RUMOR(S)CENA – BOLZANO – Premesse critiche. Risulta difficile da recuperare l’eredità di Alex Langer morto suicida il 3 luglio 1995 mentre da operatore di pace nei Balcani assisteva impotente alla guerra lasciando scritto “I pesi mi sono diventati davvero insostenibili, non ce la faccio più” e “Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto”

Sarà difficile “per noi continuare ciò che per lui era giusto” fintanto ometteremo la ricerca delle cause del conflitto balcanico che lui forse riuscì a scorgere ma provocarono le sue insostenibili afflizioni e il suicidio. I suoi eredi sembrano disinteressarsi nella ricerca delle cause dei conflitti che da allora proseguono in Europa. Preferiscono diffondere l’uniformata immagine di Alex Langer “pacifista, ecologista radicale e pioniere dell’integrazione interetnica” più confacente alla loro promozione politica.
Cercheremo pertanto di proporre qualche spunto di inconformità critica alla prospettiva canonizzata che limita Alex Langer al suo ultimo ruolo di “facitore di pace” diffuso nelle celebrazioni dell’80° dalla nascita. Confidando risulti utile, auspichiamo il confronto dialettico e la confutazione interpretativa, per restituire alla memoria di Alex Langer una visione strategica più lungimirante che fu testimoniata dalla sua azione

Omettendo di ricercare le cause delle guerre in Europa si disconosce la responsabilità delle politiche NATO e dei Fondi finanziari che controllano il business degli armamenti. Furono attivi allora nella disgregazione della statualità Jugoslavia

e proseguirono con guerre e destabilizzazioni in Cecenia, Georgia, Ucrania, Moldavia, Armenia, Bielorussia ecc. Dalla nostra congettura deriva che celebrare Alex Langer riducendolo ad idealtipo “pacifista, ecologista radicale, pioniere dell’integrazione interetnica” prescinde dal riconoscere che probabilmente lui vide con orrore che le stragi fossero perpretate, trascorsi 60 anni dal 1945, da redivive formazioni nazifasciste: cetniche, ustascia e ISIS, impossibili da contrastare solo con battaglie di pacifismo idealista

Facciamo attenzione alla contraddizione dei suoi eredi GrunenVerdi perché mentre commemorano il “pacifismo” di Alex Langer al Parlamento UE stanno votando, con pochi distinguo, per finanziare armi e guerra. Approvando il ReArm UE, assieme a sinistre e destre, dichiarano la guerra permanente con 800miliardi€ sottratti al welfare per ingrassare di extraprofitti i “produttori di morte”. Si prova angoscia nell’ascoltare i leader UE NATO, sostenuti dai GruenenVerdi, che ai nostri giovani annunciano di prepararsi a “credere obbedire arruolarsi e combattere”, prefigurando che dovranno seguire la sorte dei coetanei ucraini, immolati a migliaia, per guadagnarsi le magnifiche e progressive sorti di accesso al “giardino fiorito occidentale”. Per favorire i Fondi di Investimento che guadagnano sulle armi e pure sui titoli SAFE UE emessi per finanziarle, si traveste di fuffa la solita guerra di rapina delle risorse altrui. Dopo 80 anni ritorna la riconquista dello “spazio vitale” di hitleriana memoria, dai Balcani fino al Donbass e Stalingrado, discriminando e massacrando per contrapposizione etnica le popolazioni, come si è fatto in Jugoslavia, scegliendo i “buoni di turno” da supportare. Nella attuale guerra in Ucraina il messaggio unico diventa i “buoni aggrediti” sono i ruteni e galiziani dell’Ovest, che supportiamo contro i “cattivi aggressori” russofoni dell’Est. La grancassa mediatica provvede bombardando a tambur battente le nostre sinapsi di sconcertati spettatori, fino all’instupidimento di ogni ragionamento, per mobilitarci patriottici in trincea con “siam pronti alla morte l’Italia chiamò”.

