RUMOR(S)CENA – NAPOLI – È Universo di pace il bel claim che quest’anno segna la fisionomia della 19ª edizione di Campania Teatro Festival 2026 (in programmazione fino al 12 luglio) – diretta da Ruggero Cappuccio – in sintonia con le speranze nutrite dai più e che il teatro incarna da sempre. Perciò abbiamo apprezzato il messaggio di fondo che anima Cuore di porco, il lavoro proposto in prima assoluta da Carrozzeria Orfeo in condivisione con Le Canaglie, collettivo multidisciplinare fondato da Massimiliano Setti insieme agli illustratori Federico Bassi e Giacomo Trivellini, esperti nel coniugare tecniche tradizionali di disegno e tecnologie digitali.
La drammaturgia scritta da tre giovani autori, Chiara Arrigoni, Filippo Capobianco e Francesco Petruzzelli, arriva sul palco con la supervisione di Gabriele Di Luca in una performance “live set”, interpretata da Matteo Berardinelli, che interagisce con bravura in tempo reale con le illustrazioni, le animazioni e la musica elettronica originale. Le immagini disegnate a carboncino, in bianco e nero, prendono vita sullo schermo davanti al quale si muove l’attore, creando effetti visivi e situazioni di indubbia efficacia. Il disegno drammaturgico dichiarato è ambizioso: portare sul palco una nuova riflessione sul tema delle Metamorfosi e del rapporto tra natura e umano, fili conduttori della mostra di Isaac Julien All that changes you. Metamorphosis, esposta fino allo scorso 31 maggio, a Palazzo Te a Mantova per celebrarne con un public program i 500 anni di creatività.

La performance, nata in quell’occasione, disorienta però per il cumulo di temi trattati, dove si intrecciano fino a confondersi il rapporto tra madre e figlio, tra uomo e animale (in questo caso, un maiale destinato al macello e il cui cuore servirà invece per un trapianto), tra la società e gli idoli, anche sportivi, che si costruisce nella speranza che siano artefici di un futuro migliore. Se in alcuni momenti la via percorsa sembra quella della critica irridente a un mondo che cerca totem a cui aggrapparsi, il filo beffardo si spezza per attingere a toni messianici. Insomma, se dal punto di vista visivo e tecnico tutto funziona in maniera ottimale, drammaturgicamente serve ancora un po’ di lavoro.
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Una drammaturgia silenziosa e portatrice di senso è di contro quella di Àgape | The Cosmic Ballroom ideata da Luna Cenere. In apertura, nel buio che avvolge il palco, si percepiscono due figure: un uomo e una donna, nudi l’uno a fianco all’altra (Ilaria Quaglia e Davide Tagliavini), emergono lentamente dall’ombra indietreggiando con movimenti impercettibili. Oscillano flessuosi come alghe nel mare. Poi i loro movimenti si fanno più rapidi al ritmo della musica elettronica che li accompagna dal vivo nelle variazioni del compositore di elettroacustica Renato Grieco, punteggiate da suoni e grida di animali.

I corpi dei performer si abbassano e si distendono sul palco, intrecciandosi e sovrapponendosi in un groviglio di arti che dà origine a figure complesse, esseri mitologici, creature extraterrestri, non mostruose e ostili, ma amiche ed empatiche, capaci di comunicare sensazioni di pace, condivisione, armonia. All’interno dell’installazione scenica firmata da Sara Palmieri, il disegno luci di Nicola Mancini accende variazioni dello spazio e ne dilata i confini aprendosi a una dimensione universale. Un respiro cosmico attraversa così la performance, la permea di significati difficili da tradurre a parole, ma emozionalmente coinvolgenti in sintonia con quanto suggerisce il titolo, con la citazione di un concetto, quello dell’amore, Agape, che non riguarda solo l’essere umano ma attinge al divino.
Tra le tante suggestioni, c’è parso in un momento di trovarci di fronte all’affresco quattrocentesco di Masaccio, la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre raffigurato nella Cappella Brancacci nella chiesa Santa Maria del Carmine a Firenze, dove la plasticità dei corpi traduce il travaglio dell’anima. Un momento di dolore che nello spettacolo si scioglie poi nella quiete di una visione immersiva e rasserenante.
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Serenità emana anche dal palco del Mercadante dove ad affiancare Victoria Chaplin c’è tutta la famiglia Thierrée, dal compagno di una vita Jean-Baptiste Thierrée (89 anni portati con disinvoltura) ai figli Aurélia e James. In scena, Rendez Vous, la loro ultima produzione, una sorta di album dei ricordi che mette insieme frammenti di performance del passato: dalla nascita del “Cirque Bonjour” nel 1971 al “Cirque Invisible”, passando per “La Symphonie du Hanneton”, “Aurelia’s Oratorio”, “Raoul” e “Murmures des murs”.

