RUMOR(S)CENA – MILANO – Sul palco del Teatro della Triennale è già squadernata la scenografia di Mi madre y el dinero, o piuttosto una collezione di dotazioni: una scaffalatura di metallo corredata di suppellettili, attrezzi da cucina e talee, una scrivania, due sedie che si guardano, un fondale di telo verde prato. Ogni cosa tornerà utile a suo tempo e di più ci saranno molti scatoloni, impilati e poi abbattuti, sombreri, una coroncina e una spada di legno, pettine e forbici da parucchiere… già, perché in sessant’anni, Josefina Orlaineta, per provvedere alla sua famiglia ha fatto più di quaranta lavori diversi: di fatica per lo più, ma dei più vari in generale; da ultimo è lei stessa a dire, allargando un sorriso: attrice.

Così si presenta la signora Orlaineta in persona, e così, in dialogo, o più che altro intervistata confidenzialmente da suo figlio Ramos, si “vende” al pubblico. Tant’è che, con una simpatia canagliesca, prima di accettare di interpretare se stessa a teatro, Josefina avrebbe domandato al figlio: ¿Cuánto me vas a pagar?. Tutti avvisati: la signora è pratica; in questo modo, ma evidentemente anche distillando una filosofia vitale e non senza una quota d’inventiva, ha mantenuto, e cresciuto, nonostante tutte le avversità, un ragazzo affatto convenzionale: Anacarsis Ramos. L’idea dello spettacolo è di lui: nato nel difficile contesto dello stato messicano di Campeche, ha studiato sociologia virando, ma senza abbandonarne i temi critici della materia, nella drammaturgia teatrale. Il risultato, anche di concerto con la compagnia sperimentale Pornotráfico, è un repertorio di messinscene che descrivono, in dialogo anche con il pubblico, urgenze contemporanee come i pregiudizi di classe e neocoloniali, la discriminazione sessuale, le conseguenze degeneri della globalizzazione… attingendo, per paradosso, anche dalle derive peggiori del cattivo uso e consumo dei media e dei social.

Mi madre y el dinero contiene tutto il manifesto ibrido, sperimentale e sociologico della compagnia e di più, una confessione intima ma non patetica che mette madre e figlio ad esempio palese di come l’estrazione sociale e il contesto geopolitico si riveli nelle difficoltà di ognuno e di come, talvolta, abbandonati dalla fortuna casuale e dal pubblico soccorso, l’unica arma siano il carattere e la resilienza. Nei dialoghi forse non improvvisati ma certamente veraci, di registro confidenziale, colloquiale col pubblico, nelle confessioni d’amore o malandrine, nei racconti di una vita, nulla è risparmiato: gratitudine per le piccole gioie e i successi ed amarezza per le brutalità domestiche, qualche rimpianto, molte rivendicazioni di fierezza, e soprattutto e diffusamente, molta ironia. Tant’è che non sempre è colta la provocazione sarcastica; nell’episodio delle salsicce Chorizo ad esempio: madre e figlio, a sorpresa, si rimboccano le maniche e, con gran divertimento dei presenti, insaccano budelli di macinato come si erano a suo tempo specializzati a fare per guadagnare e, magnificando la ghiottoneria… la offrono alla platea 10€ al pezzo!

Alla fine della svendita non rimarrà più neanche un salume: ma davvero l’invito era a comprare? L’entusiasmo per l’offerta certamente è fomentato dalla simpatia irresistibile di Josefina e Anacarsis ma questo, almeno nell’opinione di chi scrive, non era davvero un mercanteggiare, piuttosto un esperimento sociale: per empatia con le vicissitudini dei protagonisti si smette di riconoscegli il ruolo, almeno momentaneo, di artisti e si crede di essere giusti a pagare, oltre il biglietto, un acquisto espresso.
Così si confermerebbe l’intenzione del teatro di Ramos: più che la solidarietà, ci vorrebbe un nuovo corso di giustizia sociale. Così si conferma la filosofia concreta di Orlaineta che si, è stata avventurosa, ma mai senza perdere di vista il punto: alla fine, per vivere dignitosamente in questo mondo, anche per vivere di teatro, bisogna fare i conti.
Visto mercoledì 8 aprile 2026 al Teatro della Triennale di Milano
Creazione: Anacarsis Ramos / Pornotráfico Drammaturgia: Anacarsis Ramos basata sugli archivi di Josefina Orlaineta Cast: Josefina Orlaineta, Anacarsis Ramos Fotografia e luci, sound e video design: Karla Sánchez Kiwi Gestione del tour e distribuzione: Roni Isola Assistente alla regia e suggeritori: Santiago Villalpando, Sofía León Assistente alla ricerca: Babis Zozoaya Produzione: Fausto Cataño / Pornotráfico Co-produttori: Festival Internacional del Centro Histórico de Campeche, Instituto de Cultura del Estado de Campeche / FULGOR – Encuentro escénico con los Estados 2024, a cura di Mariana Arteaga, Mariana Gándara Ringraziamenti a: Instituto de Cultura y Artes del Estado de Campeche e Fulgor, Encuentro escénico con los Estados 2024 Con il supporto di: Patronato de Arte Contemporáneo PAC





