Arte, La foto del giorno — 07/03/2020 09:52

Il dono della sintesi:le illustrazioni di Fabio Magnasciutti all’Andromeda di Trento

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RUMOR(S)CENA – FABIO MAGNASCIUTTI – STUDIO D’ARTE ANDROMEDA – TRENTO – Fabio Magnasciutti è un illustratore capace di esprimersi con ironia e umorismo a riprova di una raffinata capacità analitica – meta linguistica nel testimoniare la vita quotidiana. In tempi attuali dove la comunicazione subisce un’omologazione le opere di questo eclettico artista acquistano un valore straordinario.  Dotato di una grafica essenziale ed elegante si distingue per il suo segno incisivo capace di catturare lo sguardo catturato da allusioni giocose, divertenti quanto foriere di suscitare riflessioni esistenziali.

Lo Studio d’Arte Andromeda di Trento nel mese di gennaio scorso gli ha dedicato una mostra personale dopo aver ricevuto il primo premio nella sezione satira della ventiseiesima Rassegna Internazionale di Satira e Umorismo “Città di Trento” che si tenuta nel 2018, ottenendo un successo di visite eccezionale  a conferma del gradimento ottenuto durante il concorso. Lo abbiamo intervistato: «la mia è un’abitudine all’osservazione quotidiana, ai fatti accaduti, agli oggetti banali, visti sotto una diversa prospettiva assumono un carattere diverso. Vedo e ascolto moltissima musica e questo ingenera un “incidente” con un fatto visivo che accade intorno a me e mi suscita interesse – spiega Fabio Magnasciuttie succede, ad esempio, quando sto pensando che accada questo pensiero – “incidente” – in grado di assumere un significato più ampio. Accade tutto in una frazione di secondo altrimenti perdo l’interesse e non ho più l’urgenza anche se a volte questi pensieri ritornano. Io però non ho nessun motivo per cercare consenso in quello che faccio. Nasco come illustratore e il mio è un bagaglio di esperienze che dura da trent’anni e provo il massimo rispetto per gli altri vignettisti, ma io ho una grande passione anche per le parole».

 

Fabio Magnasciutti

Fabio Magnasciutti come nasce l’interesse per la grafica illustrativa e l’uso delle parole?

«Quando ero bambino leggevo sempre Gianni Rodari e la lettura delle sue favole mi hanno conquistato subito. Nella sua lettura le parole acquistano un peso specifico e l’attenzione e il valore che esse possiedono hanno un peso specifico, così come accade con Italo Calvino. Non amo al contrario i generi letterari del genere solo descrittivo e narrativo».

 

illustrazione di Fabio Magnasciutti

La carriera di Fabio oltre ad essere un illustratore e vignettista è anche l’autore di libri pubblicati dalle case editrici Giunti, Curci, Lapis, Barta; collabora con la Repubblica, l’Unità, il Fatto quotidiano, gli Altri, Linus e Left, per cui realizza copertine e vignette. Ha curato sigle e animazioni dei programmi “Che tempo che fa” ( tra le quali l’edizione 2007) e per “Pane quotidiano” su RAI 3. Sue sono le illustrazioni per il programma AnnoZero edizione 2010-2011 e Servizio pubblico.Nel 2015 ha vinto il premio come miglior vignettista al Museo della satira di Forte dei Marmi. Insegna illustrazione editoriale allo IED di Roma. Nel 2005 ha fondato la scuola di illustrazione Officina B5. Recentemente ha pubblicato “Mamma quante storie”, scritto da Andrea Satta e illustrato con Sergio Staino, per Treccani; “Nomi, cosi, animali” e “Noi”, per Barta edizioni. In uscita “Il richiamo della coperta”, “Dire, dare, baciare” e “Due”, realizzato a quattro mani con Luca Ralli (Barta editore). Un artista ecclettico: nel 1993 ha fondato la band Her Pillow, per voce e armonica.

 

illustrazione di Fabio Magnasciutti

Le sue illustrazioni corredate da fulminee battute fatte dire dagli oggetti disegnati diventano dialoghi apparentemente senza senso, ma ad un’attenta visione rivelano sagaci riflessioni sulla vita stessa di noi esseri umani. Uno sguardo che sa cogliere dentro le “cose” come lui preferisce chiamare le sue illustrazioni, dove l’agire del quotidiano, frettoloso e a volte distratto ci impedisce di scoprire lati nascosti, verità celate. Una forma raffinata di meta-linguaggio a 360 gradi dove trova spazio il sorriso ma anche l’interrogativo, la domanda che ci poniamo a noi stessi e ci costringe per un attimo a pensare e riflettere.

Alcune delle sue illustrazioni:

Un ombrello dice ad un girasole: «non può piovere sempre …» e il girasole risponde all’ombrello: «peccato».

Un vecchio tappo di sughero chiede ad un tappo di spumante: «raccontami ancora di quando volavi.

Sdraiato su un lettino un mattoncino rosso del Lego (gioco storico per i bambini) accanto lo psicoanalista dice: «dunque il suo problema è il lego…». E ancora sempre sul lettino un numero 8 in posizione verticale che risponde al suo terapeuta: «no, grazie ….che se mi sdraio poi non la finiamo più».

Una lampada da tavola al girasole: «che ci troverai in uno come me ..

Una coccinella maculata di puntini neri ad una che ha solo un cerchio in mezzo : «adoro il tuo dono della sintesi». La sintesi di Fabio Magniasciutti sta tutta qui!

 

 

illustrazione di Fabio Magnasciutti

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