stagione teatrale, Teatro — 20/05/2014 17:13

Lavia e il nuovo corso della Pergola: giovani, un premio, il Goldoni

Share

FIRENZE – Già dalla presentazione abbiamo capito in che direzione sta andando il Teatro della Pergola. Un evento di lustrini ed hostess, di flash ed invitati, pompa magna, mancava il red carpet per trasformare il tutto in una grande notte, anche se era mattina inoltrata. Mai vista tanta gente per una conferenza stampa, una platea superiore numericamente a qualche replica del recente passato. La novità è Gabriele Lavia nominato consulente artistico. Si sapeva da tempo immemore. Si poteva immaginare dalle passate produzioni che aprivano la stagione della Pergola con tanto di prove aperte, “per avvicinarsi alla cittadinanza”, “per conoscere il territorio”, a quelle stesse “arzille signore”, parole del nuovo patron, che affollano le letture e le filate, la costruzione della scena, prima della prima. Tutto in grande stile, non c’è che dire.

Il logo da oculisti

Il logo da oculisti

Un tocco di glamour, molto fashion. Atmosfera più da sfilata di moda che da stagione teatrale, più da festa d’elite che percorre la linea inaugurata dall’amministrazione fiorentina nelle ultime stagioni, dall’affitto del Ponte Vecchio per un evento Ferrari in avanti. Un lungo divano rosso sul palco per gli ospiti, i padroni di casa che ci fanno entrare nel “loro” salotto. Il direttore generale Marco Giorgetti spara subito un “ricominciamento” buttato lì e sottolineato tra le facce a punto interrogativo della platea. C’è sempre da imparare. Molto charme e gusto, eleganza e bon ton. Sul divano Luca Barbareschi e Annamaria Guarnieri.

Luca Barbareschi

Luca Barbareschi

Su una poltrona la bella Federica Di Martino, nuova musa sempre presente negli ultimi lavori di Lavia, che prende la parola ma non proferisce niente di memorabile oltre la silhouette e non lascia il segno. Giorgetti e l’assessore Sergio Givone si scambiano complimenti e buffetti d’intesa, ringraziandosi a vicenda con effusioni dialettiche esplicite e grande complicità. Si alza il bel sipario dipinto. Ed ecco che sembriamo proiettati in un consiglio d’amministrazione con slide, numeri, diagrammi, grafici, colori. Guadagni e ricavi. La voce “costi” non pervenuta. Un prodotto da vendere, un marchio da commercializzare.

Accorsi & Baliani

Accorsi & Baliani

Numeri che poco spiegano dei contenuti o sulla qualità: le presenze, gli abbonamenti, le recite, gli incassi. Tutto è aumentato, migliorato. Tutto è bene quel che finisce bene. Appare il logo che sembra scritto dall’associazione oculisti italiani: tremolante, traballante, si legge Teatro della Pergola come la gelèe di un budino che barcolla al minimo impercettibile movimento del piatto. Come dire andando a teatro si diventa ciechi. Dopo la scelta discutibile della nave dello scorso anno, in pieno clima da Costa Concordia, in questa stagione ecco la miopia. I finanziamenti rimangono inalterati: 1.5 milioni di euro dal Comune, un milione dall’Ente Cassa di Risparmio.

Giuseppe Battiston

Giuseppe Battiston

Lo show, tra Broadway e Hollywood, va avanti. Il mattatore scalpita, vuole la parola, la scena è sua, Firenze prostrata ai suoi piedi, già lo venera. Avevamo bisogno di una guida carismatica, un condottiero. Ed allora mani giunte, voce melliflua, una battuta e una citazione, Leopardi e Dante gettonatissimi, qualche motto trito ma che fa sempre la sua figura: “Il teatro si salva facendolo, non rimpiangendolo”. Ed ancora: “Il teatro è quel luogo dove si pensa ad alta voce”. Slogan, detti bene. Bravo, bene, bis. Verranno riprese le prove aperte ed il direttore (dopo Torino e Roma, gli mancava Firenze per chiudere il suo personale cerchio delle Capitali d’Italia) sarà l’assoluto protagonista con “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, mettendo in scena la versione del 1921, “Vita di Galileo” di Brecht ed ora a giugno con “Lavia dice Leopardi” al Bargello. Tripudio. Successo. Applausi a scena aperta.

