ALTRITEATRI — 22/10/2026 at 10:16

Il pensiero libertino del ‘700 con la prosa di Casanova e i sonetti di Baffo

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RUMOR(S)CENA- ROMA- Una coppia affiatata di attrici al teatro Vittoria di Roma per un viaggio nella Venezia libertina del settecento per la regia di Lucia Poli, importante sorella d’arte. Separate artisticamente da più di una generazione, Renata Zamengo e Beatrice Gregorini, le due interpreti di Erotico Veneziano, escono dal cliché del reading perché i leggii sono solo arricchimenti scenografici per le loro entrate in scena, prima alternative, poi simultanee.  Siparietti a due nel nome di Giacomo Casanova e Giorgio Baffo per rappresentare un secolo insieme libero e libertino. La voce delle donne per illustrare un beffardo e irriverente messaggio erotico creando un distacco giocoso e poetico sul tema del desiderio. Quanto Casanova nelle sue scorribande sessual-sentimental è didascalico, quasi bisognoso di una rigorosa e rigida nomenclatura erotica, tanto Baffo è disinvolto e assolutamente incurante del decoro nel restituire al dialetto veneziano una carica di continuo oltraggio e sfregio delle convenzioni.

Beatrice Gregorini e Renata Zamengo

Se Venezia era definita nel ‘700 “la vulva d’Europa” era proprio in ragione della trasgressività in loco, solo immaginabile come eventuale sotto testo nelle commedie di Goldoni. L’outsider Baffo è un poeta scandaloso che infittisce di termini anatomici nudi e crudi i propri sonetti facendo impallidire per trasgressività le minuziose e più famose memorie di Casanova. Dunque due punti di vista su un secolo oggi rivalutato, spesso in passato minimizzato, eppure così vitale di fermenti. Baffo vuole stupire ed è conscio del proprio ruolo di provocatore; Casanova è a volte fintamente realista nella sua prosa minuziosamente descrittiva nel ricostruire gli amplessi, spesso equivoci e furtivi. Un’ora di restituzioni del mondo di un secolo lontano attraverso la descrizione di bische, osterie, incontri con monache lascive, feste grandiose, maschere e travestimenti. L’erotismo di Baffo è manifesto mentre quello di Casanova è glaciale.

Beatrice Gregorini e Renata Zamengo

Eppure appartengono alla stessa epoca ma con profili diversi. Contro i pregiudizi e la morale, due antesignani di un epicureo piacere del vivere, con una severa critica al tradizionalismo borghese. Significativo che siano due attrici a restituire questa visione nuda e cruda, senza infingimenti, della realtà. Parole scabrose che suonano naturali ora che un’apparente parità è stata restituita a i due sessi attraverso la laboriosa e spesso sotterranea marcia del progresso.  Il gioco teatrale messo in atto restituisce leggerezza contro ogni ambiguità con il messaggio esplicito della vittoria dei sensi sull’ipocrisia, spesso anche religiosa. Casanova ammirava Baffo e lo considera un esempio tangibile di ribellione al conformismo. Viaggiatore instancabile attraverso l’Europa ammirava il radicamento veneziano del più anziano mentore. Dunque la sua prosa a compendio della licenziosità dei sonetti.

Beatrice Gregorini

Scrive la regista Lucia Poli: “La scelta di due donne attrici non è casuale. Volevo aggiungere una dose di distacco al tono già ironico degli scrittori e offrire una lettura leggiadra e giocosa di una materia incandescente”. Risate in platea e non per la mera descrizione degli organi   sessuali maschili e femminili ma, semmai, per la carica di provocazione insita nei messaggi trasmessi. Trattenuta in Casanova, assolutamente esplicita in Baffo. Lo sfregio della morale corrente è uno schiaffo alla consuetudine e alla società ingessata nel concetto di famiglia e di religione. Gli scandali sono anche insulti, ribellioni, riscatto del corpo a dispetto dell’anima e di un pensiero ingabbiato nella tradizione. Spettacolo spregiudicato, irriverente, godibile e inconsueto che in un’ora prova a riassumere lo spirito sbarazzino di un secolo intero.

EROTICO VENEZIANO, scritti di letteratura erotica del ‘700 di Giorgio Baffo e Giacomo Casanova, drammaturgia e regia di Lucia Poli, con Renata Zamengo e Beatrice Gregorini. Produzione Associazione Laboratoriocentrovoce.

Visto al Teatro Vittoria di Roma il 21 ottobre 2026

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