RUMOR(S)CENA – GENOVA – L’Accademia di alto perfezionamento del Teatro Carlo Felice ha concluso le sue attività per il 2026 con la messa in scena di “La bohème”, affidata a una compagnia di canto formata per gran parte da allieve e allievi dell’Accademia. Abbiamo intervistato Serena Gamberoni, che dal 2021 ne è insegnante e coordinatrice.
Maestra Gamberoni, come valuta il corso di quest’anno?
Abbiamo lavorato con ragazzi particolarmente studiosi. A causa dell’avvicendamento nella direzione artistica quest’anno abbiamo cominciato a marzo invece che a gennaio, allieve e allievi hanno lavorato tanto, con soli tre giorni di riposo in tutto. Un grande risultato è quello di Caterina Trevisan, che concorreva per il ruolo di Musetta e invece abbiamo intuito che avrebbe potuto ricoprire quello di Mimì. Alla fine del sesto anno di Accademia, possiamo dire che in media il dieci per cento dei cantanti e delle cantanti riesce ad affermarsi, gli altri migliorano notevolmente ma non entrano nel “mood” professionale. Il nostro scopo è fornire loro un palcoscenico dove debuttare.

Voi curate anche la foniatria e l’aspetto posturale.
Esatto. Quest’anno forniamo un supporto ulteriore per le cantanti, un’ostetrica che le guida nella percezione del pavimento pelvico, l’insieme di muscoli e legamenti che sostiene il diaframma. Un percorso che io ho seguito e che ho trovato utilissimo. La postura è curata da un fisioterapista, pratichiamo la Gyrokinesis e diamo inoltre un supporto psicologico: le cose cambiano in meglio dal momento che gli allievi si sentono capiti. È un lavoro che richiede dedizione, cerchiamo di leggerli al di là di quello che mostrano.
Quale difficoltà avete rilevato come la più problematica, per un giovane o una giovane cantante?
Ce ne sono tante, una di queste è il pensare troppo. Per lo più si cerca di avere un controllo assoluto, ma bisognerebbe controllare solo quello che serve e preparare invece il corpo. Sentire piuttosto che fare: sento che sono pronto, oppure no. Questa è una grande lezione della vecchia scuola di canto, insegnare al corpo, come ho imparato da Gabriella Ravazzi. È necessaria molta pazienza da entrambe le parti, nel caso di allieve (o allievi) che vogliono a tutti i costi galoppare bisogna trovare un equilibrio. Se vedo che c’è uno stallo nella tecnica, interrompo e mando a seguire le lezioni di interpretazione, per ritornarci poi in seguito. È necessario avere un team forte, il lavoro è personalizzato e si segue un metodo: si fa un mese e mezzo con i docenti principali, poi si cominciano le masterclass e anche durante queste è sempre presente un docente principale.
Voi selezionate anche pianisti.
I pianisti sono seguiti dal Maestro Davide Cavalli, il nostro direttore musicale, collaboratore di Riccardo Muti per vent’anni, pianista della Riccardo Muti Italian Opera Academy. Si specializzano nell’accompagnamento del canto lirico, una delle nostre ex allieve è ora a Bonn, altre due presso il Teatro di Savona, un altro è in attività al Maggio Musicale Fiorentino.
Vuole menzionare qualche caso di buona riuscita professionale di cantanti che hanno frequentato l’Accademia?
Antonio Mandrillo, Nicola Zambon, Paolo Nevi, Ilaria Monteverdi (vincitrice del concorso Voci in Barcaccia), Gabriella Ingenito, la nostra allieva più giovane, che frequentava l’Accademia nell’ultimo anno di scuola superiore e, dopo aver cantato nell’Elisir d’amore a conclusione del corso, è tornata in Trentino a dare l’esame di maturità.
Una definizione sintetica dell’Accademia?
È l’unica pensata da cantanti per i cantanti e da pianisti per i pianisti.
Serena Gamberoni
Inizia giovanissima lo studio della musica prima come violinista e successivamente come cantante. Frequenta diverse masterclass, con Franca Mattiucci, Luigi Alva, Renato Bruson, Piero Cappuccilli, Maria Chiara, Ghena Dimitrova e Gabriella Tucci. Allieva del soprano Alida Ferrarini, studia poi con Raina Kabaivanska e Lella Cuberli e Gabriella Ravazzi. Nel 2004 risulta vincitrice del Concorso Europeo ASLICO per i ruoli di Adina (L’elisir d’Amore) e Sophie (Werther); debutta giovanissima al Teatro Carlo Felice come Giannetta nell’Elisir d’amore, vi tornerà poi come Susanna nelle Nozze di Figaro e poi Oscar (Un ballo in maschera), Norina (Don Pasquale), Mimì nella Bohème, Micaela in Carmen e Donna Anna in Don Giovanni. Ha partecipato al progetto cinematografico patrocinato dalla Rai sui Pagliacci di Ruggero Leoncavallo nel ruolo di Nedda, in un progetto pilota con la realtà aumentata. Da marzo 2021 è impegnata come insegnante e come coordinatrice dell’Accademia del Teatro Carlo Felice e dal 2022 ha la direzione artistica del programma Global lab che si occupa di formazione e masterclass per ABF (Andrea Bocelli Foundation). Tra i suoi impegni recenti e futuri vi sono Simon Boccanegra al Teatro Massimo di Palermo, Così fan tutte alla Royal Opera House di Londra e al New National Theatre di Tokyo, Mimì al teatro Carlo Felice di Genova, Fedora in una nuova produzione al Teatro alla Scala con la regia di Mario Martone, La Rondine con la London Symphony Orchestra diretta da Antonio Pappano e una nuova produzione al Teatro alla Scala di “Opera Seria” (anche al Theater an der Wien).