Lascia perplessi che il ricordo di Alex Langer venga sponsorizzato oggi anche dalle Istituzioni UE, Ministero dell’Istruzione, Provincia di Bz Kultur.DE e IT ecc. che promossero o assistettero inerti alla disgregazione Jugoslava. La Provincia di Bolzano fu allora assente ingiustificata nel proporsi come consolidato modello europeo di pacificazione interetnica, disertando nell’affiancare l’azione pacifista di Alex Langer nei territori balcanici e depotenziare lo scontro etnico.




-Antefatti e responsabilità –
La Jugoslavia durante la Seconda Guerra Mondiale subì l’occupazione nazifascista con la strage di 1.8 milioni di morti, il 10% della popolazione, molti nei campi di concentramento gestiti dai battaglioni nazi-fascisti collaborazionisti del 3° Reich divisi per etnia. Nel dopoguerra mio padre, autista di TIR, la percorreva spesso e raccontava ammirato che in Jugoslavia la remunerazione del minatore fosse superiore al medico perché veniva riconosciuta la pericolosità del lavoro. Ricordiamo che la Jugoslavia durante la guerra fredda, presieduta dal partigiano comunista croato J.B. Tito, ebbe un importante ruolo internazionale. Fu attiva per la pace come membro fondatore del Movimento dei Paesi Non Allineati (1961) assieme all’India di Ghandi, l’Egitto di Nasser e l’Indonesia di Sukarno.

Ricordiamo che Ghandi e Sadat, erede di Nasser, furono entrambi uccisi da sicari mentre Sukarno subì un colpo di stato militare. Quindi per rovesciare i governi inconformi siamo in presenza degli stessi mandanti che utilizzeranno sicari per disgregare anche la Jugoslava. Mandanti che continuano a replicare il misfatto ovunque necessario ai loro interessi.
Riconosciamo che fu il nostro “giardino fiorito occidentale” (cit. J.Borrel UE 2022), dopo il crollo del polo antagonista dell’URSS nel 1989, che decise l’azione disgregatrice della Repubblica Federale Socialista Jugoslavia realizzata in tre fasi.
1.) Infliggendole prima lo strangolamento economico, dopo averla indebitata concedendo prestiti per incentivarne il “cosidetto sviluppo economico”. La finanza FMI BM UE impose condizioni capestro per rinnovare il finanziamento del debito contratto dallo Stato Federale centrale della Repubblica Socialista Jugoslava, equivalente al 50% del PIL, che fu costretto ad impoverire la popolazione e i servizi erogati. Si provocò così la disgregazione delle sei Repubbliche che nel tentativo di affrancarsi dal dover contribuire in solido al pagamento del debito comune, si dichiarano Stati autonomi. La NATO UE applicando la “dottrina Z.Brezinski”

ne approfittò e provvide subito a riconoscere gli Stati autonomi, prima fu la Slovenia seguita dalla Croazia. Si fecero i riconoscimenti statuali senza che fossero prima assicurate le tutele alle minoranze etniche serbe, croate, bosniache, che abitavano da sempre in ogni Stato divenuto autonomo.
2.) La successiva distruzione della convivenza fu attuata attraverso la guerra civile, causando 250mila morti e 3milioni di profughi. In territori abitati da secolari promiscuità etniche (già ex territori dell’ Impero Austroungarico e Ottomano) furono lasciate liberamente operare le bande nazifasciste che perseguivano la purezza etnica, già operative fino alla sconfitta del 3° Reich. I battaglioni paramilitari Cetnici, Ustascia e ISIS furono tutti finanziati da NATO, Paesi Islamici, servizi segreti che fornirono armi, uomini, mezzi, addestramenti usando pure la mafia dai porti italiani. La NATO UE che bombarderà i “cattivi serbi cetnici” ad esempio però supporterà i “buoni croati ustascia” che solo nell’Operazione Tempesta costrinsero all’esodo 200.000 serbi dalla regione della Krajina in Croazia. Inascoltata Human Rights Watch ha documentato la violazioni dei diritti umani, l’uccisione degli anziani rimasti, la distruzione di villaggi con 1.000 civili serbi uccisi o dispersi. Il tutto avvenne mentre Alex Langer decideva di suicidarsi il 03.07.95.

