RUMOR(S)CENA – BUTI – (Pisa) – San Paolo-Un viaggio nelle sue lettere è il titolo del nuovo lavoro di e con Dario Marconcini, regista e attore in scena. La scena è lo spazio di Cascine di Buti un piccolo attrezzato spazio dopo che è stato chiuso, oramai da anni, lo scrigno del settecentesco teatro di Buti.
Le Lettere evangeliche di San Paolo apostolo, nella messa in scena di Dario Marconcini sono le lettere del “redivivo” San Paolo dopo affrontata la crisi esistenziale che lo portò, da giudeo che perseguitava i cristiani, alla conversione, fino a divenire seguace di Gesù e poi ucciso da martire cristiano, su quel bivio della cosiddetta:“ illuminazione sulla via di Damasco”. Queste Lettere, erano state scelte da Pier Paolo Pasolini come sceneggiatura in vista di una sua regia per un film poi mai girato. Marconcini non è nuovo a queste operazioni di recupero fra teatro, scritture d’autore originali spesso inedite e cinema. Ricordiamo quel suo straordinario lavoro tratto da Peter Handke I bei giorni di Aranjuez con la compagna Giovanna Daddi.
Ha proposto quindi questa nuova produzione, e lo ha fatto con la sensibilità e accorta visione sui tempi di guerra che stiamo vivendo nel Pianeta- la terza guerra mondiale secondo la visione di Papa Francesco. E forse, anche, rielaborando quasi in presa diretta, lo scontro fra ebrei e cristiani dentro una Gerusalemme nello Stato di Israele che ha rifiutato al cardinale Pizzaballa di celebrare i riti comuni della Pasqua. Dario Marconcini ha affrontato le questioni dell’ebraismo in tempi “non sospetti” con spettacoli dove affrontava la questio, drammatica fra ebrei e tedeschi durante i feroci decenni dalla novecentesca storia dell’ascesa del nazismo alla resa dei conti con la riunificazione delle due Germanie. Saulo Saulo perchè mi perseguiti… (…) così è l’incipit che consegna alla visione Dario, mentre entra in scena dalla platea, in modalità spiazzante e sorprendente. Funambolica. Un Dario Marconcini che saltella su un’aria subito orecchiabile della pizzica salentina – è San Paolo nella storia biblica. è stato apostolo, guaritore nonché protettore delle donne “tarantate”, e con un altro segno, a sorpresa, la mise o look: un giubbotto scamosciato con applicazioni (non subito riconoscibili), quasi una figura beatnik da tipico freakettone, da film anni Settanta.

Però ha una kippah nera e un drappo bianco che agita annodato al braccio. Questo ilare ed ineffabile personaggio che si agita, sale poi sul palco con leggio, microfoni e di lato, scrivania dando sfogo alle sue giaculatorie o filippiche, a tratti non comprensibili almeno ad un pubblico non avvezzo a sermoni biblici. Ma non conta ciò che dice, ma come. Infatti in questo davvero funambolico personaggio, quasi circense, conta la verve, come sta sul palco, come si muove, la contaminazione fra il corpo fisico e lo spazio utilizzato, che poi è il contenuto scritto (che sia autentico o Vangeli apocrifi, è tutto dire…), della sua opera di evangelizzazione e organizzazione della Chiesa delle prime comunità cristiane. In scena un fare, un gesticolare, come da predicatore TV americano anni Settanta- Novanta. Sul cuoio del giubbotto, appare in zoom, la scritta, il logo: Dallas-Texas.

Che narrando i suoi Vangeli. Sulla pelle, scamosciata, si intravede, una adepta in abito capo coperto, rigorosamente nero Giovanna Daddi . Poi dopo aver letto tanti fogli, delle sue Lettere agli Apostoli, anche la sua seguace si alza e poi sparisce. In chiusura si intravede uno sfondo di grattacieli forse, americani. E poi i Doors. Dopo una colonna musicale, anche di musica classica europea, che tratteggia questo assurdo Mondo dove Dario, con un martello e dopo aver buttato per terra i fogli dove erano scritte le sue Lettere, quelle di San Paolo apostolo, le smartella, le trafigge, per terra sul palco. Forse come era stato, diversamente, il Cristo. Sulla croce, coi suoi chiodi
Prima nazionale
San Paolo -Un viaggio nelle sue lettere di e con Dario Marconcini ( con e di Giovanna Daddi) aiuto regia Leonardo Greco. Costumi Giovanna Daddi Musiche Dario Marconcini. Allestimento e light designer Riccardo Gargiulo Tecnica e consolle Cesare Galli, Produzione Teatro di Buti ETS
Visto a Cascine di Buti, il 20 marzo 2026





