RUMOR(S)CENA – BOLZANO – Il Busoni International Piano Festival rende Bolzano un punto di riferimento del pianismo internazionale: concerti, lunch concert e incontri di approfondimento riuniscono alcune tra le più grandi personalità della tastiera accanto ai più promettenti interpreti esordienti. Inserita nel cartellone del Bolzano Festival Bozen, l’edizione 2026 (dal 5 al 29 agosto è incentrata su temi quali il confronto tra generazioni, la fisionomia dell’artista del futuro e la figura del pianista-compositore, nel segno dell’eredità di Ferruccio Busoni. Il 5 agosto, al Teatro Comunale (ore 20), suonerà Aristo Sham, vincitore del Van Cliburn International Piano Competition 2025, considerato una delle più luminose promesse del pianismo mondiale; il giorno successivo all’Auditorium, (ore 20) sarà la volta di Grigory Sokolov, autentica leggenda del pianoforte, interprete capace di trasformare ogni recital in un’esperienza irripetibile.

L’accostamento tra Sham e Sokolov sintetizza perfettamente uno dei fili conduttori della rassegna: il dialogo tra chi è parte di una grande tradizione e chi sta già disegnando il futuro dell’interpretazione. Il festival prosegue il 19 agosto alle ore 12.30 con un lunch concert a Palazzo Mercantile, protagonista Zhonghua Wei, giovanissimo pianista cinese premiato dalla Senior Jury nell’ultima edizione del Concorso Busoni. Il giorno seguente (Auditorium, ore 20) si ascolterà Arcadi Volodos in uno dei recital più attesi dell’intero cartellone: definito dalla critica internazionale “poeta della tastiera”, Volodos rappresenta oggi uno dei vertici assoluti dell’interpretazione pianistica. Il confronto tra grandi maestri e nuove generazioni continua il 21 agosto alle ore 12.30, ancora a Palazzo Mercantile, con il lunch concert del georgiano Sandro Nebieridze, vincitore del Premio Junior Jury e Secondo Premio al Concorso Busoni 2025; pianista e anche compositore, Nebieridze incarna una figura di musicista completo, che unisce prestanza esecutiva e creatività.

Uno degli appuntamenti simbolo dell’edizione è il concerto del 25 agosto alle ore 20 all’Auditorium (posti già esauriti), che vede protagoniste Martha Argerich e Lilya Zilberstein. Le due straordinarie interpreti condividono un legame speciale con Bolzano, entrambe hanno infatti trionfato al Concorso Busoni, Argerich nel 1957 e Zilberstein nel 1987. Dal 27 al 29 agosto il festival amplia il proprio sguardo con il Symposium – The Artist of the Future, ospitato tra la Libera Università di Bolzano, Palazzo Mercantile,il Museion Passage e l’Auditorium. Per la prima volta la Fondazione Busoni-Mahler dedica tre giornate di conferenze, tavole rotonde e concerti a una riflessione sul futuro della professione musicale, sul ruolo dei concorsi internazionali e sulle nuove forme dell’interpretazione.


Attorno a questo tema si confronteranno musicologi, giornalisti, manager culturali e musicisti, affrontando questioni centrali come la globalizzazione dell’interpretazione, il rapporto tra tecnica e creatività, il pubblico digitale e il futuro della critica musicale. Il “Symposium” è affiancato da una ricca serie di eventi: il 27 agosto alle ore 20 l’Auditorium ospita il ritorno di Yifan Wu per il suo primo recital bolzanino dopo la vittoria al Busoni, il 28 agosto alle ore 12, nella Biblioteca della Libera Università di Bolzano, si esibisce Nikola Meeuwsen, primo olandese a vincere il Queen Elisabeth Competition. La sera dello stesso giorno (ore 20), il protagonista è Josu De Solaun, figura emblematica di pianista, compositore, poeta e docente.

Per la giornata conclusiva del 29 agosto il festival propone due appuntamenti: alle ore 11, a Palazzo Mercantile, il lunch concert affidato a Kit Armstrong, musicista dalla formazione multidisciplinare, pianista, compositore e studioso di matematica; la sera (Auditorium, ore 20) la rassegna si conclude con Igor Levit, uno degli interpreti più influenti della sua generazione e presenza stabile nei principali teatri del mondo, dal Musikverein di Vienna alla Carnegie Hall di New York. L’intero cartellone disegna così un percorso che attraversa tutte le sfaccettature del pianismo contemporaneo.

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