3.) Infine l’opera disgregatrice fu terminata con 78 giorni di bombardamenti aerei NATO dal 24.03.99 che partivano anche dall’Italia (governo di sinistra D’Alema – Mattarella) sulla ex capitale federale Belgrado e sulla Serbia, identificata “cattivo” di turno, causando 3000 morti e 12000 feriti.
– Congetture –
La causa del suicidio di Alex Langer fu che identificò nelle Istituzioni Europee UE e NATO gli artefici della guerra in Jugoslavia. Quando, poco prima del suicidio avvenuto il 03.07.95, pubblicamente dichiarò a Cannes il 26.05.95 che “L’Europa muore o rinasce a Sarajevo”, stava denunciando che era morta l’Europa in cui lui aveva fiduciosamente creduto fondando il partito transnazionale EGP GreenVerdi. Gli fu fatale scoprire che gli interessi della UE, col braccio armato NATO, invece di promuovere “rispetto dell’ambiente, affrancamento sociale, diritti, convivenza, integrazione e benessere” ordivano per il nuovo predominio coloniale, ricostituendo le stesse trame e finalità di una guerra rimasta solo sospesa per 60 anni, facendola combattere a nuovi attori con vecchie parti. Alex Langer scopre che venivano utilizzati gli stessi sicari etnici del 3° Reich cetnici, ustascia, bosniacchi dagli stessi mandanti del Capitale internazionale che era stato il finanziatore del riarmo delle dittature Nazifasciste negli anni ’30. La guerra per le risorse, definibile Operazione Barbarossa 2.0, è continuata dopo la disgregazione Jugoslava fino ad oggi con la UE NATO che in Ucraina ha finora finanziato 400miliardi € la guerra dei redivivi sicari nazibanderisti portati al potere dopo il colpo di Stato di P. Maidan nel 2014.

– Proposta nel raccontare Alex Langer –
Pertanto attenzione agli eredi che diffondono l’uniformato verbo di Alex Langer “pacifista, ecologista radicale e pioniere dell’integrazione interetnica” confacente alla loro promozione politica. Ricordiamo che Alex Langer ebbe una visione strategica molto lungimirante dimostrata dalle articolate sfaccettature della sua azione politica. Ricordiamo non era un Suedtiroler DOC ma figlio di immigrati austriaci, nato nel dopoguerra da famiglia di professionisti, antinazifascisti ebraici perseguitati e costretti a trasferirsi in Italia. Formato bilingue, frequenterà scuole cattoliche e tradurrà in tedesco “Lettera a una professoressa” di don Milani, un atto d’accusa contro il sistema scolastico discriminatorio classista che rivendicava il diritto all’istruzione e all’inclusione

Il percorso politico di Alex Langer fu assolto ricoprendo ruoli di responsabiltà e visibilità nel panorama politico e caratterizzato da impegno nella trasformazione sociale rivoluzionaria attraverso il movimentismo. Alex Langer per sostenere le sue idee non ebbe paura del confronto, anche accidentato, con le controparti e pertanto non è riducibile a “testimone profetico fondamentale per la convivenza interetnica” (cit. Alphabet inc. Google) e forse il “pacifismo” risulterebbe solo il suo ultimo insoddisfacente epilogo. Visse i travagliati contesti storici internazionali, nazionali e locali avvenuti dagli anni ’60 al 1995. Da universitario cattolico-sociale divenne rivoluzionario anarco-comunista


Fu direttore del quotidiano Lotta Continua con lo slogan “pagherete caro pagherete tutto!” durante gli anni delle conquiste sociali l.300/70 Statuto dei lavoratori, delle stragi di Stato col movimento di studenti e lavoratori in piazza nei cortei organizzati dal servizio d’ordine “katanga” che si scontrava con la Polizia Celere e i fascisti





Furono dei suoi compagni di Lotta Continua ad essere condannati per l’omicidio del Commissario Calabresi che era stato ritenuto il responsabile della “morte accidentale dell’anarchio Pinelli” avvenuta durante l’interrogatorio in Questura

