Altrifestival, Festival(s) — 21/08/2025 at 18:14

A Orizzonti Verticali la neoavanguardia di Carmelo Bene

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RUMOR(S)CENA – SAN GIMIGNANO – (Siena). Un logo inconsueto-quello di un fiore in forma di crisantemo, per una locandina-programma di un Festival che ha avuto e ha peso in Toscana, quello di Orizzonti Verticali-arti sceniche in cantiere, quest’anno intitolato: Non in mio nome (titolo emblematico della situazione date le guerre mondiali in corso con una performance di resistenza civile in Piazza Duomo), già diretto da Patrizia de Bari e Tuccio Guicciardini, con eventi dal31 luglio al 5 agosto. Spettacoli dal vivo, di teatro, danza, musica, installazioni e performance nelle splendide location di esterni quali le vie le piazze e gli interni del borgo medievale famoso a livello internazionale per le tante Torri e che attira turisti da tutto il mondo, per il progetto a cura di Giardino chiuso, Fabbrica Europa e con la collaborazione di Accademia musicale Chigiana e Galleria continua.

Lavori che hanno visto la presenza di Compagnie di danzatori come Egribiancodanza, Teatro Koreja, Zaches, Teatro/Theater, Atopos, installazioni create dalla Compagnia ospite Giardino Chiuso in Biancaneve curata da Tuccio Guicciardini e con movimenti coreografici di Patrizia De Bari. La suggestione della fiaba di Biancaneve ha attraversato il festival ma anche quella di Cappuccetto rosso con Zaches Teatro e il lavoro di Nutrimenti terrestri con La guerra svelata di Cassandra.Aletheia di Salvatore Ventura per la regia di Alessio Pizzech con Gaia Aprea. Ha chiuso in gran bellezza il Concerto sinfonico per San Gimignano dell’Accademia musicale Chigiana con l’orchestra Fondazione Luciano Pavarotti, direttore Luciano Acocella in anteprima come prova aperta nella Chiesa di Sant’Agostino.

Accademia musicale Chigiana Luciano Acocella

Abbiamo assistito alla bella intervista curata da Fabrizio Calabrese a Clemente Tafuri alla Rocca di Montestaffoli per il docu-film di cui è regista e in quanto direttore di Teatro Akropolis che è seguitadopo la proiezione del filmato su Carmelo Bene, l’ultimo di una serie di ben cinque film (visibili su RaiPlay fino ad inizio del 2026) in un ciclo intitolato La parte maledetta. Viaggio ai confini del teatro per la regia di Clemente Tafuri.  Dei cinque filmati il primo è stato dedicato a Carlo Sini filosofo, intellettuale italiano che ha molto condizionato con il suo pensiero Carmelo Bene specie nella sua ricerca in correlazione ermeneutica coi filosofi francesi, poi la danzatrice e coreografa Paola Bianchi, a seguire il regista direttore attuale del Teatro Metastasio di Prato Massimiliano Civica, il light designer Gianni Staropoli. Il lavoro curato da Clemente Tafuri su Carmelo Bene è il protagonista della serata del festival alla Rocca di Montestaffoli dove è stato proiettato il docu-film: omaggio a Carmelo, in una sezione denominata Teatro Akropolis Il mondo come arabesco conferenza-spettacolo. Il mondo come arabesco è un concetto chiave del pensiero filosofico dell’intellettuale Giorgio Colli (professore di Storia della filosofia antica all’Università di Pisa, studioso di Platone, Nietzsche e Schopenhauer, alcuni passi di Colli sono stati recitati dallo stesso Bene).

Clemente Tafuri e Fabrizio Calabrese

Invece il titolo dei cinque documentari La parte maledetta, deriva dal saggio di Georges Bataille, filosofo antropologo e scrittore, come Gilles Deleuze,anche lui filosofo e di cui si è nutrito il pensiero di Carmelo e come ha spiegato in conferenza-spettacolo il regista Clemente Tafuri.  Il film ripercorre in modalità artistica, alcune tappe fondamentali del percorso teatrale dell’attore (anche pescando da Baudelaire e la sua “foresta dei simboli”). Nella visione del Carmelo Bene.  Un artista davvero paradossale unico nella sua trasgressività, imitato – odiato, molti allievi alle prove d’ingresso alla Silvio D’Amico provavano a fare la sua voce cioè essere Lui. Negli anni Ottanta-Novanta.  Non facile nemmeno ripresentare le sue performance fra cinema (Nostra Signora del Turchi, teche Rai e conferenze pubbliche).  Il docu-film è in effetti, un montaggio artistico complesso e articolato di spettacoli, film, interviste, presenze in convegni universitari, apparizioni televisive, materiali d’archivio esaminati con cura e grande attenzione (per la fotografia e montaggio Clemente Tafuri, Luca Donatiello per riprese audio e video, Alessandro Romi). Una testimonianza storiografica scientifica destinata ai cultori del teatro, agli studenti di cinema e teatro, agli storici dello spettacolo (anche musicologi data la presenza di Gaetano Giani Luporini negli spettacoli composti dallo stesso, anche direttore del Conservatorio Puccini di Lucca- fra il 1990 al 1998 per Majakoski, Pinocchio, Adelchi, La figlia di Jorio. Infatti il compositore lucchese Giani Luporini ha affiancato e sostenuto col suo lavoro in quegli anni in collaborazione stretta con Carmelo Bene, morto nel 2002). Il video della durata di 50 minuti circa, è molto godibile per chi vuole ripercorrere le tappe della carriera di Carmelo Bene (visto da studentessa a Firenze in teatro in Lorenzaccio, in cinema all’Arsenale a Pisa in Nostra Signora dei Turchi).  Attualmente su Rai Play.

Carmelo Bene

La conferenza-spettacolo alla Rocca di Montestaffoli di San Gimignano, seguita alla proiezione del festival Orizzonti Verticali Il Mondo come arabesco, ha visto   il giornalista e addetto stampa toscano Fabrizio Calabrese da molti anni curatore del Festival (fra cui i numerosi lavori per la Compagnia di Kaemmerle-Utopia del buongusto e Arca Azzurra presenti in massa e godevolissime, nelle cittadine toscane e nazionali), alle prese con una intervista a Clemente Tafuri. Nel video il sunto è la non- spettacolarizzazione dello spettacolo “delle unità” basta col teatro aristotelico. la phoné. Il corpo non mi appartiene. La letteratura non può uscire dalla macchina, dalla rappresentazione. E questo è un discorso politico. Eh sì. la letteratura non uscire dalla rappresentazione. Invece Tafuri nella colloquialità con Fabrizio Calabrese   cita sé stesso   dalle domande che li vengono rivolte: io sono un letterato. Seguono citazioni su e da Maurizio Grande, filosofo studioso di Carmelo Bene e secondo Tafuri dimenticato. Vita /Non vita. L’inversione del senso. Non è l’inconscio che si articola come un linguaggio ma l’opposto: è il significante che agisce come conoscenza. Continue citazioni da Lacan. Nel 1989 Carmelo Bene è stato direttore della Biennale di Venezia: voglio esser detto… in balia dei significanti. Il tema dello specchio come universale tema della conoscenza. In somma una bella conversazione accesa, mai polemica, sullo stato delle cose nella politica dello stato attuale del Teatro di ricerca italiano nello spazio di Orizzonti Verticali a San Gimignano.

Visto a Orizzonti Verticali Festival di San Gimignano il 4 agosto 2025

                                                                                                                                                                                      

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