RUMOR(S)CENA-ROMA- Un Mercoledì delle ceneri proposto a Pasqua al Teatro Vascello è un assist propizio per l’attualità ancorché non propriamente intonato a una devozione religiosa. Valentina Esposito ha prodotto ad abundantiam e basti constatare più in basso la nomenclatura dello sforzo produttivo: 15 attori in scena come nella dotazione di lusso di un Teatro Stabile, sopperendo alla scelta di una scenografia scabra con ampio uso di materiali scenici. Si parte dalla Pupazza o Pantasima, l’oggetto che diventa animato al centro delle sorte paesane in una sorta di delirio collettivo e orgiastico, da far ballare e bruciare. Ma il divertimento generale, disvela una comunità che freme e che ribolle di tensioni e pulsioni segrete. Alla fine emerge, magari con un po’ di paziente attesa, il tema della violenza di genere.

C’è il trascinamento verso la zona umida e segreta di una località lacustre dove si profila il ricordo di una giovane donna uccisa alcuni anni prima. Ritratto macabro e intenso che documenta in scena tanta provincia nascosta, tanti episodi di cronaca nera che scrutiamo sui giornali e che ci fanno rimanere a bocca aperta, di fronte a inaspettati gesti di crudeltà. Non ci sono gesti di tenerezza verso l’omossessuale o verso la donna sedotta in nome di una ferinità primordiale. Il copione scorre a zigzag con frequenti cambi di prospettiva e di intensità, svolte registiche volute, e si chiede impegno allo spettatore per mantenere un preciso e lineare sguardo verso la narrazione anche per la sovrabbondanza di maschere, linguaggi e dialetti diversi.

Tra Carnevale e Pasqua balenano riti dionisiaci. Paganesimo in agguato dietro la ritualità della festa che fa emergere accanto al meglio anche il peggio del rito di provincia. La danza, la musica, le maschere non sono solo ornamenti di scena ma tessuto costitutivo dello spettacolo. La compagnia che inscena il delirio ha una sua particolarità rilevante perché è un mix di attori professionisti e di ex detenuti.

Se si è attenti, durante i 90 minuti della performance, si può cogliere la diversa impostazione tra chi è attore autodidatta e chi ha frequentato scuole e affrontato la didattica basica della recitazione. Ma differenze senza squilibri in nome di una coesione generale. Ci si immerge e nel politicamente scorretto per far emergere quanto di oscuro ci sia nelle manifestazioni popolari di massa e di come la collettività possa spegnere il rispetto per l’individuo, affondando le radici in una società patriarcale. La violenza nella sua iterazione diventa normalità e il delitto può essere riassorbito senza traumi dalla collettività anche se lascia una indelebile traccia nella storia della comunità. Metabolizzato l’accaduto si ricomincia daccapo, ogni anno una nuova festa e celebrazione. Scena intensa, tribale. Lo spettacolo come un rito, tra esasperato coatto dialetto romano e divagazioni partenopee, un teatro mosaico dove gli attori sono pedine che compongono altrettanti puzzle narrativi. Applausi scroscianti mentre si prepara, fuori, il rito della Pasqua.

MERCOLEDI’ DELLE CENERI scritto e diretto da Valentina Esposito, con Alessandro Bernardini, Fabio Camassa, Matteo Cateni, Chiara Cavalieri, Christian Cavorso, Viola Centi, Massimiliano De Rossi, Roberto Fiorentino, Sofia Iacuitto, Gabriella Indolfi, Giulio Maroncelli, Claudia Marsicano, Giancarlo Porcacchia, Cristina Vagnoli, Camilla Urbano; aiuto regia Bruno Mello Castanho; costumi Mari Caselli; assistenza costumista e fantocci Costanza Solaro Del Borgo; sarta Iris Ros; teste in lattice Gemelli Magri; ideazione scenografica Valentina Esposito; pupazza Edoardo Timmi; musiche Luca Novelli; luci Alessio Pascale; fonico Simone Colaiacomo; foto di scena Ilaria Giorgi; ufficio stampa Carla Fabi e Roberta Savona. Produzione Forte Apache Cinema Teatro in coproduzione con La Fabbrica dell’attore e Teatro Vascello.
Visto al Teatro Vascello di Roma il 3 aprile 2026.