Ritornato in Alto Adige Suedtirol dal 1978 eletto in Consiglio provinciale fondò Nuova SinistraNL battendosi per la giustizia sociale e contro la divisione delle “gabbie etniche” boicottando la dichiarazione di appartenenza linguistica

Fu considerato apostata rinnegato dalla SVP e scomodo per DC e sinistre governative che oggi lo celebrano da morto. Diverrà antesignano ambientalista dei Verdi Gruenen eletto in UE profanando la territorialità della rappresentanza sudtirolese raccogliendo voti interetnici italiani anche da trentini e veneti (1989). Finì suicida da deluso testimone attivista della guerra balcanica (1995). Fosse sopravvissuto alla scelta tragica confidiamo non si sarebbe riciclato come molti suoi ex compagni LC diventati da rivoluzionari a megafoni pompieri assertivi oppure eletti imboscati in qualche scranno da falliti testimoni del suo pacifismo mentre votano o accettano il finanziamento della guerra. Resta il dubbio che Alex Langer sarebbe oggi un probabile “deluso dai pacifisti”.
Non riconoscendo il disagio di Alex Langer di fronte alla riemersione del nazifascismo e dei suoi mandanti, neppure saremmo in grado di spiegare e contestualizzare alcunché ai giovani d’oggi e la sua figura sarebbe ridotta a “totem decontestualizzato” da incensare. Come avviene quando si accompagnano le classi in gita ad Auschwitz, la formazione avrà scarsa ricaduta e sviluppo di senso civico se non rendiamo i ragazzi edotti nella capacità di lettura del contesto contemporaneo. Primo Levi afferma “raccontare l’orrore di Auschwitz affinché le giovani generazioni potessero comprendere e prevenire il ripetersi di tali atrocità, sottolineando che -se è accaduto, può accadere di nuovo-”

Diffondere il messaggio di Alex Langer sarebbe utile per la formazione dei giovani se contestualizzasse “che continua a succedere ancora oggi”, enucleando i popoli e gruppi umani perseguitati, identificando i soggetti mandanti coi loro interessi, integrando le responsabilità di governi e Istituzioni internazionali quando si fanno le guerre e si vessano le popolazioni con embarghi e sanzioni.
– Ricordi Lotta Continua PID e NS –
Ricordo il mio coinvolgimento nel movimento degli anni ’70 quando da studente lavoratore frequentavo a Bolzano la sede di Lotta Continua redigendo matrici e ciclostilando volantini da distribuire a scuola per assemblee, scioperi, denunciare le stragi di Stato, boicottare le leggi KoSSiga repressive dell’autogestione. A norma di legge, essendo minorenni, i volantini venivano firmati “Comitato di Lotta responsabile A.Langer”. Per assolvere la naja “da segnalato politico” fui assegnato ad un battaglione operativo con alta intensità di guardie, polveriere e marce coi muli. I caporali istruttori spiegavano che per arruolare 20mila soldati bastava una firma mentre la gestazione di un mulo necessitava di 1 anno e il fucile Garand US della guerra di Corea che imparavamo ad usare, fosse migliore di quello jugoslavo. Gli assistenti ai muli erano in maggioranza universitari di Milano movimentisti Lotta Continua PID Proletari In Divisa che a noi “stecche”, appena arrivate dal CAR Centro Addestramento Reclute, ci aiutarono a liberarci dalle angherie di “nonni”, “vecchie”, “max”, vicine al congedo di fine naja

