musica e concerti, Teatro lirico — 23/03/2026 at 11:15

L’Italiana in Algeri al Teatro Sociale di Trento diretta sa Alessandro Cadario

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RUMOR(S)CENA – TRENTO – Un cantiere contemporaneo diventa il palcoscenico dell’energia travolgente di Gioachino Rossini. Venerdì 27 marzo 2026 alle ore 20.00 e domenica 29 marzo alle ore 16.00, al Teatro Sociale di Trento, la Fondazione Haydn presenta un nuovo allestimento de «L’Italiana in Algeri», con la regia di Fabio Cherstich, artista in residenza, e la direzione musicale di Alessandro Cadario.

Il dramma giocoso chiude il cartellone della Stagione d’Opera 2025/26 della Fondazione Haydn, con una coproduzione con le Fondazioni I Teatri di Reggio Emilia, Teatri di Piacenza, Teatro Comunale di Modena, Ravenna Manifestazioni/Teatro Alighieri e Teatri di Operalombardia.

crediti Luca Del Pia

Tra divani, vasche da bagno e altri oggetti dimenticati in un luogo indefinito come quello di un cantiere di una villa in costruzione dall’ambientazione contemporanea, prende forma il nuovo allestimento de L’Italiana in Algeri, titolo che conclude la Stagione d’opera 2025/26 della Fondazione Haydn. Venerdì 27 marzo 2026 alle ore 20.00 e domenica 29 marzo alle ore 16.00 presso il Teatro Sociale di Trento si terrà il dramma giocoso in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Angelo Anelli, una coproduzione della Fondazione Haydn di Trento e Bolzano con le Fondazioni I Teatri di Reggio Emilia, Teatri di Piacenza, Teatro Comunale di Modena, Ravenna Manifestazioni/Teatro Alighieri e Teatri di Operalombardia.

Andato in scena per la prima volta a Venezia il 22 maggio 1813, il capolavoro di Rossini vedrà alla regia Fabio Cherstich, artista in residenza della Fondazione Haydn, le scenografie di Nicolas Bovey, artista svizzero che ha vinto due edizioni del Premio Ubu e il Premio Le Maschere 2021, i costumi di Arthur Arbesser, stilista austriaco e consulente creativo in diversi ambiti, anche nel design di prodotto, e le luci di Alessandro Pasqualini. Sul podio dell’Orchestra Haydn salirà Alessandro Cadario, musicista eclettico e attento alla prassi esecutiva dei diversi stili, mentre il Coro Claudio Merulo di Reggio Emilia è diretto da Martino Faggiani.

crediti Luca Del Pia

La vicenda si svolge alla corte di Mustafà, Bey di Algeri, il quale stanco della moglie Elvira e delle schiave del suo harem, decide di trovare una sposa italiana. Grazie all’intervento dei corsari dopo un naufragio viene catturata Isabella, partita dall’Italia alla volta di Algeri per ritrovare il suo amato Lindoro – divenuto schiavo del Bey. Sarà dal momento in cui l’italiana verrà portata a corte che inizieranno i guai per Mustafà, che finirà burlato e deriso dalle astuzie di Isabella; la quale, invece, riuscirà a ricongiungersi a Lindoro e a riportarlo in Italia.

Mustafà sarà interpretato dal baritono Giorgio Caoduro, Elvira dal soprano Gloria Tronel, Zulma dal mezzosoprano Barbara Skora, Haly dal baritono Giuseppe De Luca, Lindoro dal tenore Ruzil Gatin, Isabella dal mezzosoprano Laura Verrecchia e Taddeo dal baritono Vincenzo Taormina.

Le due rappresentazioni de L’Italiana in Algeri saranno precedute da Oper.a Intro, il consueto appuntamento di introduzione all’opera che si terrà nella Sala medievale del Teatro Sociale di Trento alle ore 19.00 (venerdì 27 marzo) e alle ore 15.00 (domenica 29 marzo).

crediti Luca Del Pia

Regista, scenografo teatrale e operistico, nel suo lavoro Fabio Cherstich ha riscosso ampi successi da San Pietroburgo a Palermo fondendo l’arte visiva, il design e i linguaggi artistici contemporanei. Ideatore dell’ambizioso progetto on the road Opera Camion, celebrato anche dal New York Times, Cherstich ha recentemente presentato alla Triennale di Milano Visual Diary, uno spettacolo biografico potente.

Nella nuova versione di Fabio Cherstich, la messinscena de L’Italiana in Algeri nasce dalla volontà di restituire fisicamente e teatralmente l’energia incontenibile della musica di Rossini. Un’energia comica, travolgente, esplosiva, fatta di accumuli, slanci, cortocircuiti, trappole ritmiche e detonazioni improvvise. Una macchina scenica costruita per andare fuori controllo, in cui il grottesco non è un’estetica, ma un modo di pensare e abitare il mondo. Il nostro mondo:

crediti Luca Del Pia

«L’ambientazione contemporanea non cerca il realismo, ma un terreno instabile su cui far precipitare l’azione. La villa incompiuta diventa un contenitore anarchico di oggetti eterogenei: materiali da cantiere convivono con arredi domestici, sedie da ufficio diventano troni, carriole si trasformano in mezzi di trasporto o piedistalli cerimoniali. È uno spazio che i personaggi abitano con assoluta naturalezza, come se fosse sempre stato così. Ed è proprio questo scarto – tra il caos che lo spettatore osserva e la disinvoltura con cui i personaggi lo attraversano – a produrre la comicità».

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