Teatro, Teatrorecensione — 27/11/2014 22:24

Sanguinare inchiostro: la Prima Guerra Mondiale di Andrea Castelli e Carmelo Rifici

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BOLZANO – Lo spettacolo si apre su un fondale di luce abbagliante, dove l’inchiostro scuro stilla goccia a goccia nell’acqua, guizzando arabeschi. E’ l’inchiostro delle lettere di parole semplici e simili di soldati al fronte, dei dispacci burocratici, delle poesie dei grandi autori; cent’anni sono passati ma l’inchiostro è ancora fresco e trasuda dolore, sanguinando emozioni che uniscono i soldati di ogni esercito.  Con tutti gli attori in scena le voci si sovrappongono e si intrecciano, come in un coro greco, prima che gli elementi scenografici creati da Guido Buganza, sempre molto attento alle indicazioni del progetto registico,  diano spazio reale alle trincee di sacchi di sabbia, alle ambientazioni disadorne di furerie e infermerie, alle poltrone e, infine, ad una sedia a sdraio di  un superstite che racconta la sua testimonianza.

MoniQuefoto- Monica Condini sanguinare-inchiostro

Sul piccolo palcoscenico del Teatro Studio la co-produzione del Teatro Stabile di Bolzano e del Santa Chiara di Trento non interpreta la Grande Guerra ma una complessa sfida narrativa, con la quale Andrea Castelli, autore e attore, e Carmelo Rifici, regista, si misurano insieme ad un gruppo di bravi attori giovani come giovani erano i soldati al fronte, le donne violate, le Crocerossine. Sfilano le grandi codardie dei generali, i piccoli eroismi di chi eroe non voleva essere, i versi di Ungaretti, le parole di Remarque, di Musil e di Weber, la prosopopea al limite del ridicolo della propaganda, le uniformi inadatte, i berretti al posto degli elmetti, le testimonianze di semplici contadini trentini arruolati con l’Austria e bistrattati come soldati di seconda scelta, tirolesi di lingua italiana destinati all’inferno della Galizia, le fotografie dell’epoca.  Uomini che scrivono il dolore che provano, ma anche il disagio di essere tirolesi di lingua italiana nell’esercito Austro-ungarico. Andrea Castelli si è ispirato anche   dal libro di Quinto Antonelli “I dimenticati della Grande Guerra”.

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L’attore Castelli è proteiforme nell’interpretazione dei suoi personaggi, affiancato dai giovani attori che con lui sul palcoscenico riprendono in mano la dolorosa penna della narrativa lì dove è stata deposta cent’anni fa, intingendola nuovamente nell’inchiostro. Francesca Porrini, Enrico Pittaluga, Emiliano Masala, Tindaro Granata, Christian La Rosa, Lucia Marinsalta sono i coprotagonisti in grado di imprimere una dinamicità all’azione con una regia che chiede loro di essere scattanti, veloci nei cambi di scena, costumi e manovre a vista per comporre e scomporre i quadri che si susseguono. Rifici imprime al lavoro sia drammaturgico che registico una caratterizzazione moderna anche con soluzioni sceniche verosimilmente innovative rispetto ad un testo che racconta la follia della guerra.

Una contemporaneità che sembra abbia senso se vista con gli occhi di chi assiste oggigiorno ai conflitti che seminano sangue ovunque. Non c’è retorica ma consapevolezza di dovere gestire una materia assai delicata. Sanguina ancora quell’inchiostro, e sanguina per quella guerra lontana cent’anni come per le altre che hanno umiliato e umiliano il pianeta. Quante sono state da allora, e quante sono ancora combattute oggi, forse non altrettanto “grandi”, circoscritte e non “mondiali”, ma capaci di atrocità senza fine? Così si esce da questo spettacolo con un piede nel passato della narrazione e l’altro nella consapevolezza di un presente che al di là degli intenti è ancora ben lontano dalla pace; portando via l’ultimo messaggio dal palco, commiato gridato e invocazione accorata perché non si smetta mai di scrivere, senza paura di sanguinare, per testimoniare e ricordare, e per custodire con la consapevolezza dell’oggi il passato e il futuro.

Visto al Teatro Studio di Bolzano il 14 novembre 2014

 Sanguinare inchiostro 

di e con Andrea Castelli,

regia di Carmelo Rifici

con Tindaro Granata, Christian La Rosa, Lucia Marinsalta, Emiliano Masala, Enrico Pittaluga e Francesca Porrini.

Scene di Guido Buganza,

costumi di Margherita Baldoni;

musiche di Daniele D’Angelo,

luci di Lorenzo Carlucci

 

 

In tournée da lunedì 1 dicembre a Pergine, Bressanone, Brunico, Rovereto, Merano, Borgo Valsugana, Ala, Riva del Garda, Tesero.

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