Da lavoratore studente ricordo negli anni ’80 di aver partecipato alle lotte promosse da Alex Langer “contro le gabbie etniche” della dichiarazione di appartenenza linguistica prevista dal 2° Statuto di Autonomia Altoatesino. La denuncia politica che fosse incostituzionale la dichiarazione linguistica in contrasto con “l’uguaglianza davanti alla legge senza distinzioni di razza, lingua o origine” e che si istituzionalizasse l’apartheid della divisione etnica fin dalle scuole e nella distribuzione di risorse e posti pubblici. L’eccezionalità autonomista infine a Roma prevalse, accontentando il partito etnico tedescofono, seppure ancor oggi se ne discuta denominandolo “disagio degli italiani” e la SVP ribatta che convenga sopportarlo in cambio dei privilegi che altri italiani sembra non fruiscano. Pertanto risulta risibile che la lungimirante battaglia allora persa di Alex Langer sia ridotta oggi a “testimonianza a favore della convivenza”. Risulta pure ridicolo e antitetico che oggi il suo nome, sdoganato politicamente, denomini qualche scuola etnicamente divisa.
– Congettura sull’eredità di Alex Langer –
Considerato non disponiamo di sue manifestazioni di investitura e lascito, la congettura che formuliamo sull’eredità di Alex Langer la immaginiamo come “impegno di movimentista contrapposto poco assertivo col potere dominante” da integrare al “pacifista, ecologista radicale e pioniere dell’integrazione interetnica”.
Quindi diffidiamo degli eredi che oggi lo interpretano “facendo casino” come canta Giorgio Gaber in “Io se fossi Dio”:
“.. io ogni tanto mando giù qualcuno
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino ..
Giorgio Gaber – Io se fossi Dio (Vinile Originale)

Confidiamo che non succeda ad Alex Langer quanto succede alle commemorazioni di San Francesco, per antonomasia “simbolo” di pace e rispetto del vivente. San Francesco che nel “Cantico delle creature” predica di vivere in povertà con fratello lupo, fratello sole e sorella luna e invece oggi, per celebrare gli 800 anni dalla morte, nel “botegón” di Assisi si prenotano i 400mila stalli per assistere alla ostensione straordinaria delle sue spoglie mortali, dal 22.02 al 22.03 coi posti già tutti assegnati.
Gli eredi GruenenVerdi di Alex Langer ne hanno fatta di carriera politica da quando Alex Langer contribuí a fondarli negli anni ’80. Quando metaforicamente al loro affacciarsi sulla scena venivano definiti dal più longevo politico DC Giulio Andreotti “cocomeri, verdi fuori e rossi dentro”. Diverranno dopo anni di alternanza tra opposizione e governi compromissori delle metaforiche “zucchine, verdi fuori e bianchi dentro”. Oggi appaiono con inquietante metafora “maracuja, verdi fuori con predominante nero dentro” ascoltando le infervorate posizioni primatiste guerrafondaie da “giardino fiorito occidentale” di A.Baerbock già Ministra degli Esteri Gruenen della Germania e riciclata Presidente dell’Assemblea ONU. La sua brillante carriera probabilmente deriva, come di tanti colleghi che governano, dopo gli studi a Londra dall’essere stata coinvolta nel programma Young Global Leaders, del tristemente noto World Economic Forum nella formazione di sicari politici. Presumiamo non abbia mai letto la traduzione di Alex Langer “Lettera a una professoressa”. I suoi eredi GruenenVerdi locali invece omaggiano ancora, dopo 4 anni di guerra, la bandiera Ucrobanderista con l’abusato mantra NATO “esiste solo un aggredito e dovremo continuare a obbedire, pagare e far combattere i buoni”


Ci chiediamo se riescano ad immaginare cosa penserebbe oggi Alex Langer sulla deriva avvenuta nel partito ambientalista da lui fondato, considerato che 40 anni fa la metafora del cocomero di Giulio Andreotti era riferita a lui. Citando il suo ultimo appello “l’Europa muore a Sarajevo” piacerebbe confidare fosse ancora vivo senza bisogno di eredi che, parafrasando C.Lolli, “sono tutti morti e non se ne sono neanche accorti”

Giorgio Gaber – Io se fossi Dio (Vinile Originale)
“..Arrivano i buoni ed hanno le idee chiare
ed hanno già fatto un elenco
di tutti i cattivi da eliminar
Ah-ah-ah, ah..
..così adesso i buoni hanno fatto una guerra
contro i cattivi, però hanno assicurato
che è l’ultima guerra che si farà
Ah-ah-ah, ah”
Arrivano i buoni E. Bennato 1974
Edoardo Bennato | Arrivano I Buoni

Dedicato alla conoscenza di mio figlio.





