Culture, Pensieri critici — 21/11/2011 at 08:36

La finale del Premio Rete Critica, il premio del web critico

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I candidati al primo turno per concorrere al Premio Rete Critica, ideato da Massimo Marino, Anna Maria Monteverdi, Oliviero Ponte di Pino e Andrea Porcheddu, e assegnato dai siti e dai blog di critica teatrale sono risultati il Teatro Valle Occupato, Menoventi, Alexis (Motus), Ricci-Forte, Eresia della felicità (Marco Martinelli), la Regione Puglia con la sua rete di residenze, Francesca Pennini/Collettivo Cinetico, Angelo Mai Occupato, Davide Carnevali, Albero senza ombra di César Brie, Mimmo Borrelli, Barothegreat.

Le votazioni della giuria di tutti i siti che hanno aderito si concludono il 23 settembre, a cui seguirà il ballottaggio in diretta Radio Rai 3 e web il 26 novembre, nel corso del programma Piazza Verdi, e sabato 26 novembre tra le 14.30 e le 17.30.

http://www.rumorscena.com/2011/10/23/nasce-rete-critica-il-premio-al-teatro-assegnato-dai-blogsiti-teatrali-italiani-indipendenti/

Il risultato è pubblicato sulla pagina http://www.ateatro.org/retecritica.asp

su Facebook ed è consentito esprimere le proprie segnalazioni (e dare un giudizio sulle candidature) nell’album in Facebook http://www.facebook.com/circocritico

 

Il nome del vincitore sarà svelato il 12 dicembre a Milano, nel corso della serata di assegnazione dei Premi Ubu.

 

“Non nasce teatro laddove la vita è piena, dove si è soddisfatti.

Il teatro nasce dove ci sono delle ferite, dove ci sono dei vuoti…

E’ lì che qualcuno ha bisogno di stare ad ascoltare qualcosa che qualcun altro ha da dire a lui.”(Jacques Copeau)

 

“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita.” (Eduardo De Filippo)

 

“Il teatro è una forma di felicità interrotta dall’esistenza.” (Pino Caruso)

 

“Non andare a teatro è come far toeletta senza uno specchio.” (Arthur Schopenauer)

 

 

E il ruolo della critica dove si colloca in tutto questo? Il regista Peter Brook, nel suo “Il teatro e il suo spazio”, definisce il critico:“Colui che rende sempre un importante servizio al teatro quando va a snidare l’incompetenza…. un vero alleato per scoprire chi attraversa il teatro irresponsabilmente…. I nostri rapporti con i critici possono apparire tesi, ma in profondità si tratta di rapporti indispensabili”. Senza fare l’elogio al ruolo della critica, l’adesione a Rete Critica da parte di rumor(s)cena (www.rumorscena.it) è dettata dalla necessità di definire nel prossimo futuro una collocazione più precisa e organica del ruolo che va ad assumere sempre più la pubblicistica sul web, per quanto riguarda la materia teatro e critica, con il rischio attuale di restare “segregati” in un contenitore autoreferenziale, dove confrontarsi, quasi esclusivamente, con i propri diretti interessati (operatori teatrali, compagnie e teatri) per far circolare le proprie valutazioni critiche tra gli addetti ai lavori e pochi altri. Viene meno così la vera funzione di una visione che diffonda una cultura della visione nel rispetto dei singoli ruoli, dove la responsabilità di valutare l’esito di un progetto scenico e artistico, abbia l’intento di creare un dibattito condiviso, una diffusione generale, lo spunto per un’eventuale contraddittorio. L’iniziativa del Premio Rete Critica è un tentativo, un’idea, di creare una rete di idee, di intenti, una mappatura per conoscere e farsi conoscere, al fine di suggerire, orientare, proporre, una strada da percorrere che tenga conto del progressivo e inarrestabile slittamento del contributo critico, dai giornali della carta stampata al web.

Rumor(s)cena si associa alla candidatura di www.altrevelocità.it

MENOVENTI

 

“Continuare a interrogare il proprio linguaggio teatrale, senza accomodarsi su scelte riuscite e funzionali; rinnovare opera dopo opera il senso del lavoro dell’attore, scardinando di continuo ricerca e tradizione, intraprendendo strade che sondano le questioni del “personaggio” e della “scrittura scenica”. Quello di Consuelo Battiston, Gianni Farina e Alessandro Miele è un teatro che dal primo In festa fino agli ultimi Perdere la Faccia e L’uomo della sabbia non permette mai allo spettatore di dimenticarsi della propria posizione di partecipante, senza farlo sprofondare in facili trappole emotive”.

www.menoventi.com

Recensione L’uomo della sabbia (Vie Festival Modena)

http://www.rumorscena.com/2011/10/24/nei-labirinti-della-mente-umana-si-nasconde-luomo-della-sabbia/


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