RUMOR(S)CENA – SIENA – Ideata e organizzata fin dal 2009 da Straligut Teatro si è svolta a Siena dal 23 al 30 maggio la rassegna In Box/dal vivo 2026- rete di sostegno del teatro emergente italiano diretta da Fabrizio Trisciani direttore artistico con Francesco Perrone per la Comunicazione. Il festival era nato con l’idea di un Bando nazionale rivolto a compagnie emergenti ed ha avuto una evoluzione e una crescita costante. Alcuni numeri a confermare il trend positivo: nel 2026 In-Box ha messo insieme 55 partner; In-Box-Verde, dedicato alle Compagnie di Teatro ragazzi, 51. Complessivamente la rete è presente in 15 regioni grazie al
recente ingresso di due partner siciliani e si è passati dai 43 partner del 2015 ai 106 di quest’anno.
Dal 2009 al 2025 i bandi hanno accolto circa 6.500 candidature, premiando 123 compagnie per un ammontare complessivo di oltre 1.000 repliche In-Box 2025-26 ha messo in palio un monte cachet, fra In-Box dal Vivo e In Box-Verde compreso tra € 93.000 e € 148.800 per 92 repliche (comprese quelle di Siena). Numerosi i giovani artisti, oggi molto noti ed apprezzati e che sono passati attraverso le selezioni dei riconoscimenti In-Box: Lino Musella David di Donatello, Vico Quarto Mazzini, Fabiana Iacozzilli, Alberto Boubakar Malanchino premi Ubu, Unterwasser, Caroline Baglioni, Leonardo Manzan Biennale e Biennale College, Iacozzilli e Controcanto Collettivo premi Anct.
Vincenzo Bocciarelli, direttore artistico dei Teatri di Siena sottolinea come: In-Box dal Vivo rappresenta un modello virtuoso di teatro contemporaneo e d’avanguardia, capace di parlare alle nuove generazioni e di creare un dialogo autentico tra artisti, pubblico e territorio. Come Teatri di Siena sosteniamo con convinzione un festival che, in parallelo al nostro percorso culturale legato alle nuove generazioni, arricchisce l’offerta culturale della città, ampliando gli spazi della partecipazione e della sperimentazione artistica. Siena conferma così la propria vocazione a essere luogo di cultura viva, aperta ai linguaggi del presente e alle energie creative emergenti».
Nelle ultime tre giornate del festival sono state ospitate nel Teatro dei Rinnovati e nel Teatro dei Rozzi, la serie degli spettacoli finalisti, alla presenza di operatori (con Teatri, e studenti dell’Università di Siena facenti parte della Giuria), provenienti da ogni parte d’Italia, che hanno visionato e poi scelto in una sorta di “borsa” i lavori e le nuove drammaturgie che faranno circuitare nei rispettivi ambiti di spazi teatrali disseminati nella penisola. La formula vincente di In-Box è proprio questa: un festival che propone Compagnie teatrali emergenti, non ancora lanciate sul mercato dei circuiti teatrali nazionali, dando spazio e visibilità a compagnie che attraverso operatori fanno promozione e distribuzione di quanto visionato. Quest’anno le opere in concorso sono state ben 450 e sette sono le finaliste. Le opere sono state prima oggetto di visione da parte degli operatori attraverso video e poi selezionate appunto, dal vivo (come recita la formula del nuovo In Box) nella fase finale e sono: A volo d’Angelo di Cottini-Canzi (spettacolo vincitore con il maggior numero di repliche),Kamikaze-spero vada meglio dell’ultima volta di Santoliti, Boccardi,Guerrini-La Corte Ospitale, Umane di Camilla Violante Scheller, Gente spaesata di Colline Far, Sdisoré del Gruppo UROR con Evelina Rosselli, Ridi, piangi, ti ecciti di Genchi/ Capriuoli, Quello che non c’è di Giulia Scotti.

