RUMOR(S)CENA – CASTIGLIONCELLO – (Livorno) – Edizione 28esima questa, del Festival Inequilibrio fra Castiglioncello, Rosignano Marittimo e la Costa degli Etruschi, diretto da Angela Fumarola. Un Festival ricchissimo di spettacoli con oltre 100 artisti per tre settimane di lavoro. Il tema, assai intrigante era: Indagare l’invisibile che ricorda una frase, forse estratta dal racconto Il piccolo principe di Antoine de Saint Exupery “ l’essenziale è invisibile agli occhi”. La direttrice artistica spiega così’ la scelta: L’invisibile è lo spazio del sentire e delle domande. Non riguarda la materia e nemmeno il tempo, ma che attiene all’emozione, all’immaginazione e al senso del possibile. Una sfida vinta in questa edizione 2025, grazie ad un programma molto interessante dove la danza l’ha fatta sì da padrona ma dove, anche, si sono riconfermate realtà artistiche consolidate di teatro nazionale come artisti e compagnie quali, fra le altre: Daria Deflorian, Luca Scarlini, Silvio Castiglioni, Giovanni Guerrieri, Gogmagog, Elena Guerrini, I Sacchi di Sabbia, Maurizio Lupinelli ed Elisa Pol, Tindaro Granata. Una edizione segnata (funestata? come del resto altri festival nazionali di spettacolo dal vivo), dalle nuove disposizioni del MiC che hanno decurtato i finanziamenti o addirittura cancellato lo spettacolo dal vivo di Festival e Compagnie storiche di rilevanza nazionale e non solo.
Abbiamo visto, fra i tantissimi in cartellone, tre spettacoli di danza. Scelti a sostegno della nuova scena nella sezione del programma Vetrina Toscana Terra accogliente: Lacrimosa selezionata fra gli Open Studios alla New Italian Dance Platform (NID) 2024 con Simone Zambelli già protagonista, come attore in Misericordia di Emma Dante. Elisa Sbaragli TIR Danza come coreografa in: Se domani coni danzatori Lorenzo De Simone e Alice Raffaelli. E poi il debutto in prima nazionale di Abbondanza/Bertoni in Epiphania-mi rendo manifesta con Sara Cavalieri, Valentina Dal Mas, Ludovica Messina Poerio. E ancora: l Sacchi di Sabbia con una rilettura di Troilo e Cressida di Shakespeare, nel festeggiamento del trentennale della Compagnia pisana con un bel video dedicato e commentato da Rodolfo Sacchettini.

In Lacrimosa assistiamo ad un lavoro sofisticato multicodice per la restituzione introspettiva della fine di un amore e del suo lutto nelle varie fasi della elaborazione psicologica dell’assenza-scomparsa luttuosa, appunto, dell’Altro. Simone Zambelli autore della coreografia e interprete in un assolo in scena al Teatro Nardini di Rosignano, si auto commenta in una riflessione densa di materiali che risuonano nella visione: “non c’è possibilità di dimenticare senza ricordare”. E allora, come sopravvivere alla fine di un amore? come risponde il corpo – psiche alla fine di un amore? Il ballerino si presenta con questo nuovo lavoro selezionato tra gli Open Studios alla New Italian Dance Platform (NID) 2024 come progetto dedicato alla giovane coreografia under 35, lavoro per frammenti sonori e scritti dello stesso autore con la collaborazione di Cinzia Sità.

