RUMOR(S)CENA – BARI – Dal caos, l’amore. È da questa traiettoria che prende forma BIG LOVE, dodicesima edizione del Bari International Gender Festival, in programma a Bari dal 5 al 28 novembre 2026 con la direzione artistica di Miki Gorizia e Tita Tummillo de Palo. Dopo BIG X e BIG CHAOS, il festival sceglie LOVE come nuovo campo di attraversamento, non come rifugio sentimentale ma come pratica, responsabilità e possibilità di trasformazione. Se l’odio è il linguaggio del nostro tempo, l’amore diventa così una risposta politica, ostinata, capace di rimettere al centro relazioni, corpi e comunità.

È dentro questa cornice che si costruisce un programma lungo quasi un mese, distribuito in diversi spazi della città e attraversato da teatro, danza, performance, musica e pensiero contemporaneo. Cinque le anteprime nazionali, accanto ad alcune delle presenze più significative della scena italiana e internazionale.
L’apertura, il 5 novembre al Teatro Kismet, è affidata a Benjamin Kahn con The Blue Hour. Il giorno successivo, al Nuovo Teatro Abeliano, Daniele Albanese presenta in anteprima nazionale Lovely_l studio, un lavoro in cui immagini, stati e trasformazioni del corpo affiorano e si dissolvono come in un gioco privato, tra ironia, malinconia e inquietudine.
L’8 novembre allo Spazio Murat arriva Motus Sonus di Alesya Dobysh, realizzato con il compositore e sound artist Max Frimout e con Simon Bus e Xenia Sairento. Qui il movimento non viene semplicemente accompagnato dal suono: nasce con esso, si modifica in relazione allo spazio e all’acustica, costruendo una pratica performativa fondata sull’improvvisazione e sulla composizione dal vivo.

Tra le presenze di maggiore rilievo c’è Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla carriera per la Danza 2019, che l’11 novembre presenta allo Spazio Murat Op. 22 No. 2, interpretato da Marta Ciappina. Il 12 novembre Elia Pangaro porta al Nuovo Teatro Abeliano My body is made out of glass, rilettura di Narciso che passa attraverso fragilità, ebbrezza e memoria personale, facendo del corpo incrinato una materia scenica capace di esporsi e trasformarsi.

Il 13 e il 14 novembre, è la volta di Gui B.B con I have such a horrible voice, altro debutto nazionale dell’edizione. Un lavoro che assume il debito, la precarietà e la vulnerabilità come condizioni corporee e politiche, trasformandole in una sorta di poema fisico e musicale dove l’instabilità non coincide con la resa ma con una possibile forza vitale.

La presenza di Daria Deflorian, il 16 novembre con Quaderno/Greta Garbo, e quella di Sara Sguotti, il 21 novembre con Rossocrepa, ampliano ulteriormente il campo del festival. Sguotti arriva a Bari dopo il Premio Ubu 2024 come Miglior Attrice e Performer Under 35; il 20 novembre Daniele Ninarello presenta I offer myself to you, mentre il 22 e 23 novembre il programma prosegue con Mondo di Gennaro Lauro e Autoritratto in 3 atti di Diana Anselmo.
Un altro passaggio centrale è il 25 novembre, quando Licia Lanera porta al Nuovo Teatro Abeliano Altri libertini, Premio Ubu 2025 per il miglior adattamento da testo non originale. Il giorno seguente, allo Spazio Murat, Yohann Baran presenta JAY, in anteprima nazionale, ispirato all’immaginario queer e gotico di Poppy Z. Brite e a Exquisite Corpse. Al centro c’è il corpo twink, spesso letto come fragile, passivo o decorativo, che attraverso il twerk viene invece spostato in una dimensione di potenza e affermazione.

Il finale mantiene la stessa tensione tra ricerca coreografica, identità e trasformazione. Il 27 novembre Francesca Sproccati presenta Venir meno, tra i lavori invitati alle Giornate del Teatro Svizzero 2026; il 28 novembre, al Teatro Kismet, Alice Ripoll e Hiltinho Fantástico chiudono il festival con Puff, performance in cui il corpo accelera, attraversa linguaggi differenti della danza e fa del travestimento una forma di trasmissione di culture, tecniche e saperi.
BIG LOVE non si esaurisce però nella scena. Il 20 novembre l’Università degli Studi di Bari ospita BIG LOVE / Rituali d’amore, della carne e di altre ossessioni, mentre il 25 novembre al Teatro Kursaal Santalucia Comunità invisibile – Identità intersezionale, discriminazioni e appartenenza apre un ulteriore spazio di confronto. Anche la musica attraversa il festival, fino al closing party del 28 novembre con l’opening set di Monica Pastore e AKUA.
Promosso e organizzato dalla Cooperativa sociale AL.I.C.E., BIG LOVE prova così a sottrarre l’amore alla dimensione privata e consolatoria per trasformarlo in dispositivo critico e relazionale. Una scelta che attraversa l’intero programma e che, dentro un presente segnato da polarizzazioni e violenza, diventa il vero filo politico dell’edizione 2026.
Il programma completo www.bigff.it/programma-big-love-2026/
Ti potrebbe interessare anche:

Wonderland Festival di Brescia: immersivo, multidisciplinare, coinvolgente con il mondo

Anna Serlenga nominata direttrice artistica di Oriente Occidente

Ideale estetico, patriottismo, amore e dovere: "Le siège de Corinthe" al ROF

Il cartellone del ROF 2026

Visioni da Radicondoli e Kilowatt Festival