Un’ora e mezza di autentico divertimento, quello che ti fa ridere di cuore e insieme ti emoziona e ti incanta. Lo spettacolo è un succedersi di invenzioni che attingono come di consueto, secondo un amalgama inimitabile, alle arti circensi, all’illusionismo, alla danza, al trasformismo con un ritmo incalzante capace di trasportare gli spettatori in mondi diversi e fiabeschi.
Si rimane increduli e stupiti di fronte alle molteplici abilità tecniche, non ultima la creazione dei fantasiosi, multiformi costumi – concepiti dalla fertile immaginazione di Victoria – che cambiano improvvisamente foggia sotto gli occhi degli spettatori grazie alle abili mani degli attori e suggeriscono personaggi misteriosi, mentre all’impegno fisico vissuto con disinvoltura si accompagnano humor e leggerezza. Se le evoluzioni di James e la duttilità del corpo di Aurélia lasciano senza fiato, ogni ingresso in scena di Jean-Baptiste con le sue valigie magiche e la sua comicità surreale e accattivante sembra dirci che l’esistenza non va presa troppo sul serio e che bisogna conservare la capacità di sorridere e di divertire e divertirsi in qualsiasi stagione della vita. Rendez Vous offre un’oasi di bellezza e di leggerezza in un mondo che oggi sembra preferire le ferite dell’odio al balsamo dell’amore.
CUORE DI PORCO
Autori Chiara Arrigoni, Filippo Capobianco, Francesco Petruzzelli
Supervisione Drammaturgica Gabriele Di Luca
Con Matteo Berardinelli, Massimiliano Setti, Federico Bassi
Regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti
Illustrazioni e Animazioni Federico Bassi, Giacomo Trivellini
Motion Graphic Gloria Marsiglio
Musiche Massimiliano Setti
Costumi Stefania Coretti
Visto il 16 giugno 2026 alla Sala Assoli di Napoli
ÀGAPE | THE COSMIC BALLROOM
Coreografia e Concetto di Luna Cenere
Performer e Collaboratori Ilaria Quaglia e Davide Tagliavini
Musica dal vivo e Performance Renato Grieco
Scena Sara Palmieri
Assistente alle Scene Alessandra AvitabileRealizzazione delle Scene Alovisi Attrezzeria
Disegno Luci e Direzione Tecnica Nicola Mancini
Project Manager Fulvia Orifici
Produzione Zebra Cultural Zoo, Solares Fondazione delle Arti di Parma Teatro delle Briciole e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
Visto il 16 giugno 2026, Cortile delle Carrozze, Palazzo Reale, Napoli
RENDEZ-VOUS
Con Victoria Thierrée-Chaplin, Jean-Baptiste Thierrée, Aurélia Thierrée e James ThierréeCon la partecipazione di Lucia LeonardiCostumi Victoria Thierrée-Chaplin
Realizzazione Costumi Monika Schwarzl
Direzione Tecnica Gerd Walter
Regia Luci Samuel Bovet
Regia Suono Guillaume Duguet
Macchinisti di Scena Roxane Grallien, Alessio Negro, Monika Schwarzl, Gerd Walter
Montaggio Sonoro Lucas Colin, Domenico Petillo
Produzione La Compagnie Du Hanneton
Visto il 17 giugno 2026 al Teatro Mercadante , Napoli





