Teatro, Teatro recensione — 23/03/2024 at 17:58

Tradimenti, battute taglienti e ripensamenti con “L’anatra all’arancia”

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RUMOR(S)CENA – SALA VERGA TSC – CATANIA  “L’anatra all’arancia” di W.D. HomeeM.G. Sauvajon è la classica commedia borghese che si rivela come un gioiellino di incastri e di scrittura brillante che sa regalare una serata di puro e ricercato divertimento. Lo spettacolo, in due scorrevoli atti, diretto da Claudio Greg Gregori (meglio conosciuto come Greg), con battute scandite da un ritmo serrato, è stato proposto dalla Compagnia Moliére in coproduzione con il Teatro Stabile di Verona, alla Sala Verga di Catania, dal 12 al 17 marzo, nell’ambito della stagione di prosa 2023/2024 dello “Stabile” etneo.

Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli

Si tratta di un cosiddetto “feuilleton”, un genere che propone narrazioni fitte di vicende, di personaggi, di colpi di scena e taglienti ragionamenti, un lavoro che, in circa due ore e quaranta,  afferra e trascina nel suo vortice di battute sagaci, solo apparentemente casuali, perché tutto è architettato come una partita a scacchi. La pièce, facendo tornare in mente l’edizione cinematografica del 1975 di Luciano Salce, con Ugo Tognazzi e Monica Vitti, si rivela  un indovinato allestimento, con tutti gli interpreti impegnati ad esaltare il contenuto brillante dell’opera. Nell’ariosa ed elegante scenografia di Fabiana di Marco, con i costumi di Alessandro Benaduce e il disegno luci di  Massimo Gresia, si raccontano le vicende di Lisa e Gilberto, una coppia agiata in crisi, rassegnata e coscienziosa della fine della loro relazione. Da tempo i due, sposati da vent’anni e con due figli, che vivono in una elegante casa a San Vittore Olona, se la spassano al di fuori del tetto coniugale e ci sono solo flebili ammiccamenti per tentare di salvare la situazione.

Carlotta Natoli, Emilio Solfrizzi, Antonella Piccolo, Beatrice Schiaffino

Durante una partita a scacchi Lisa (la divertente Carlotta Natoli), pungolata dal marito Gilberto, maestro di seduzione ed ironia (il brillante Emilio Solfrizzi), confessa la sua relazione con un uomo colto e di alto rango, Leopoldo Augusto Serravalle Scrivia (l’elegante e convincente Ruben Rigillo), che le sa dare l’affetto e le attenzioni che Gilberto non le dedica più. Tra battute a ripetizione, la coppia per arrivare alla separazione decide di invitare Leopoldo Augusto e Patrizia, la prorompente segretaria di Gilberto (Beatrice Schiaffino) a passare il fine settimana con loro e poi di far trovare in intimità dalla cameriera/governante Teresa (l’esilarante Antonella Piccolo) Gilberto e la sua segretaria. Ma alla fine, proprio quando i due amanti, Lisa e Leopoldo Augusto, dovranno lasciare la casa e partire per la fuga d’amore a Parigi, subentrano la confusione, i ripensamenti e scatta il lieto fine..

Carlotta Natoli ed Emilio Solfrizzi

Lavoro ben diretto da Claudio Greg e molto apprezzato ed applaudito alla fine dal pubblico grazie ad un testo leggero e brillante e ad un cast di valore che amplificando gesti e dialoghi sa regalare una serata di assoluto divertimento, facendo anche riflettere sulle dinamiche e sulle difficoltà della vita di coppia e sulle meschinità dell’animo umano, trovando il modo di sorriderne e di sbarazzarcene.

Visto il 13 marzo 2024 alla Sala Verga del Teatro Stabile di Catania

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