Recensioni — 03/02/2026 at 10:00

La “Tempesta” : teatro nel teatro . Antonio Viganò e il Teatro della Ribalta “studiano” Shakespeare.

di
Share

RUMOR(S)CENA – BOLZANO – Non tutte le “Tempeste” sono uguali, ma in questo caso non si tratta di eventi meteorologici avversi, bensì della commedia scritta da William Shakespeare, scelta dal regista della Compagnia del Teatro della Ribalta, Antonio Viganò che ne ha realizzato una versione originale dal titolo “Studi teatrali de La Tempesta”, improntata sull’analisi drammaturgica del testo originale che lo stesso Viganò definisce “un’opera ardua, piena di implicazioni e significati, metafore, simbolismi. Una favola dove non c’è tragedia ma la scoperta della vita, dove il senso del magico e del reale si confondono, si inseguono, si contaminano”. La sua poetica lo conduce sempre a cercare un linguaggio meta teatrale dove possano esprimersi gli attori-attrici che chiama “di-versi” creando una sorta di gioco teatrale che ribalta e capovolge il tradizionale allestimento dello spettacolo scenico.

crediti Vasco Dell’Oro

Gli spettatori del Teatro Cristallo, seduti sul palcoscenico (su praticabili di legno scomodi, ma a volte il teatro deve essere “scomodo” e non rassicurante), stanno ad una minima distanza dagli attori-attrici dis-abili (dove l’abilità sovrasta la disabilità psico-fisica) che avanzano e arretrano in un continuo andirivieni guidati con maestria da Francesco Pennacchia, un attore di caratura artistica tale da impersonificare un Prospero magnetico e carismatico; dalle straordinarie doti poliedriche di artista della scena contemporanea. La Tempesta è ambientata su un’isola non meglio identificata nel mare Mediterraneo in cui Prospero, spodestato e esiliato duca di Milano, si avvale delle sue doti magiche per riacquistare con la figlia Miranda il ducato perduto. Il fratello usurpatore Antonio e il suo complice, il re di Napoli Alonso, sono in navigazione da Tunisi diretti a Napoli. Prospero scatena una tempesta che fa naufragare i passeggeri sull’isola senza recare danni a loro.

Francesco Pennacchia crediti Vasco Dell’Oro

Con l’aiuto di Ariel, uno spiritello servitore suo malgrado, riesce a rivelare la trama di Antonio, a far ricredere il re Alonso, e a combinare un matrimonio fra la figlia Miranda e il principe di Napoli, Ferdinando.  Prospero appare come un burattinaio che muove senza fili tutti a seconda del suo volere. Antonio Viganò si ispira alla trama originale per farne uno spettacolo di teatro nel teatro, appunto: il tentativo di una Compagnia di mettere in scena la Tempesta. Impresa non facile resa ancor più complicata da tentativi fallimentari, conflitti tra i protagonisti, invidie, ovvero tutto il repertorio dello scibile umano congeniato e perfettamente rappresentato alla perfezione dallo stesso Shakespeare che fa dire a Prospero: “Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

crediti Vasco Dell’Oro

La vita e la nostra stessa esistenza è qualcosa di illusorio, fragile e soprattutto transitoria.  Antonio Viganò chiede alle sue attrici-attori, fedelissimi e partecipi, uno sforzo maggiore in questi “Studi”, aggiungendo la potenza della parola drammaturgica del Bardo, il suono espressivo delle parole che risuona sempre in tutte le sue commedie, ritenuta la penultima opera di William Shakespeare e considerata da molti il testo che anticipa il suo addio al teatro.  Francesco Pennacchia conduce il “gioco” rispondendo sia al dettato registico che scenico con un ecclettismo fisico – ginnico di straordinaria bravura da parte di chi non si fa carico della sua dis-abilità dove la capacità di immedesimazione, pur mantenendo le proprie caratteristiche individuali, dimostra cosa significa creare una relazione inclusiva. La scenografia scarna ma essenziale curata da Roberto Banci, con l’apporto e la scelta musicale di Paola Guerra, forse troppo frequente senza soluzione di continuità . Spettacolo altamente emotivo e partecipato anche dal pubblico, sia delle scuole nelle recite mattutine che dagli adulti in quelle serali. Sono “studi” in via di perfezionamento che andranno seguiti ulteriormente in un’auspicabile tournée nazionale.

Studi teatrali de La Tempesta

regia Antonio Viganò, scene e costumi Roberto Banci e Antonio Viganò, coreografia Eleonora Chiocchini, colonna sonora a cura di Paola Guerra, collaborazione drammaturgia e formazione Paolo Grossi e Paola Guerra, light designer Melissa Pircali

con Jason De Majo, Marika Maria Magdolna, Stefania Mazzilli Muratori, Sara Menestrina,  Johannes Notdurfter, Francesco Pennacchia, Rodrigo Scaggiante, Michael Untertrifaller, Rocco Ventura

una produzione Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt, in coproduzione con Gli Scarti – Centro di produzione teatrale – La Spezia residenze artistiche Teatro Cristallo di Bolzano, Olinda/TeatroLaCucina – Milano

Visto al Teatro Cristallo di Bolzano il 22 gennaio 2026

Share
Tags

Comments are closed.