Teatro, Teatrorecensione — 31/03/2014 14:20

Le meravigliose declinazioni dell’essere umano

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CASCINA – “Sii gentile con tutti, ogni persona che incontri sta già combattendo una dura battaglia” (Platone).

Due i concetti che ruotano vorticosamente, ricercandosi, nascondendosi l’un l’altro, correndo, scappando via nel lessico e nelle azioni. Da una parte c’è il coraggio, dall’altra la paura. Poi c’è la paura di avere coraggio, ed il coraggio nella paura. Ci vuole un dannato, e vitale e salvifico, coraggio ad urlare chi siamo, chi si vorrebbe essere, ad avere e prendere consapevolezza di ciò che si è e non di ciò che ci hanno detto, anagrafe compresa, di essere. Il coraggio è il sentimento interiore che permette di far emergere, dichiarare, urlare con forza, a tratti con disperazione e con il terrore di non essere ascoltati, dire prima a se stessi, e poi agli altri, chi si è, chi si sente di essere, senza voler essere giudicati. La paura invece è il sentimento collettivo che si barrica e fa da barriera, che solca il confine, che traccia il lancinante separè tra l’inclusivo e l’escluso, il dentro e fuori, il noi ed il voi, il clan e l’emarginato. Due facce della stessa medaglia.

Variabili 2

E quando ti vedi arrivare quindici persone, quindici “Variabili umane”, alcuni tra i possibili incastri e possibilità delle infinite scelte e potenzialità, allora, forse solo allora, ti rendi conto della chiusura mentale di quel piccolo mondo antico retrogrado e maschilista e protezionista che molti vogliono mantenere. Un mondo fatto di due sessi e due orientamenti. La realtà è ben diversa, più complicata e faticosa certamente. La frase illuminante è che “il genere non ha niente a che vedere con l’orientamento sessuale”. Nella stragrande maggioranza dei casi, soprattutto per gli eterosessuali, si dà per scontato che si possa fare il paio con le due questioni, anzi che genere e orientamento siano sinonimi.

Lunghi percorsi personali cercando prima una riconoscibilità interiore e successivamente quella sociale. O le due cose vanno di pari passo. Un percorso ad ostacoli, a slalom tra traumi da scalfire e scardinare e sensi di colpa indotti dagli altri, dagli sguardi degli altri, nella condanna del “non essere normali”, “non essere come tutti gli altri”. Storie di vita che partono inevitabilmente dalla sofferenza, dal dolore e che portano con sé grande umanità. Vite che cercano soltanto amore e rispetto. Come tutti gli altri.

VARIABILI

Marcela Serli, in tenuta adamitica in pelle stile Mistress dominante, kantoriana e pippodelboniana, fa da collante e presentatrice di questo teatro-verità, denuncia-spettacolo. Dal ballo degli zombie, mostri come molti nella cosiddetta “società civile” li considerano, escono fuori interviste- pseudo improvvisazioni ben calibrate e calcolate tra la funzione teatrale e finzione-documentario.

Ci raccontano di passaggi dall’essere donna all’essere uomo, il riconoscimento del cambio di nome all’anagrafe con conseguente rilascio dei nuovi documenti che diventa conquista esistenziale e nuova rinascita, ci raccontano di operazioni dolorose, di scelte invasive, di tormenti, del giudizio degli altri, dell’inevitabile prostituzione. Un coro che urla “Cosa devo fare per farmi amare?”, un coro di persone che non vogliono essere giudicate per gli abiti o per le loro preferenze sotto le lenzuola, un coro che rinuncia agli stereotipi, ai cliché, e pretende una cosa che in un Paese civile non dovrebbe essere garantita per legge, ma dovrebbe essere una sana consuetudine: il rispetto della vita altrui. Un’utile testimonianza. Quello che il teatro dovrebbe essere.

Progetto e regia di Marcela Serli, donna biologicamente femmina. Drammaturgia di Marcela Serli e Davide Tolu, uomo transessuale (FtoM). Da un’idea di Irene Serini, donna biologicamente femmina. Immagini di Maddalena Fragnito, donna biologicamente femmina, artista visiva. Con: Cesare Benedetti uomo biologicamente maschio, danzatore; Noemi Bresciani donna biologicamente femmina, danzatrice; Alessio Calciolari uomo biologicamente maschio, dragqueen, danzatore; Laura Caruso transgender, formatrice aziendale; Marco Dardano uomo transessuale (FtoM), barman; Nicole de Leo, donna transessuale, attrice; Gianluca Di Lauro uomo biologicamente maschio, dragqueen, attore; Mattia Fiori uomo transessuale (FtoM), impiegato; Giulia Lunaspina donna transessuale (MtoF) consulente tecnico; Antonia Monopoli donna transessuale (MtoF) referente sportello trans Ala Milano Onlus; Stefania Pecchini donna, ufficiale delle forze dell’ordine; Marta Pizzigallo donna, attrice; Gaia Saitta donna biologicamente femmina, attrice; Irene Serini donna biologicamente femmina, attrice. Ricerca musicale di Francesca Dal Cero donna biologicamente femmina, regista radiofonica;consulenza ai costumi di Giada Masi donna biologicamente femmina, costumista; progetto grafico di Christian Tubito uomo biologicamente maschio, designer. Vincitore Premio Dante Cappelletti 2010. Visto alla Città del Teatro, Cascina, il 28 marzo 2014.

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