editoria, racconti, poesie, Interviste — 05/11/2025 at 09:37

Paolo Logli “ libera” i suoi testi teatrali e i racconti sulla piattaforma Patreon

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RUMOR(S)CENA – Cosmic jukebox è il divertente e luccicante nome della pagina/podcast dell’autore teatrale, cinematografico e televisivo e scrittore Paolo Logli on line su Patreon.com Le illustrazioni pop super colorate ci invitano a entrare dentro la “”valigia degli attrezzi” teatrali e letterari del famoso autore nato alla Spezia ma romano di adozione; Paolo Logli ha da poco “liberato” i suoi testi dentro cartelle accessibili a tutti: per attori e attrici che abbiano voglia di interpretarli e metterli in scena o per chiunque voglia semplicemente scaricarli, leggerli e apprezzarli. Abbiamo ritenuto importante la sua operazione “Open Access” e raccolto il suo messaggio. Lo abbiamo intervistato

Paolo Logli

Perché ha pensato a questo progetto Cosmic Jukebox?

Ho iniziato a pubblicare da poco più di un mese e ho messo in rete 30 copioni teatrali, qualche riflessione sul tema del mondo dello spettacolo, racconti… Devo dire che ho ricevuto molte telefonate di amici che mi avvertivano: “Guarda che poi te li possono portare via”. In realtà sono  già stati tutti depositati alla Siae, non temo il furto dei testi, l’unica “pericolosità” (ed è la bellezza del progetto) è che chiunque possa metterli in scena! A me sta bene che l’opera viva di vita propria.

Quando ha deciso di fare questo passo?

Diciamo che l’idea di partenza era che questi materiali di scrittura diventassero a loro volta, materiale di provocazione. L’ho scritto nella presentazione: “Ecco, questa è una bancarella, servitevi da soli”. È provocatorio, come dire: “Se guardate un attimo al di fuori dei vostri tranquillizzanti salotti, magari spunta qualcosa non dico di strabiliante, ma di curioso, sì!” Ma è anche un moto di insofferenza rispetto a quei percorsi paludati che frenano ogni creatività e bloccano ogni diffusione dei testi.

Un copione dal titolo La leggenda di Silver Trumpet aveva avuto un’opzione per una sceneggiatura, ma poi l’attore si è sfilato e il produttore cinematografico mi chiese di trovare il protagonista. Ecco, sono quelle le “liturgie” di cui mi sono stancato. A un certo punto ho detto: “Vediamo che succede se scavalco qualunque ritualità e questi passaggi obbligati di relazioni, di convenzioni, di presentazioni e riporto tutto all’essenziale. Qua c’è il testo, ti piace? Dimmelo, reagisci, dimmi qualcosa, leggi, trova la voglia di lavorarci sopra, fatti venire un’idea”. É un modo per ritrovare un ascolto autentico.

Come hanno reagito le persone che la seguono e gli artisti di fronte a questa provocazione?

La gente è sospettosa, ci sono effettivamente tanti like ai miei racconti ma nessuno al momento, si è esposto con un commento, non c’è una reazione diretta ma succederà, ne sono sicuro. Certamente in un mondo di algoritmi se qualcuno ti segue e ha una reazione questo significa che ci sarà visibilità; più fans o persone seguono la tua pagina più il progetto diventa visibile e va avanti da solo con le proprie gambe. Il teorema dei social è semplice: più persone leggono, più persone vedono l’esistenza del contenuto e potenzialmente potrebbero leggere. Lo stesso vale per le condivisioni, che fanno una parte importante del lavoro. Poi però è fondamentale iscriversi alla pagina, per il teorema di cui sopra. Lo scopo? Portare alla maggior visibilità possibile dei lavori che hanno voglia di uscire, andare in scena. Molti lo hanno già fatto, ma vorrebbero riprovarci. Che facciamo? Gli neghiamo questa occasione? E’ una rivendicazione dell’autorialità, ma anche un ritorno all’essenzialità: le opere sono presenti direttamente senza mediazioni. La mia autorialità è concentrata in questo, nei testi depositati, nei copioni, insomma dico: “Giudicatemi per questo”.

Scrive su commissione o su ispirazione?

