RUMOR(S)CENA – OSTIA ANTICA – Roma – Non è facile portare Aristofane sulla scena contemporanea per la peculiarità del linguaggio, i riferimenti a fatti e personaggi del suo tempo, la visione poetica, etica e politica che lo ispira. Persino Lisistrata, la più nota tra le sue commedie e per certi aspetti la più “facile” incentrata com’è su due temi popolari, sesso e pace, induce a scivoloni di dubbio gusto e di scarsa efficacia.
È questo il caso dello spettacolo rappresentato al Teatro Romano di Ostia Antica il 4 e 5 luglio, con la regia di Asterios Peltekis che ne ha curato anche l’allestimento sulla traduzione di Konstantinos Bouras per il Teatro Nazionale della Grecia del Nord. Il “mondo alla rovescia” immaginato da Aristofane nel 411 a.C., dove le donne ateniesi occupano l’Acropoli e proclamano uno sciopero del sesso per convincere gli uomini a fare la pace e porre così fine alla guerra del Peloponneso che lacera la Grecia, non trova la strada di una credibile resa scenica.

Nonostante l’intento dichiarato dal regista di mettere a fuoco «la sospensione dell’entropia in cui le società spesso sprofondano» – sono parole del programma di sala – e la possibile ripartenza di un sistema impantanato, lo spettacolo si presenta come un superficiale susseguirsi parossistico di oscenità che hanno smarrito la vis comica e polemica dell’originale per assumere il volto di superficiali volgarità.
La forma è quella del musical con costumi colorati, luci rutilanti, musiche trascinanti che accompagnano danze scatenate, ma al di sotto delle apparenze, fatta salva la professionalità e l’impegno di attrici e attori, non si intravvede nessuna sostanza. Che un testo classico parli al presente e possa farlo con forme e sensibilità nuove non è contestabile, anzi, è auspicabile, questo però non giustifica sguaiatezza e banalità. Le allusioni a Trump, al Me Too, all’AI e ad altre questioni di attualità non portano a una riflessione sull’oggi: rimangono richiami esteriori e generici, privi di spessore e di mordente.

Cosa resta di uno spettacolo del genere? Il miracolo del teatro che si ripete da secoli: una comunità si riunisce e poi discute interessata, divertita o indignata per ciò che ha visto. È un rito laico che offre un’occasione di crescita culturale e sviluppa uno spirito critico anche se la performance non è delle migliori. Vedere un migliaio di persone di tutte le età che percorrono i viali del sito archeologico per assistere alla rappresentazione è un’esperienza confortante nel contesto tenebroso in cui ci troviamo a vivere.

Aver ridato vita dopo venticinque anni con un Festival a uno spazio iconico qual è il Teatro Romano di Ostia è un’operazione meritoria del Teatro di Roma diretto da Luca De Fusco che è in rete con altri Teatri di Pietra nazionali e internazionali: Siracusa, Pompei, Epidauro, Merida, Salonicco. Quattro i titoli per il cartellone di quest’anno, Il senso del passato, dove il classico si intreccia ai linguaggi contemporanei, compresa la danza: Baccanti di Euripide con la regia di Theodoros Terzopoulos, che ha aperto la programmazione (25-26 giugno), Lisistrata di Asterios Peltekis (4-5 luglio), Requiem(s) con le coreografie di Angelin Preljocaj (10-11 luglio) e Alcesti di Euripide diretta da Filippo Dini (17-18 luglio) che ha debuttato a maggio al Teatro Greco di Siracusa.
Lisistrata di Aristofane adattamento e regia Asterios Peltekis traduzione Konstantinos Bourascon Iordanis Aivazoglou, Antonis Antonakos, Nikos Georgakis,
Dimitris Diakosavvas, Chryssa Zafeiriadou
Sofia Kalemkeridou, Krateros Katsoulis, Katerina Kaukoula,
Anastasia Kelesi, Thanos Kontogiorgis,
Elisavet Konstantinidou, Tatiana Melidou, Dimitris Morfakidis,
Chrysi Bachtsevani, Dimitris Naziris, Alexandra Paleologou,
Katerina Papoutsaki, Efthymis Pappas, Vaso Pavlou,
Panagiotis Petrakis, Christina Petroleka, Marieta Protopappa,
Kostas Santas, Evi Sarmi, Giannis Tsemperlidis,
Giannis Harisis, Petros Nikolidis
cantante Korina Legakiscenografia Froso Lytra
costumi Nikos Charlautis
coreografia Konstantinos Rigos
luci Stelios Tzolopoulos
produzione NTNG.GR Teatro nazionale della Grecia del Nord
Visto il 4 luglio al Teatro Romano di Ostia Antica





