Co-Scienze, Storie e società — 12/09/2018 15:30

Emergency a Trento con Gino Strada per parlare ” Di Guerra e di Pace”

Share

RUMOR(S)CENA – EMERGENCY – TRENTO – Lunghe file per assistere ai dibattiti e alle conferenze in paziente attesa con la speranza di riuscire ad entrare. La capienza delle sale dell’auditorium Santa Chiara e del Teatro Sociale incapaci di accogliere tutti ma gli organizzatori avevano previsto un alternativa: lo schermo in Piazza Duomo per assistere a quello che Gino Strada avrebbe detto  partecipando a “Di Guerra e di Pace” titolo del 17° incontro nazionale di Emergency che si è svolto a Trento venerdì 7 e sabato 8 settembre scorsi, registrando un’affluenza straordinaria di pubblico proveniente da tutta Italia.  Ancora una volta la città ha risposto con entusiasmo ad un evento che fa di Trento un palcoscenico importante a livello nazionale: dal festival dell’Economia al Dolomiti Pride per passare a molte iniziative sociali e culturali capaci di attrarre migliaia di persone, non solo della Provincia e Regione ma anche da altre parti d’Italia.

Gino Strada fondatore di Emergency

 

Gino Strada fondatore di Emergency ha catalizzato su di sé un’attenzione significativa: il desiderio di ascoltare per capire realmente gli effetti dell’immigrazione, dei tanti e troppi conflitti, dell’aumento di povertà nel mondo e come tutto questo si riflette nel nostro paese. Tra propaganda e segnali di un degrado morale sempre più preoccupante. Un medico chirurgo che non ama i giri di parole e mira al cuore del problema quando dice che in Italia si è venuta a creare “un’assuefazione all’odio” per alimentarsi sempre più a fronte di una “perdita di valori, di eguaglianza e fratellanza. Quelli che erano i valori con i quali la mia generazione è cresciuta, si sono rovesciati. Costituiscono però la base di qualsiasi società civile e smettere di parlarne o di considerarli importanti, è il primo passo verso quella decadenza che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente. Il mondo è a testa in giù e quando si smette di parlare di valori e principi si va verso la deriva, all’insorgenza degli estremismi e totalitarismi”. Al Santa Chiara durante l’intervento di Gino Strada titolato “Uno straccio di umanità” con la partecipazione di Rossella Miccio presidente di Emergency e Amalia De Simone giornalista d’inchiesta, si è potuto ascoltare anche la testimonianza in video di Domenico (Mimmo) Lucano sindaco di Riace comune della provincia di Reggio Calabria. Il suo è un esempio di come sia possibile governare includendo e integrando nella comunità locale anche degli stranieri che lavorano nelle piccole aziende commerciali del territorio a rischio chiusura, vivendo nelle case rimaste inabitate per l’immigrazione della popolazione locale. Un amministratore preso di mira da politici dell’attuale e precedente governo. Il suo agire evidentemente non viene recepito come esempio da seguire.

 

L’intervento di Gino Strada è un invito a non recedere su questi temi alla base di ogni democrazia e per farlo spiega che è necessario “praticare la resistenza umana”. Una resistenza pacifica orientata ad aiutare chi soffre perché esiste “un’eguaglianza nella sofferenza che non va mai trascurata”, così come è importante “sostenere pratiche di pace e di eguaglianza e la pratica dei diritti è la pratica della pace”.

E quando accade di ricevere i complimenti per quello che fa insieme a tutti i volontari di Emergency confessa di sentirsi a disagio e incredulità: “la banalità del nostro lavoro è stato scambiato per straordinario ma non ci vedo nulla del genere nello svolgere il proprio mestiere con dedizione”. Per lui è assolutamente normale e ordinario curare anche in paesi stranieri dove le guerre procurano vittime, feriti e dolore. Come come accade anche in Italia e spesso si sente parlare solo degli interventi in zone di guerra specie in quei paesi dell’Africa. Il fondatore di Emergency spiega che solo nel nostro paese ci sono ben “undici milioni di italiani che non riescono ad accedere alle cure sanitarie per ragioni economiche e logistiche”, dato che deve far riflettere sulle condizioni attuali di indigenza tra la popolazione.

 

Nek concerto Emergency

In Italia sono presenti dei presidi sanitari a Palermo, Marghera (Venezia), Polistena (Reggio Calabria) Castel Volturno (Caserta), Ponticelli (Napoli), Sassari, dove vengono curati sia migranti che persone disagiate. Ambulatori mobili per fornire assistenza sanitaria di base e specialistica e orientamento socio – sanitario a Brescia e Latina, in Sicilia. Per i terremotati delle provincie di Teramo e Macerata viene offerta sia assistenza infermieristica che psicologica. Esperienza significativa documentata nel “Programma Italia” con la proiezione di video realizzati da Emergency per ZeligTv con le interviste ai volontari presenti nei paesi colpiti dal sisma. La rete estesa in ben nove regioni italiane è presente dal 2006 e Strada la definisce una “piccola organizzazione che è riuscita a curare gratuitamente tra il 1994 e il 2018 ben 9 milioni di persone”. Il suo è un continuo e incessante monito contro le guerre e denuncia con determinazione che non conosce sosta, la gravità di partecipare con contingenti militari italiani nei conflitti come quello in Afghanistan. “Una violazione della nostra Costituzione e di fatto contro la volontà popolare”. In questo paese Emergency è presente con centri medici chirurgici a Kabul, Anabah (anche per le maternità), per le vittime di guerra a Lashkar – Gah e altri 43 posti di primo soccorso e centri sanitari. Anche sul problema dell’immigrazione Strada è convinto che le scelte politiche non facciano altro che aggravare le condizioni di chi viene respinto. I respingimenti verso la Libia spiega Strada “creano condizioni di vita disumane in luoghi che sono dei lager” e non vede differenza tra quello che era stato deciso dall’ex ministro degli Interni Minniti e quello attuale Salvini.

