musica e concerti — 05/10/2026 at 09:06

Tradizione, qualità, partecipazione: la stagione dell’Associazione Filarmonica di Rovereto

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RUMOR(S)CENA – ROVERETO – L’Associazione Filarmonica di Rovereto, tra le più antiche istituzioni concertistiche italiane (son ben centocinque le stagioni concertistiche che può contare), presenta il cartellone 2026-2027, un ciclo principale di concerti cameristici e sinfonici affiancato a rassegne dedicate al pubblico di ogni età. «105 è un numero importante, che racconta una continuità rara, costruita nel tempo da generazioni di amministratori, musicisti, soci, volontari e spettatori» dichiara Luisa Canal, presidente del sodalizio roveretano. «Ma una storia così lunga non può essere soltanto celebrata: ci affida una responsabilità. Quella di custodire ciò che abbiamo ricevuto e, nello stesso tempo, di renderlo vivo, accessibile e capace di parlare al presente. L’altra responsabilità fondamentale riguarda il pubblico, che non è un dato acquisito: si forma nel tempo, attraverso esperienze curate, occasioni di incontro e un’accoglienza che faccia sentire ciascuno legittimato a entrare in una sala da concerto. Per questo, accanto al cartellone principale, proseguono i Concerti per le Scuole, i Concerti per le famiglie e Musica in Biblioteca, realizzata con le scuole musicali della Vallagarina, e ancora gli incontri di preparazione all’ascolto per gli studenti delle scuole superiori e gli appuntamenti di Risonanze.

OFS Orchestra Filarmonica Settenovecento_crediti Alessandro Zanon

La Filarmonica» conclude Canal «ha attraversato centocinque stagioni perché, concerto dopo concerto, tante persone hanno continuato a credere nel valore del ritrovarsi per ascoltare musica. Vi invito dunque a prendere parte a questa nuova e ricca stagione. Non soltanto come spettatori, ma come parte di una comunità che, attraverso la musica, continua a incontrarsi e a crescere».

Aozhe Zhang

L’offerta della stagione entrante copre sette mesi, da novembre 2026 a maggio 2027, con una quarantina di appuntamenti, tra la stagione principale e quattro cicli collaterali, ai quali si aggiunge la terza edizione del Concorso per Quartetto d’archi “Pietro Marzani”. Il ciclo sinfonico abbraccia tutto il calendario della nuova stagione concertistica, aprendosi al Teatro Zandonai il 1° novembre con il Requiem di Mozart, affidato ai giovani dell’Orchestra Filarmonica Settenovecento e al Coro Giovanile Italiano diretti da Filippo Maria Bressan. Seguono la Quarta Sinfonia di Mahler con Alexander Lonquich, nella doppia veste di pianista e direttore (14.11.26) e le sinfonie “solari” di Mozart e Beethoven dirette da Tommaso Perissinotto (20.12.26). L’Orchestra Haydn sarà presente per due appuntamenti: nelle ultime tre sinfonie di Mozart con Alessandro Bonato (19.11.26) e a chiusura di stagione, il 26 maggio 2027, con pagine di Schubert e Dvořák per la direzione di Giacomo Sagripanti.

Alessandro Bonato

Il ciclo cameristico trova il suo spazio ideale in Sala Filarmonica, dove le musiche offerte all’ascolto attraverseranno tre secoli di repertorio con artisti di fama internazionale, dallo strepitoso duo formato dal violoncellista Steven Isserlis con il pianista Olli Mustonen (19.02.27) al quartetto d’archi berlinese Kuss Quartet (14.05.27), dal pianista Alexander Kobrin (7.03.27) al chitarrista Marco Tamayo (19.03.27), da un altro famoso duo, questa volta italiano, il violista Simonide Braconi assieme al fratello pianista Monaldo (11.01.27) fino alla rara proposta liederistica del baritono Mauro Borgioni accompagnato dal pianista Filippo Farinelli (6.04.27). Filo conduttore è il bicentenario della morte di Beethoven, in dialogo con pagine contemporanee e con giovani protagonisti come i violinisti Yuki Serino (18.04.27) e Aozhe Zhang (23.11.26) ultimo vincitore del Premio Paganini e il fagottista Augusto Velio Palumbo (10.02.27).

Alexander Lonquich

Ampio è lo spazio per le nuove generazioni: Risonanze avvicina alla musica i bambini da zero a tre anni, i Concerti per le famiglie raccontano quartetti d’archi e fiabe in musica, Musica in Biblioteca porta in scena gli allievi delle scuole musicali della Vallagarina, mentre i Concerti per le scuole preparano gli studenti all’ascolto. Il progetto Apprendista Musicista, alla seconda edizione, apre l’orchestra a 25 giovani strumentisti e a due violiniste croate del programma Erasmus+; a dicembre, infine, il 3° Concorso per Quartetto d’Archi “Pietro Marzani” riunirà a Rovereto i migliori giovani quartetti italiani. La 105esima Stagione della Filarmonica di Rovereto è un invito a ritrovarsi: nel silenzio che precede la prima nota, nello stupore di un bambino davanti a uno strumento musicale, nell’emozione condivisa di una sala; sette mesi di musica per lasciarsi sorprendere, commuovere e sentirsi parte di una comunità che ascolta. «È difficile, guardando all’offerta concertistica della 105esima stagione, evidenziare un appuntamento oppure un altro, poiché tutti hanno importanza. Il mio invito» dichiara il Direttore artistico Klaus Manfrini «è quello di partecipare anche a quei concerti più lontani dalla vostra sensibilità. Occorre avere fede, come diceva Schönberg e io oggi ribadisco. Siamo convinti che la musica sia un patrimonio da tramandare e dobbiamo riabituarci all’ascolto, fin da piccoli, soprattutto in questi tempi: guardare un quadro, leggere un libro, vedere un film e ascoltare un concerto sono pratiche semplici ma virtuose che fanno crescere».

Alexander Kobrin

L’incontro di presentazione della nuova stagione musicale ha visto la presenza di Micol Cossali, Assessora comunale alla Promozione artistica e culturale ed al Turismo, che ha sottolineato come l’Associazione Filarmonica di Rovereto abbia non solo una storia ma anche un presente per interpretare la voglia di esserci come cultura. «Grazie all’impegno e alle risorse, ha saputo costruire una realtà che sa interpretare il proprio tempo con uno sguardo ampio. Oggi la Filarmonica è un movimento culturale, è un attore che sa tenere assieme il sistema e che favorisce questa collaborazione sul territorio. Per questo è stato importante per il Comune mettere a disposizione Sala Spagnolli e lo stesso Teatro Zandonai, luoghi che vengono felicemente riempiti di progetti e iniziative, è stato ed è un passaggio importante per l’istituzione comunale. Grazie ad un’associazione che poggia sul volontariato e che ha saputo costruire valori di qualità e professionalità, sfidando sé stessa e il proprio pubblico».

Mauro Borgioni
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