Io scrivo sia per commissione (ho un agente letterario) sia per mie esigenze e ho diverse realtà teatrali che mi chiedono espressamente testi da portare a teatro; scrivo per Violante Placido, Luca Violini, Giorgio Pasotti, Blas Rocha Rey, Monica Guerritore, Flavio Insinna. Quando ti chiamano gli attori, questo ti può far scattare un’idea, oppure tutto  può nascere da un’esigenza personale. Ho pubblicato un monologo e dei copioni che sono certo, non vedranno mai il palco, ma partivano da una mia necessità. Penso al monologo su Jimi Hendrixdal titolo Una stanza piena di specchi. In teatro viaggi sul filo del nazional popolare, del grande pubblico. Mettendo Jimi Hendrix in rete, ho pensato che sarebbe davvero bello se lo leggesse il ragazzino rockettaro di Treviso. Ma non importa se non verrà messo in scena: è stato bellissimo scriverlo e rendere omaggio al rock, che c’è sempre, in un angolo dell’esistenza, magari come una sliding door che è sempre bello sognare.

I suoi testi teatrali pubblicati vendono?

Alcuni anni fa ho pubblicato una raccolta di monologhi teatrali con la casa editrice Cut up e l’editore Fabio Nardini mi disse che forse era meglio, per i lettori, presentarli come racconti. Tra poco esce una raccolta di racconti che però nascono come monologhi e ho pubblicato un copione per 4 attori, Schegge di Murano. Passioni e morte di Giacomo Casanova. Il teatro nell’editoria non è molto gettonato.

Ci racconta qualche testo a cui tiene molto?

Ci sono due copioni che più di tutti mi piacerebbe che venissero letti: La leggenda di Silver Trumpet ambientato nel mondo del jazz, in un locale dove si fa jazz dal vivo. Una donna ha un momento di gloria quando aveva il nome maschile di Silver Trumpet ma non ha più successo quando viene scoperta. Mi sono immaginato che Silver Trumpet ritorni per un’ultima volta nel locale. L’altro è una visione distopica di Giovanna D’Arco: Due notti di pioggia a Rouen ambientato durante il processo a Giovanna D’Arco, ma io ho pensato che nella città pioveva sempre e non si poteva fare la pira di fuoco, e così Dio ha parlato. C’è poi un copione che ha visto la luce ad Agrigento una sola sera Doppio stupro, la storia di un processo per stupro; come nei Sei personaggi in cerca di autore ogni personaggio, compreso il giudice escono dal ruolo per parlare col pubblico, ma questo non è altro che il secondo stupro..

Qualche testo commissionato da attrici?

Ho scritto per Claudia Campagnola, ora lei sta portando un testo Istantanee di donna, ritratti di grandi donne da Aretha Franklin a Mia Martina, a Madre Teresa a Lady Diana.

Ci sono dei temi come highlights oggi?

C’è una tendenza a cercare l’equivalente teatrale di Perfetti sconosciuti, quel racconto delle relazioni, del rapporto tra donne e uomini con una chiave di sottile commedia. Un tentativo l’ho fatto con Lumiere. La commedia va da un minimo della commedia leggera, velata di malinconia e tristezza, fino alle commedie che fanno ridere. Poi ci sono le detective story….

Quando ero autore de La vita in diretta mi sono reso conto che in una logica in cui non investi su una qualità ma sulla pubblicità, alla fine vai a inseguire il pubblico al ribasso, per aumentare gli  ascolti.

Ha scritto copioni dei cinepanettoni, un genere molto nazional-popolare…

Scrivere per due cinepanettoni significa avere molta popolarità. Ma ho scritto anche Soledad, di produzione argentina.È la storia di Sole e Baleno,i due anarchici accusati (innocenti) degli attentati all’alta velocità e morti in carcere; mi piace l’idea di stare tra questi due estremi. Mi va di scrivere anche monologhi musicali.

Come Teatro-canzone?

Teatro-canzone è un bel termine usato da Gaber con cui intendeva dire che la canzone era la prosecuzione del recitato e da questo punto di vista il primo che ho scritto  in questa forma è stato Lei ha conosciuto Tenco? Poi Chiamatemi Mimì. E Wild boys sui Duran Duran.

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