editoria, racconti, poesie, Pensieri critici — 15/04/2024 at 15:19

“Il Predatore” di Marco Niro è colpevole o innocente?

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RUMOR(S)CENA – BOLZANO –Il Predatore” è il colpevole? O la verità è celata altrove? E la responsabilità nello stabilire chi ha veramente ucciso dovrà indagare negli anfratti più remoti dell’animo umano. Un predatore animale, imputato di aver commesso un delitto atroce, diventa così l’unico sospettato a furor di popolo, facile capro espiatore per sollevare chi in realtà ha la coscienza sporca di sangue umano. Affrontare il romanzo “Il Predatore” di Marco Niro, al suo esordio come autore singolo, (per i tipi di Bottega Errante) non può evitare di ripensare a quanto accaduto il 5 aprile del 2023, quando Andrea Papi, un giovane di Caldes, ameno paese della Val di Sole in provincia di Trento,  venne ferito a morte da un orso e la responsabilità fu attribuita all’orsa femmina Ji4, (che verrà catturata ed emesso un decreto del presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti per sopprimerla), quando invece la medicina veterinaria forense stabilirà che, a causare la sua morte, è stato un orso maschio), suscitando nell’opinione pubblica reazioni molto contrastanti e divisive. Fin qua la realtà che determinò delle conseguenze a livello legale, sociale ed economico. La paura dell’orso è risaputo che suscita comportamenti spesso irrazionali, così come accade come con il lupo.

Marco Niro

E gli abitanti della Val di Sole si devono costretti a convivere con un numero elevato di grandi predatori, una non facile convivenza, determinata da scelte politiche incapaci nel non aver saputo gestire la ripopolazione senza riuscire a prevenire tragedie come quella accaduta allo sfortunato Andrea, colpevole solo di aver scelto di andare a correre nel bosco. Di tragedie nel “Il Predatore” se ne susseguono a ritmo incessante, una sorta di meccanismo ad orologeria, dove l’orso appare come protagonista sullo sfondo di una vicenda intrigata di colpi di scena, di falsi indizi, di rabbiose reazioni umane, di “caccia alle streghe”, con un unico innocente che si scoprirà man mano che la narrazione prosegue senza mai cedere ad una lettura dei fatti banale e scontata.

La vita tranquilla e pacifica di un paese viene sconvolta da un fatto di sangue atroce, su cui tutti credono senza ombra di dubbio, di aver trovato chi ha ferito a morte delle giovani vite. Emerge immediatamente la paura ancestrale, atavica, incapace di razionalizzare, per dare libero sfogo ad un istinto di vendetta che è la via più facile per emettere una sentenza immediata. Ma l’assassino o gli assassini resteranno impuniti fino a quando un personaggio centrale di tutta la storia, saprà riconoscere attraverso un’analisi dai risvolti psicologici, e forse anche psicoanalitici, il vero o i veri responsabili. I veri predatori.  Ci sono tutti gli elementi basilari per affrontare quanto ci sia di oscuro celato, dietro a semplici apparenze in grado di fuorviare e portare lontano dalle gravi responsabilità, che il cinismo umano, l’egoismo misto alla ricerca affannosa di potere, sono sempre alla base di gesti illegali. Affari, speculazioni, avidità, fanno il resto. Tutto questo uno potrebbe chiedere: “ma cosa c’entra l’orso?”.

C’entra nella misura che Marco Niro ha una straordinaria capacità narrativa di ampliare lo sguardo su più orizzonti, non accontentandosi di suggestionare il lettore con la prosa di un romanzo che potrebbe essere scambiata come un semplice giallo o thriller. Nel “Il Predatore” è necessario avere la capacità di leggere tra le righe il sottotesto, l’impietosa disamina che sta alla base del comportamento dell’essere umano, ben più feroce, sadico, brutale, di un orso o di qualsiasi altra specie animale.  Chi ne esce sconfitto in questa storia è l’Uomo e la sua civiltà progredita, dove le pulsioni di vita lasciano totale libertà a quelle di morte, in nome di una supremazia che non può che portare al disfacimento totale di una civiltà ormai in fase di dissoluzione.

Marco Niro presenta il suo libro “Il Predatore” all’Enoteca Gandolfi vino e cultura zum PFAU in via Bottai a Bolzano, mercoledì 17 aprile alle 18.30.

La presentazione all’enoteca GANDOLFI ZUM PFAU con il pubblico e la moderazione di Nicoletta Rizzoli.

La dottoressa Nicoletta Rizzoli e l’autore Marco Niro
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