Teatro, Teatro recensione — 22/03/2022 at 09:57

Quando scoperchi Pandora vedi cosa accade dentro: il Teatro dei Gordi indaga l’animo umano.

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RUMOR(S)CENA – BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) – Nella mitologia il vaso di Pandora rappresenta il contenitore dove vengono conservati i mali che l’uomo compie o subisce nella sua vita. Aprire il vaso significa scoprirne la sua stessa esistenza, svelare a se stesso la presenza del male e di conseguenza accettarne le responsabilità delle sue scelte e azioni e, infine, le conseguenze che ne derivano. L’uomo così adulto evoluto e cosciente se ne deve far carico. Pandora è il titolo scelto dal Teatro dei Gordi guidati dal suo regista Riccardo Pippa (che si avvale della collaborazione della drammaturg Giulia Tollis) per raccontare una storia ambientata dentro un bagno pubblico, come se ne vedono molti nelle stazioni e aree di servizio autostradali, di un qualunque locale pubblico. Un luogo dove ci si reca il tempo necessario per espletare le proprie necessità fisiologiche e igieniche, in cui ci si ritrova in mezzo ad un’ umanità eterogenea e confusa, caotica e spersonalizzata. Visi anonimi che si incrociano, fugaci incontri per poi uscire senza scambiarsi una parola. Un mondo a sé, popolato da strani individui che sono parte di una società spesso alienata da stili di vita respinti dal conformismo borghese che prevale.

Pandora-TeatrodeiGordi-fotoNoemiArdesi

Un via e vai continuo appartenente ad ogni categoria dello scibile umano in cui sono caratterizzati per i loro comportamenti stravaganti. In Pandora si assiste ad un frenetico andirivieni dove le abitudini di ciascuno rivelano comportamenti stereotipati, compulsivi, maniacali, ossessivi. Un ritratto desolante che fa di Pandora uno specchio tristemente realistico. Il pubblico a teatro può assistere ad azioni di cui ognuno di solito agisce nella totale intimità e riservatezza, sia per una questione di pudore che di civile rispetto al prossimo. L’indiscrezione morbosa qui diventa una straniante normalità ribaltando di fatto tutte le convenzioni sociali acquisite con il progresso e l’educazione sociale etica e comportamentale. Tutto si gioca su rituali che vengono esaltati da una recitazione fisica – espressiva dove il corpo e la mimica gestuale predomina sulla recitazione verbale che ha un ruolo più di accompagnamento sonoro nell’economia dello spettacolo. Di particolare effetto la scenografia firmata da Anna Maddalena Cingi che assume un suo ruolo drammaturgico dove gli elementi scenici esaltano gli agiti dei frequentatori del bagno pubblico.

Pandora-TeatrodeiGordi-fotoNoemiArdesi

In scena i bravi, eclettici, e performativi Claudia Calderano, Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti (originario di Monfalcone dove andrà in scena lo spettacolo il 28 marzo prossimo alle 20.45 al Teatro Comunale della cittadina friuliana) e Matteo Vitanza, danno vita ad una vera e propri sarabanda che rasenta a tratti il registro surreale. Pandora non vuole colpevolizzare o giudicare con intenti moralistici (non è questo il caso) ma giocare sul nonsense che può rivelarsi grottesco, fantasticato, capace di esprimere un umorismo paradossale capace di intrattenere il pubblico senza costringerlo a porsi interrogativi sul senso della vita se non quelli che ognuno di noi affronta quotidianamente. Specie al giorno d’oggi dove tutto ha assunto una drammaticità preoccupante per la presenza della pandemia, isolando e creando stati di solitudine, alienazione, aggressività e sintomi di disagio psicologico. Anche dentro un bagno pubblico dove si legge“ sul muro: “Leave me as you found me”(Lasciami come mi hai trovato). E il Teatro dei Gordi lo fa e lascia tutto com’è nell’irripetibilità che fa di ogni istante vissuto un’esperienza unica a sé.

Pandora-TeatrodeiGordi-fotoNoemiArdesi

Visto al Teatro Remondini di Bassano del Grappa il 27 agosto 2021 nell’ambito dell’OperaEstate festival Veneto41 B.MotionTeatro (prosegue)

In scena il 28 marzo 2022 alle 20.45 al Teatro Comunale di Monfalcone

Home – Teatro Comunale di Monfalcone (teatromonfalcone.it)

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