.  

MACBETH di William Shakespeare, regia di Daniele Pecci, con Daniele Pecci e Sandra Toffolatti e con Duccio Camerini, Gabriele Anagni, Giovanni Taddeucci, Mauro Racanati, Vincenzo De Michele, Massimo Odierna, Silvio Laviano, Pier Paolo De Mejo, Lorenzo Rossi, Tommaso Tampelloni, Michele Nani; scene Carmelo Giammello; costumi Alessandro Lai; musiche originali Patrizio Maria D ‘Artista. Produzione United Artists.

Visto al Teatro Greco di Roma il 22 ottobre 2025.

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