Lo straniero viene visto come un nemico grazie anche ad una responsabilità dei mass media nell’alimentare un’informazione che influisce sul pensiero delle persone” – prosegue Strada – e di conseguenza si distorce la realtà”. Non manca il riferimento alle Ong accusate di favorire l’immigrazione irregolare e nel caso di Emergency il rifiuto di sottoscrivere il codice di regolamentazione per il salvataggio di persone in mare (che prevede tra l’altro la presenza a bordo di personale armato) e la decisione sofferta di rinunciare a operare nel Mediterraneo non potendo disporre di una nave per mancanza di fondi il cui operato prevede costi troppo alti. Il suo intervento sottolineato da frequenti applausi anche al termine con il pubblico in piedi dimostra come sia stato recepito l’invito rivolto alla platea: riconoscere l’importanza di avere una coscienza sui problemi che affliggono l’umanità, cercando di porsi nella posizione che non sia di chiusura ma al contrario di accoglienza e sostegno operando attraverso progetti di inclusione.

 

il pubblico del Teatro Sociale “Verso una nuova resistenza” Gino Strada Emergency Trento 8 settembre 2018

La parola chiave è “resistenza” e Strada la utilizza per spiegare nel suo intervento “Verso una nuova resistenza” il concetto di “fare-aiutare-creare”. Pace e non guerra non è un semplice slogan ma una ragione di vita che non smette di credere ad un mondo migliore, anche se il pessimismo che traspare dalle parole di Strada, a riguardo della politica, è evidente. La delusione per la Sinistra che non ha saputo affrontare seriamente il problema della migrazione e sottovalutato il degrado nelle periferie delle città, focolai in cui si alimentano forme di razzismo. Rivolge a Trento l’augurio di consolidare e mantenere “l’importante tradizione di accoglienza e solidarietà”. Il riferimento è chiaro: in Trentino Alto Adige si vota in ottobre. Per Strada l’obiettivo non è quello di continuare a portare aiuto a chi soffre in modo generico ma “con una medicina di alta qualità come facciamo in Africa. In Sudan abbiamo aperto un ospedale specializzato per i parti e il governo di questo paese contribuisce alle spese degli interventi chirurgici anche per quelle pazienti che provengono da altre nazioni e perfino con gli stati con i quali il Sudan è in guerra. Nessuno voleva credere che le donne sarebbero venute a partorire in un ospedale gestito da operatori sanitari europei”. Anche gli artisti hanno contribuito al successo della manifestazione con l’esibizione sul palco del Santa Chiara di Neri Marcorè, le voci e le chitarre di Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini e il concerto di chiusura in Piazza Fiera condotto da Carolina di Domenico con Fiorella Mannoia, Nek, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Stefano Cenci Social Band feat e Frances Alina Ascione. La musica ancora una volta unisce e si allea con chi presta il suo impegno solidale nei confronti di chi soffre in un clima festoso capace di unire e la presenza di così tanti giovani (non solo ai concerti ma anche nei dibattiti) lascia sperare che non tutto è perduto.

 

Neri Marcorè (a destra) con Gino Strada e Rossella Miccio concerto “Canzoni  contro l’odio”

 

Fiorella Mannoia concerto Emergency Trento 8 settembre 2018

 

Da segnalare fino al 15 settembre la mostra “L’Afghanistan, la guerra” allestita alle Gallerie di Piedicastello (Piazza Piedicastello) a Trento. Un’installazione interattiva curata da The Buss con le fotografie esposte di Mathieu Willcocks, vincitore di numerosi premi internazionali. Nel 2016 ha documentato le operazioni di salvataggio a bordo della nave Topaz Responder, una delle unità di salvataggio del Migrant Offshore Aid Station che operava nel Mediterraneo. Da segnalare anche di Davide EniaAppunti per un naufragio” (edizioni Sellerio) , romanzo che racconta anche in forma di testimonianza i drammatici momenti degli sbarchi a Lampedusa, dando voce ai volontari e ai soccorritori e ai testimoni che raccontano quello che avviene in mare. La speranza di essere salvati dalla morte.

 

EMERGENCY

“DI Guerra e di Pace”

17 à incontro nazionale di Emergency Trento 7 – 8 settembre 2018

www.emergency.it (sezione “Cosa puoi fare tu – Sostieni Emergency”)

Ti potrebbe interessare anche...

Share
Tags: