Co-Scienze, MONTAGNACHEPASSIONE — 20/07/2026 at 08:35

Escursione del gruppo Wander-ful al Rifugio Canziani e Lago Verde

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RUMOR(S)CENA – RIFUGIO CANZIANI – VAL D’ULTIMO – Il Rifugio Canziani (in provincia di Bolzano) eretto a 2.560 metri di altitudine si specchia nel suggestivo Lago Verde che deve il suo colore smeraldo ad un particolare tipo di alga, l’unica che sopravvive nelle acque gelide di montagna. Il Rifugio Canziani porta tuttora il nome Höchsterhütte, dalla sezione del club alpino Höchst di Francoforte (D) che nel 1909 costruì un rifugio là dove oggi si trova la diga. Anche allora la casa offriva ospitalità ai viandanti ed agli escursionisti provenienti dalla Val d’Ultimo e dalle altre valli vicine. Nel 1957, con l’inizio della costruzione della diga, il Rifugio Canziani fu demolito e ricostruito più in alto, dove è tuttora. Per tutta la durata dei lavori, la Höchsterhütte fu a disposizione degli operai impegnati nel cantiere. Nel 1975 l’edificio fu acquistato dal CAI Milano (Club Alpino Italia-no) che lo destinò nuovamente a rifugio per gli escursionisti.

Sabato 18 luglio il Gruppo Wander-ful del CAI di Bolzano e Azienda Sanitaria della Provincia di Bolzano ha condotto un’escursione accompagnando un gruppo di persone fino a raggiungere il rifugio. Circa 11 chilometri ad anello tra rocce e detriti, laghetti color smeraldo, radure verdeggianti, aspre cime dai colori ferrosi e un meteo in cui si è palesato a tratti il sole e brevi scrosci d’acqua. Dopo l’impegnativa salita con 700 metri di dislivello la sosta ristoratrice al Rifugio Canziani la discesa attraverso un lungo sentiero lastricato di pietre. Il gruppo ha partecipato con corale entusiasmo e soddisfazione, accompagnati da operatori sanitari e accompagnatori della sezione CAI di Bolzano .

Durante l’escursione è stato possibile conoscere le tracce degli insediamenti umani. Le tracce di un accampamento estivo usato dai cacciatori e raccoglitori del tardo Paleolitico e del Mesolitico. Utensili in selce sono stati ritrovati in questo sito archeologico. Il progressivo aumento delle temperature portò poi l’uomo a spingersi sempre più alto. Con il ritiro dei ghiacciai cominciato circa 20.000 anni fa, l’uomo iniziò a frequentare queste zone.

Un luogo dove sono stati scoperti importanti resti preistorici che hanno permesso di capire la storia dell’insediamento umano. A Santa Valburga gli scavi archeologici hanno documentato una stratigrafia che parte dall’età della pietra, fino ad arrivare all’ età del bronzo e del ferro. Testimonianze della presenza dell’uomo presente nella valle. I reperti sono conservati nel museo Culten di Santa Valburga, dedicato alle origini e alla storia preistorica della valle.

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