Chi fa teatro — 19/07/2017 17:32

Dub Love in prima nazionale a Bolzano Danza

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BOLZANO – Coppia ‘maudit’, e tra le più trendy del panorama della danza francese, Cecilia Bengolea e François Chaignaud presentano in esclusiva nazionale a Bolzano Danza in collaborazione con Francia in Scena, venerdì 21 luglio, Dub Love, spettacolo che unisce il dub giamaicano con le scarpette da punta (Teatro Studio ore 21). A seguire Silent Disco in piazza Verdi con la partecipazione libera. Cecilia Bengolea e François Chaignaud esplorano senza preclusione di campi diverse discipline artistiche e generi musicali: dall’acrobazia aerea ai canti georgiani, dal balletto classico al dub giamaicano, dalle danze urbane al voguing, al clubbing, fino alla scena musicale Grime inglese. Tra i primi a essere chiamati a creare una coreografia per il Wuppertal Tanztheater post Pina Bausch (The Lighters’ Dancehall Polyphony), hanno composto How Slow The Wind per sette danzatori del Ballet de l’Opéra de Lyon e Devoted per il Ballet de Lorraine su musica di Philip Glass. Vincitori del Premio della Critica di Parigi nel 2009 vengono regolarmente ospitati nei più importanti festival internazionali. Sono artisti associati a Bonlieu Scène nationale Annecy.

 

Dub Love ©DR

Per Dub Love si sono fatti affascinare da High Elements, Dubplates Dj delle isole Réunions che spinge le radici del dub (bassi profondi ad elevati decibel) verso nuove melodie. Sulla scena il Dj mixa live mentre i tre interpreti cantano un repertorio di canzoni reggae e dancehall per accompagnare le loro danze. Ibrida la ricerca musicale, ibrida quella coreografica. Così le punte del balletto classico sono utilizzate per sfidare la gravità e inventare un corpo immateriale soggetto a generare velocità, equilibri e disequilibri. “Ballare sulle punte la musica dub cambia le coordinate della danza – spiega Chaignaud. Le scarpette per noi diventano uno strumento spirituale e fisico. L’elevazione, lo slancio, l’equilibrio, le tensioni a cui obbligano il corpo qui cambiano le posture, si creano nuove torsioni del corpo e impongono un uso diverso delle gambe e della schiena. È come se si producesse un match tra la velocità, la fisicità, la forza del movimento con le scarpette e il ritmo e il tempo più dilatato del dub”.

Ma per loro la danza non è semplicemente una forma di ibridazione ma una connessione critica tra i generi. “Il balletto è la forma artistica dominante in Occidente, noi vogliamo – continua Chaignaud – coniugarla con altre forme di sapere, aprendo un dialogo. La distinzione tra danze colte e danze popolari esiste nella realtà e non è che un effetto secondario della costruzione delle nostre società occidentali, capitaliste e post-coloniali. Il termine ‘danza aulica’ sembra implicare che le altre forme di danza non necessitino di sapere e pertanto ‘inferiori’ in dignità. Questa gerarchia è deprecabile e i saperi del corpo – coreografici e somatici – non sono il privilegio di chi detiene il potere”.

Cecilia Bengolea. Nata a Buenos Aires, studia jazz e danza urbana prima di perseguire studi di danze antropologiche con Eugenio Barba e Filosofia e Storia dell’Arte all’Università. Nel 2001 si trasferisce a Parigi per avviare diverse pratiche coreografiche. Come performer e coreografa lavora tra gli altri con Claudia Triozzi, Mark Tompkins, Alain Buffard, Mathilde Monnier. È regista di due cortometraggi e collabora regolarmente con altri artisti per la realizzazione di video e performances. François Chaignaud. Nato a Rennes, studia danza dall’età di 6 anni. Dopo il diploma al Conservatoire National Supérieur de Danse di Parigi collabora con coreografi quali Boris Charmatz, Emmanuelle Huynh, Alain Buffard e Gilles Jobin.

Da He’s One that Goes to Sea for Nothing but to Make him sick (2004) fino a Думи мої (2013) ha creato performances nella quali danza e canto si intersecano: il corpo teso verso un’esigenza sensuale del movimento e l’evocazione potente della voce. In quanto studioso ha pubblicato con l’editore PUR, L’Affaire Berger-Levrault: le féminisme à l’épreuve (1897-1905), ricerca che l’ha condotto a iniziare collaborazioni con la leggendaria drag queen Rumi Missabu des Cockettes.

Bolzano Danza Festival prosegue fino al 28 luglio con ospiti internazionali: la prima mondiale di Olivier Dubois, il Ballet de Lorraine, Anne Teresa De Keersmaeker/Salva Sanchis, Radhouane El Meddeb, Marina Mascarell, Kafig, Cristina Kristal Rizzo.

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