A volo d’Angelo è una produzione di Binario Vivo/ Teatro Nuovo (Pisa)/ Teatro della Cooperativa (Milano). Il testo e la regia sono di Federica Cottini. In scena Michelangelo Canzi, funambolico intrattenitore che gigioneggia coi suoi avventori (e col pubblico in sala), mentre in realtà i referenti a cui si rivolge nella narrazione drammaturgica, sarebbero turisti sui luoghi di guerra di quel teatro di guerra che è stata quella nei Balcani negli anni Novanta. In scena ironicamente, campeggia un cartello: Tour here. Lui, monologante per un’ora di spettacolo, si fa chiamare Crazy Bosnian Guy guida turistica per Mostar-Bosnia Erzegovina. E l’uomo si racconta sempre con piglio spiritoso e disarmante in abiti fuori tempo, da affabulatore consumato. Intrecciando ricordi spaventosi, di un lui riciclato a soddisfare voglie di turisti degli anni Duemila, lui ventenne quando crollò il ponte di Mostar con le vicende della dissoluzione della tragedia della Jugoslavia di Tito. Scene di Mattia Franco, Alice Caponi. Costumi di Nunzia Lazzaro e Fabiola Soldano. Luci di Paolo Latini e Simona Ornaghi.

Un altro spettacolo è Kamikaze-spero vada meglio dell’ultima volta prodotto da La Corte Ospitale di Giulio Santolini e Daniele Boccardi dramaturg Lorenza Guerrieri. Un lavoro dove il ribaltamento dei ruoli è al centro. Ludico, fra riflessioni culturali, molti i riferimenti colti letterari fra i due attori: il Tecnico e l’Attore che abbozzano i rapporti che possono instaurarsi nei retroscena nelle fasi di creazione di uno spettacolo e dove Mishima è al centro del discorso-l’eroismo masochistico del fare Teatro?
C’è stato poi UMANe con la e della schwa di e con Camilla Violante Scheller. Già vincitrice di Premio Critica FringeMI 2025, l’artista si presenta al microfono ad asta narrando fra canto e proiezioni con un tutù nero trasparente e senza un contesto apparentemente riconoscibile, mentre descrive le guerre in corso nel mondo con proiezione di droni e mappature. Fra visionarietà e leggerezza. Il canto sulla narrazione ha prevalenza assoluta

GENTE SPAESATA- COLLINE FAR
Ispirato a Cesare Pavese questo lavoro prodotto da Colline Far racconta di tre giovani, due ragazzi e una ragazza, alle prese con il vuoto delle loro esistenze di una contemporaneità rassegnata. Una stanza dove fra alcol, musica a palla e sostanze sniffate si consumano esistenze senza futuro, vite giovani bruciate. L’unica via d’uscita sembra arrivare dalla porta accanto dove potrebbe accendersi la speranza. Un tema che sfiora la sfida della depressione post partum, la solitudine e l’assenza di prospettive giovanili esistenziali.

SDISORE’-Gruppo UROR. Prodotto da TPE/ Teatro Piemonte Europa 2024 con Evelina Rosselli. Il lavoro, che ha ottenuto una menzione speciale per In -Box 2026: In Box generation dalla giuria composta da studenti dell’Università di Siena, è un progetto complesso, multicodice. L’attrice-performer Evelina Rosselli si avvale delle maschere e marionette di Caterina Rossi, light designer Camilla Puccioni, propone una performance dove interpreta le vicende dell’ Orestea spostando su di sé i personaggi di Elettra, Oreste, Egisto e Clitemnestra aiutandosi con le maschere e soprattutto operando una trasformazione linguistica per la scena mediata da un linguaggio che si potrebbe avvicinare a quello ideato da Giovanni Testori e con un approccio affabulante che ha reminescenze di Dario Fo. Una lingua carica di significanti con maestria e ricchezza espressionistica che restituisce col corpo-voce creando uno spettacolo totale con la sua sola presenza magnetica e in perfetto controllo della scena. Un lavoro complesso di grande godibilità

Ridi, piangi, ti ecciti , secondo classificato In Box 2026, prodotto da Fondazione Toscana Spettacolo con il duo Genchi/Capriuoli, èun genere cabaret di livello dove il duo gioca con la complicità del pubblico in sala, nella rappresentazione fra il comico e il realistico con i vari passaggi delle diverse età della vita dei due protagonisti. L’esito è un divertente spaccato delle piacevoli e spiacevoli circostanze che la vita media ci offre e ci nega con risultati artistici esilaranti

Quello che non c’è di Giulia Scotti. Produzione Fondazione Toscana Spettacolo. Un tema scottante: l’assenza e l’alcolismo. Una ragazza che cerca delle verità fra segreti di famiglia e prova a decrittare la sofferenza dentro figure importanti della propria storia famigliare. Delicato e coinvolgente. In-Box 2026 ha avuto il sostegno del Comune di Siena, Teatri di Siena e Fondazione Toscana Spettacolo.
Visti a In – Box a Siena dal 28 al 30 maggio 2026





