Teatro, Teatrorecensione — 23/07/2013 13:19

Compagnia Lombardi-Tiezzi a Inequilibrio 2013- un ininterrotto e liquido movimento di ricerca

Share

Sulla scena già c’è una marcia militare che si conclude, una volta che abbiamo preso posto, con due militari che sistemano e ripuliscono di ogni avere un cadavere nella sua sacca mortuaria sul tavolo. Entrano belle donne e uomini arroganti in camice bianco infilando guanti di lattice: sono dottori, pronti a recitare nel proprio ruolo la fame di sesso e la sete di potere. Ora festeggiano il regalo insperato del cadavere d’un assassino alla scienza con il calice di champagne in mano. Scatta il tango, una fotografia iniziale, già fine, il protagonista è il morto, tutto ci ricorda l’immagine cinematografica del nazismo, in un carosello semi-comico di abusi e miseria che si ripete, riportando alla vita il taglio del film di Georg Klaren, Wozzeck, del 1947. Gli inservienti militari, che hanno derubato il cadavere, sono anche star in un momento di spettacolo e di apparente ambiguità, uno show che vede ora uno di loro cantare al microfono in un irrefrenabile protagonismo. Eppure alla dichiarazione d’amore di un’aspirante dottoressa (nel film accusa d’assassinio dell’omicida da parte della società), che tanto somiglia alla vittima ammazzata da Woyzeck, inizia il flashback della storia di miseria e gelosia dell’uomo.

Siamo a Castiglioncello, Inequilibrio 2013, uno dei picchi artistici del programma che vede la compagnia Lombardi-Tiezzi portare “la fotografia momentanea del percorso di lavoro. Un momento di pausa riflessiva in un ininterrotto e liquido movimento di ricerca” di un laboratorio nomade ideato nel 2007 e arrivato a Inequilibrio nel 2010, dove il direttore artistico, Andrea Nanni, spera di trattenerlo a lungo. Federico Tiezzi ha scelto quest’opera per la sua incompletezza che lascia spazio alle arti: “Il plurimo e non l’uno. La realtà, la vita con tutti i suoi linguaggi che irrompe nel dogma del teatro.” Gli unici esercizi fisici a cui sottopone i suoi allievi nel corso sono il lungo training vocale condotto da Francesca Della Monica, allieva di Cage e il lavoro architettonico, riguardo la relazione tra il corpo e lo spazio, di Giovanni Scandella. Per il resto chiede che vadano “oltre i confini segnati” e quando lo dice parla di quelli mentali, spirituali, dalla letteratura alla vita.

E gli interpreti ora cantano, ora ballano, in disegni che ci fanno affezionare a Roberto Latini, nei panni del protagonista, ma anche a personaggi oscuri eppur brillanti, nella loro crudeltà ed arrivismo come il dottore, interpretato da Simone Faloppa, oppure nella loro ottusità come il capitano, interpretato da Marco Brinzi. Il ruolo della protagonista è di Maria Blandolino che si destreggia bene tra civetteria, semplicità e sogni d’evasione. Rimane dietro a ogni attore, dietro a ogni voce individuale una coralità di movimento e musica, una pluralità che racconta di altre storie di sopraffazione, di un dolore universale e della poesia e innocenza rintracciabili, nonostante il delitto, nella povertà. Le musiche ci sollevano quasi dalla drammaturgia, con adattamenti delle musiche di Alan Berg, eseguiti dalla Schola Cantorum di Rosignano, con Mysteries of Love di Antony and the Johnsons, Silencio di Angelo Badalamenti, Alexanderplatz di Battiato e tutta un’armatura che riveste per drappeggi tutto il lavoro. Nel finale il sangue di Maria si trasforma in un evocativo tappeto di rose rosse.

Molto forti emozionalmente sono l’incipit e la conclusione di questa grandiosa fotografia, oltre al continuo lavoro sonoro. Un po’ più evanescente è la coerenza degli elementi nello svilupparsi dell’opera ma restituisce la complessità del lavoro di questo percorso didattico ed artistico, un “ininterrotto e liquido movimento di ricerca” di cui parla lo stesso Federico Tiezzi nel libro Teatro Laboratorio della Toscana, più volte qui citato. Un progetto profondo e dai concreti risultati che coinvolge un territorio e una nuova generazione di artisti che si spera riescano a riportare il dibattito civile e sociale su un piano condiviso, contemporaneo e culturale.

Visto il 6 luglio, 2013 a Castiglioncello, Inequilibrio 2013

Woyzeck di Büchner Berg
Regia Federico Tiezzi
assistente regia Giovanni Scandella
preparazione vocale Francesca Della Monica
arrangiamenti e preparazione del coro Ernani Maletta
drammaturgia Fabrizio Sinisi
costumi Maria Antonietta Lucarelli
luci Gianni Pollini
foto Marcello Norberth
con Roberto Latini, Maria Blandolino, Marco Brinzi, Matias Endrek, Simone Faloppa, Renzo Guddemi, Liyu Jin, Mauro Racanati,Daniele Sala, Rosa Sarti, Nicolò Todeschini, Anahì Traversi
Produzione Teatro Laboratorio della Toscana diretto da Federico Tiezzi; Compagnia Lombardi Tiezzi, Armunia / Festival Inequilibrio, in collaborazione con Regione Toscana

Share