RUMOR(S)CENA – CASTIGLIONCELLO – Livorno – Argonautiche, poema epico in quattro libri, narra il viaggio di Giasone e i suoi compagni gli Argonauti sulla nave Argo. Partiti dalla Grecia affrontano innumerevoli peripezie per raggiungere la Colchide e recuperare il mitico Vello d’oro. Così ha chiuso il 4 di luglio scorso il Festival Inequilibrio con la notevole performance attoriale di Silvio Castiglioni, prodotto da I Sacchi di Sabbia con la direzione di Giovanni Guerrieri, e a seguire il concerto di Gianluca Misiti al pianoforte con Roberto Latini, ospite storico ora alla direzione di OrizzontiFestival di Chiusi

Inequilibrio 2026 è arrivato alla edizione numero 29 ( a Castiglioncello con la direzione di Angela Fumarola. È stato ed è un osservatorio sulle nuove scene di danza, di teatro e performance. Ben 50 eventi fra il Castello Pasquini, sede ufficiale del festival a Castiglioncello e il borgo antico di Rosignano Marittimo. Il festival, solidamente diretto d è stato ideato fin dalle origini da Armunia a suo tempo diretto da Massimo Paganelli e ha visto, nel tempo, la presenza di compagnie in residenza e artisti che hanno fatto la storia del teatro e della danza di ricerca contemporanea nazionale e non solo. Questa edizione è stata incentrata sulla scrittura al femminile disseminata su dieci giorni dedicati a 45 rappresentazioni e dodici prime nazionali tra boschi urbani (il bel bosco intorno al castello con lo spazio anfiteatro dedicato a Giuliano Scabia da sempre legato ad Armunia), spazi site specific e teatri, scene come spazio mutevole e liminare. Inoltre al Castello ci sono state esposizioni e mostre come quella di fumetto dedicata a David Bowie– Il Castello del Duca a dieci anni dalla scomparsa, quel Duca bianco che è stato profondamente segnato dalla figura eclettica camaleontica di Lindsay Kemp anche suo mentore

“Imagina”,scrive Angela Fumarola nella brochure del festival: è uno stato liminare, uno spazio fertile e instabile, dove provare smarrimento di fronte all’immensità. Quella figura non appartiene né alla luce né all’oscurità ma solo al tempo presente dove tutto è possibile
Un programma generoso questo del 2026 e anche sfidante con artisti e compagnie come Pier Giuseppe di Tanno in Malincòmio, Marcello Sambati Il giardino delle lingue, A caldo con Elisa Sirianni, Artemis Davide Tagliavini, la Compagnia Simona Bertozzi, Gog Magog, Silvia Gribaudi, Ilaria Drago e poi A volo d’angelo produzione Binario Vivo di Pisa già vincitore a In Box Siena 2026, e molti altri artisti.
Delle numerose prime abbiamo visto Argonautiche un lavoro curato da Giovanni Guerrieri, attore, regista fra gli ideatori e direttore della Compagnia pisana già premio UBU nel 2008, I Sacchi di Sabbia .

Silvio Castiglioni è attore, ricercatore e docente, ha fondato a Milano il CRT ed è stato direttore artistico di Santancargelo con Leo de Berardinis. Nello spazio Oddity al Castello Pasquini Castiglioni ha letto, magistralmente, dei passi delle Argonautiche in a solo. Lui, immobile, un leggio in una interpretazione tutta di parola che ha captato l’attenzione per una intera ora di un pubblico partecipe e assorto dentro una affabulazione colta e paradossalmente così’ lontana dalla contemporaneità. La malia della Parola detta ha e ci ha incantato con le storie del montone dal vello d’oro, le storie di Medea amante di Giasone perso nel suo viaggio con i suoi argonauti verso orizzonti misteriosi e sconosciuti.
Con davvero piccoli segnali teatralizzati come suoni e oggetti-libro a segnare i passaggi fra i quattro libri di Apollonio Rodio fra le mani dello straordinario mago della parola Silvio Castiglioni. Un lavoro ipnotico data la cura della parola, la sapienza detta che va al significante più che al significato a noi remoto. Un lavoro che dovrebbe girare nelle scuole e nelle università. Ma sarà davvero questa, l’avventura più antica del mondo o una prova di cosa l’umanità, l’europea contemporanea, sta cercando di comprendere della propria storia che ha origine proprio lì, nella culla del Mediterraneo?
ARGONAUTICHE- L’avventura più antica del mondo
di Apollonio Rodio traduzione e drammaturgia di Francesco Morosi con Silvio Castiglioni scene di Giulia Gallo regia di Giovanni Guerrieri suoni di Simone Bettin produzione I Sacchi di Sabbia /Celesterosa Prima nazionale
Visto a Castiglioncello al Festival Inequilibrio, il 4 luglio 2026