Ispirato a La morte del cigno, un classico dei classici da Fokine/Saint Saint-Saen, con numerosi riferimenti letterari tra cui lo statunitense Roth, l’Autore scandaglia gli abissi della solitudine-entra nudo in scena, mesto, una scena intima spoglia, poi in una sauna a segnalare le scorie da rigettare del e dal proprio corpo. Uno spazio essenziale amorfico dove sedere, soli, costruito su macerie della propria casa-corpo fatta a mattoni di macerie. Solo così si può rimettere le ali per rinascere. Ne aveva ben scritto Barthes in Frammenti di un discorso amoroso. Il lavoro di E se domani della coreografa Elisa Sbaragli, associata a TIR Dance, ricerca sul significato della crisi selezionata per la NID 2024 è invece un lavoro di coppia nella prima vetrina di Toscana Terra accogliente RAT.
Un giovane uomo e una giovane donna – Alice Raffaelli e Lorenzo De Simone, ciascuno sul palco a rappresentare delle monadi. Si muovono con gestualità parallele non comunicanti. ricorda un po’ la canzone E se domani di Mogol del 1964 Mina – Mogol altri tempi o forse no? Secche dure come fra alieni. Ciascuno a suo modo. Si nota la discrasia pur in parallelismo dei corpi privi di contatto. Ciascuno “recita” il proprio corpo il proprio ruolo, forse uomo/donna. Poi, nella elaborazione creativa del distacco e sequenza, e forse anche anteriore e interiore dello sviluppo della coppia gestuale, arriva l’epifenomeno dei corpi che provano e riescono a incontrarsi. o almeno accarezzandosi

Se domani è spettacolo vincitore per bandi in residenza 2024 open studios NID Platform. Il titolo ricorda In Epiphania si svolge un feroce smagliamento del corpo delle donne. Le donne sono a pezzi. Forse viste dallo sguardo maschile? si. Le donne nel sistema patriarcale parecchio attuale IO sono Giorgia sono una madre una donna sono cristiana, sono prive di volto-persona. Di qui anche il paradosso del titolo…mi rendo manifesta. Questo lavoro di Abbondanza Bertoni è violento alla vista, crea giustamente disagio. Ma violento è il corpo delle tre donne (non violentate da uomini, forse solo in controluce), ma sfinite nelle loro istanze di corporeità femminili in una corporeità quasi ineffabile se anche e ancora possibile da commentare in un Paese, il nostro, dove il corpo delle donne è e spesso, solo corpo per la riproduzione e/o soddisfazione erotica maschile. In scena dietro le quinte infatti si presentano pezzi di corpi che arrivano dal sipario e dietro i tendaggi scuri, cupi.

Gambe, sederi e fino alla fine dello spettacolo solo i capelli lunghi delle tre interpreti danzatrici che ricoprono, volutamente, i loro bei visi, si mettono in vista agli spettatori. Nella narrazione le tre donne “raccontano” il ruolo del proprio corpo in quanto dna femminile… con performance davvero straordinarie. Dove la donna-madre-ragno incinta (vedi il lavoro iconico e sul Padre fra Londra Parigi Venezia e il Moma di Louise Bourgeois), perfino precipita dal palco per forse raccontare la fragilità e insieme, la forza del parto. Una performing art delle tre donne Sara Cavalieri, Valentina Dal Mas, Ludovica Messina Poerio di rara bellezza e generosità.

Il lavoro dei Sacchi di Sabbia, Compagnia pisana che festeggia il trentennale, Troilo e Cressida da Shakespeare, giostra come da sempre nel repertorio, fra iconoclastia dei classici e sapida ironia della e sulla più banale contemporaneità. In somma fra il comico la parodia e l’assurdo. In scena Gabriele Carli, Giulia Galli, Giovani Guerrieri, Enzo Iliano è quello della discordia fra gli dei. Che poi umani, sono. La diatriba fra Croilo e Cressida, la contesa, in campo si risolve come da cambio di magliette dei diversi attori in una partita. Quale non si sa

Epiphania- Mi rendo manifesta Compagnia Abbondanza /Bertoni. Di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni. Ideazione, scene e costumi di Antonella Bertoni. Con Sara Cavalieri, Valentina Dal Mas, Ludovica Messina Poerio. Musiche originali Sergio Beercock. Disegno luci Alessio Guerra
Visto Castiglioncello Anfiteatro Giuliano Scabia il 4 Luglio 2025
Se domani di Elisa Sbaragli coreografa, con Alice Raffaeli e Lorenzo De Simone dramaturg Elena Rotella, suono Edoardo Sansonne, voce Elena Griggio. Open Studios TIR Danza NID Platform
Lacrimosa di e con Simone Zambelli
C and Company/Sanpapié Light visual design Alice Colla
I Sacchi di Sabbia “ Troilo e Cressida” di Shakespeare con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Iliano
Visti a Castiglioncello, Festival Inequilibrio il 2 e il 4 Luglio 2025




