RUMOR(S)CENA – Ha visto la pubblicazione nell’aprile di quest’anno il volume “Cordate vocali – Alle radici del nostro cantare”, edito dal Club Alpino Italiano, dedicato a Gabriele Bianchi e redatto da un nutrito gruppo di esperte e di esperti della coralità di montagna con il coordinamento di Gianluigi Montresor, già presidente del Centro Nazionale Coralità; la pubblicazione cade in occasione del decennale del Centro Nazionale Coralità del CAI e del centenario dei cori della SAT e della SOSAT. Il titolo è mutuato dalla trasmissione in 17 puntate “Cordate vocali – Suoni e immagini dei cori Cai”, diffusa tra il 2021 e il 2022 (periodo del Covid) e tuttora visionabile integralmente sul canale YouTube del CAI. Il libro non sarà distribuito nelle librerie ma si può ordinare visitando il sito del CAI; inquadrando diversi Qr code presenti nel volume è possibile ascoltare o visionare circa 80 canti corali, tratti principalmente dalla teca digitale presso la Biblioteca Nazionale del CAI.

Qualità precipua di questa pubblicazione è la concisione dei capitoli, determinante per la qualità e la specificità dei singoli interventi; vi si trattano argomenti frutto di una selezione in quello che è un mare magnum e che, data la ricorrenza del doppio anniversario, destano grande interesse presso esperti e appassionati. La retrospettiva di un decennio di attività, aperta dai saluti dell’attuale presidente del CAI Antonio Montani e del vicepresidente Manlio Pellizzon, si arricchisce via via di spunti che fissano alcune pietre miliari della coralità popolare alpina a cento anni dalla sua prima manifestazione formale e che proiettano lo sguardo sul futuro di questo repertorio, conosciuto ormai in tutto il mondo. Oltre al doveroso omaggio a figure di rilievo della coralità alpina, vengono trattati argomenti come gli aspetti tecnici, storici e stilistici dell’armonizzazione, i canti polivocali dell’Italia Centrale, la cronaca nera nel canto popolare, le villotte friulane e molto altro.
Vi sono dei brani che da soli fanno storia, come il primo inno degli alpinisti, oppure “Stelutis Alpinis”, il canto friulano più famoso al mondo, al cui autore, Arturo Zardini, è dedicato un profilo biografico. Nel 1975, per il suo 71° compleanno, Toni Ortelli narrava in una diffusa intervista radiofonica RAI la vera storia del canto da lui composto, “La Montanara”, il più cantato al mondo, icona del canto popolare alpino e inno ufficiale del CAI. Il volume riporta alcuni passi dell’intervista (evidenziando la possibilità dell’ascolto integrale presso la teca digitale del CNC): “La Montanara” è semplicemente nata, durante una gita a Balme (TO), al Pian della Mussa, nella mente del suo autore che nel ritorno la cantava ripetutamente.
Era il 1927; l’anno precedente, al Castello del Buonconsiglio di Trento, i ragazzi radunati da Nino Peterlongo (fondatore della SOSAT) si erano esibiti per la prima volta; nel cantarla all’amico Bepi Ranzi, Ortelli la fece passare per un canto udito in un’osteria e solo in seguito rivelò di esserne lui l’autore; ne seguì la richiesta di Peterlongo di averne la musica, che Ortelli mise per iscritto con l’aiuto dell’amico alpinista e musicista Gabriele Boccalatte. “La Montanara” arrivò così in Trentino e fu stampata, due anni dopo, in versione per canto e pianoforte. Un notevole rilievo viene dato al centenario dei cori SAT e SOSAT, si può leggere anche un’intervista a Mauro Pedrotti e un suo scritto dedicato all’evoluzione della discografia. L’importanza della coralità trentina in questo panorama è dichiarata in primo luogo dalla copertina del libro, che reca l’immagine della mano di Mauro Pedrotti mentre dirige, rappresentazione eloquente del suo inconfondibile modo di condurre da primus inter pares, posizionato a lato del celebre Coro della SAT. Oltre a coordinare la redazione, Gianluigi Montresor ha fornito anche i testi di alcuni capitoli e, insieme a lui, hanno dato il loro contributo Giuseppina Antonucci, Erminio Quartiani, Marco Bastogi, Alessandra Ravelli, Giorgio Larcher, Mauro Pedrotti, Claudio Pedrotti, Roberto Garniga, Andrea Zanotti, Mario Lanaro, Sandro Filippi, Ettore Varacalli, Gianni Grimandi, Andrea Toffolini, Michele Franzina. Nato nel 2015, il Centro Nazionale Coralità del CAI raggruppa 75 cori e, oltre a curare la pubblicazione di cd e di libri, è impegnato nell’organizzazione di concerti e manifestazioni.