Gifuni & Gadda

Gifuni & Gadda

Una grande stagione con nomi e titoli altisonanti, il ritorno di Pierfrancesco Favino con “Servo per due”, Umberto Orsini ne “La leggenda del grande inquisitore”, Stefano Accorsi nel “Decamerone”, Silvio Orlando nel “Mercante di Venezia”, Battiston ed il “Falstaff”, Claudio Bisio, Vittoria Puccini, Giuliana Lojodice, lo stesso Barbareschi, Haber e Alessio Boni, l’Elfo milanese, i Servillo brother, l’evergreen Branciaroli, il sempre ottimo Gifuni con Gadda, il riempipista Filippo Timi, Ottavia Piccolo. Una grande stagione da spot, da vetrina, da occhio di bue.

Boni & Haber

Boni & Haber

Ma c’è anche spazio per i giovani. Come a Roma nell’esperimento che non ha portato a niente di concreto con il progetto “Perdutamente”, anche qui sono state selezionate (si dice da Riccardo Ventrella) diciotto compagnie del territorio fiorentino: Riccardo Goretti, Kanterstrasse, gli Omini, Laura Bandelloni, Lorenzo Berti, Murmuris, Fosca, Fonderia Performing Arts, Codice Ivan, Iacopo Braca, Alessio Martinoli e Teatro Bo, i Teatro Sotterraneo, gli Zaches Teatro (dove fino a poco tempo fa recitava la figlia di Givone), il Teatro dell’Elce, Batignani e Faloppa, Inquanto teatro, i CANI, Ilaria Cristini. Avranno a disposizione la soffitta per provare, ancora non sappiamo con quali modalità, una casa per produrre e sperimentare, per poi a maggio 2015 debuttare in una sorta di saggio finale. Le ipotesi possono essere o tre-quattro progetti condivisi oppure una grande operazione collettiva. Si parla di un mese per provare e due settimane di repliche al Teatro Goldoni. Ancora incerto anche il budget a disposizione per le compagnie ed i cachet. Tutto è ancora nebuloso e non formalizzato.

Le compagnie giovani

Le compagnie giovani

Pare un modo (seppure è una novità ed un’apertura da parte dello statico Pergola) per rabbonire la piazza, per tenere a bada le proteste già partite, alimentate, e già sedate, per la costituzione di una ancora fantomatica compagnia stabile. Forse la cosa migliore era costruire una stagione alternativa, chiamala Emergente? Giovane? Off?, al “riconquistato” Teatro Goldoni, invece che mettere su questa specie di accozzaglia di professionisti provenienti da formazioni anche molto lontane, alcuni con oltre dieci anni di esperienza, inseriti nel recinto della giovinezza. Non sono neanche più tanto giovani, molti hanno superato abbondantemente i trenta. Sembra, speriamo di sbagliarci, il classico contentino.

Il direttore Gabriele Lavia

Il direttore Gabriele Lavia

Altra novità sarà il “Premio Pergola per la nuova drammaturgia” per testi inediti a tema “L’eroe” ed il vincitore, scelto dalla giuria presieduta da Franco Cordelli, potrà mettere in scena la piece come inaugurazione della stagione successiva. Insomma grandi novità, molta polvere di stelle, i soliti noti, un mix tra istituzionale-politico e teatro q.b., una marmellata dove rimanere impigliati, dove sono coinvolti, a vario titolo, tutti, o molti tra i componenti della società teatrale fiorentina, certo con ruoli minoritari, ma comunque presenti. Non sappiamo ancora se questo allargamento darà più lustro a Lavia, o se sarà Lavia a dare luce alla Pergola. Così è, se ci pare.

Share