ALTRITEATRI — 11/03/2021 at 09:37

‘The Artist is (not) present’ allo Spazio Off di Trento: “una non-stagione teatrale”

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RUMOR(S)CENA – TRENTO – Da aprile a giugno una “non-stagione teatrale” allo Spazio Off di Trento in mostra ogni due settimane: scenografie, costumi, oggetti, copioni, foto provenienti dagli spettacoli prodotti allo Spazio Off: tutto, tranne gli attori e gli spettatori. Un’iniziativa per far riflettere sul valore della compresenza fisica di attori e spettatori attraverso l’assenza imposta dalle restrizioni anti-Covid. Dopo oltre un anno di sostanziale impossibilità di offrire e fruire di spettacoli dal vivo, Spazio Off lancia una nuova iniziativa che vuole rispondere in modo creativo, originale e anche provocatorio alle limitazioni e alle restrizioni da Covid-19, che hanno di fatto ‘congelato’ ogni attività teatrale e culturale in presenza. Se la compresenza di attori e attrici da una parte, e spettatori e spettatrici dall’altra sono l’essenza e la linfa vitale stessa del teatro, cosa accade se in uno spazio teatrale e culturale come Spazio Off viene allestito uno spettacolo – con scenografia, costumi, oggetti, luci e suoni -, senza però che attori e attrici possano ‘agire’ e far vivere con la loro presenza, assieme a quella degli spettatori, quei materiali?

Elektrika foto di Francesca Padovan

È la domanda alla base del nuovo progetto di Spazio Off, che, da aprile a giugno – in caso di ‘zona gialla’ in Trentino per tutto quel periodo -, offrirà al pubblico, tutti i giorni dal martedì al venerdì dalle ore 18 alle ore 21 – nel rispetto di tutti i protocolli anti-Covid -, la possibilità di ‘vedere’ e ‘fruire’ il “teatro che non c’è”. Per due settimane alla volta, verrà allestito nella piccola sala teatrale di via Venezia 5, zona Port’Aquila, a Trento, il set completo di una selezione di sei spettacoli ideati, prodotti e realizzati negli ultimi 10 anni allo Spazio Off: scenografia, costumi, oggetti di scena, oltre alle luci e i suoni di ogni spettacolo, il tutto arricchito anche da contributi audio e video sugli spettacoli stessi. Inoltre, in foyer verranno esposte fotografie, bozzetti di scena, disegni e progetti di scenografia e costumi, copioni originali, materiali di lavoro, locandine, manifesti. Una sorta di Wunderkammer del teatro ‘congelato’ dalla pandemia, per riflettere sul significato dell’assenza della relazione insostituibile in presenza di attori e spettatori – nucleo fondante dell’esperienza teatrale stessa -, e anche per ripercorrere dieci anni di produzioni e spettacoli teatrali che hanno segnato la storia dello Spazio Off, e i cui materiali sono custoditi nel magazzino dello Spazio Off.

Stanza di Orlando foto di Francesca Padovan

In caso di zona gialla per tutto o parte del programma, l’accesso al pubblico sarà consentito dal martedì al venerdì dalle ore 18 alle ore 21 – come per una normale e consueta mostra d’arte, o per un museo – a una persona alla volta, per un tempo massimo di circa 15 minuti, solo su prenotazione, e con offerta libera a discrezione dell’utente.


L’obiettivo di tutto il progetto è da un lato rievocare, attraverso tutto ciò che esiste di fisico e tangibile di uno spettacolo, lo spirito dello spettacolo stesso rendendolo pubblico e fruibile, ma dall’altro è anche quello di sottolineare fortemente – e dolorosamente – l’assenza dei corpi, degli esseri umani che rendono viva e vibrante l’esperienza teatrale, che è nella sua essenza una compresenza in un “qui” e in un “ora”, al presente, di persone in carne e ossa.

La conquista della felicità foto di Francesca Ferrai

Il titolo del progetto, ‘The Artist is (not) present’ ricalca infatti la performance del 2010 di Marina Abramovic al MoMA di New York, quando l’artista serba è rimasta seduta 6 giorni su 7, e per 7 ore al giorno per circa tre mesi, nella hall del museo di Manhattan, a disposizione di chiunque volesse semplicemente sedersi di fronte a lei ed entrare in una relazione di sguardo reciproco, occhi negli occhi, senza altri dispositivi, oggetti o mediazioni. Il nostro progetto, nato in tempo di pandemia, è invece esattamente l’inverso, mancando purtroppo la dimensione relazionale e di compresenza tra esseri umani, tipica e fondamentale nell’atto teatrale stesso.

Itaca per sempre foto di Francesca Ferrai

Questo è esattamente ciò che è mancato in questi mesi di chiusura degli spazi culturali e di spettacolo in particolare: agli attori e alle attrici di poter salire su un palco, muoversi, parlare, sudare, sbagliare; agli spettatori e alle spettatrici di condividere assieme il rito della visione collettiva e condivisa di qualcosa – uno spettacolo – tanto effimero quanto potente. Ed è questa esperienza cui siamo stati purtroppo costretti a rinunciare in questo momento storico così difficile, e che con questo progetto vogliamo rimettere al centro, seppur sotto forma di una fruizione ‘al negativo’: tutto ciò che ‘fa’ il teatro – oggetti, scenografie, costumi, luci, suoni, testi, parole… – ma che, senza la compresenza fisica, viva e partecipe di attori e spettatori, semplicemente teatro non può essere.

Nostra Italia del benessere foto di Francesca Padovan

www.spaziooff.com

info@spaziooff.com

+39 333 27 53 033

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