ALTRITEATRI — 18/04/2018 20:15

“Nuove Storie” e “Nuove Famiglie” al Teatro Elfo Puccini di Milano

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MILANO – Una conferenza stampa frizzante, quella che si è svolta oggi mercoledì 18 aprile 2018 al Teatro Elfo Puccini di Milano, in cui Francesco Frongia, neo direttore artistico della rassegna “Nuove Storie”, ha illustrato la nuova edizione, in scena dal 28 aprile al 20 maggio 2018 in Sala Bausch.

A supportarlo, presente anche Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, con cui condivide la direzione artistica dell’intera stagione di questo teatro. Hanno fatto fronte comune nel ricordare la particolarissima natura vocazione di Sala Bausch, che, come il suo pubblico sa bene, regala un rapporto privilegiato: una vicinanza quasi intima, che bisogna saper e voler sostenere. Hanno ricordato di come nasce in origine come sala prove, eppure è bastato praticarla poco per coglierne il fascino e intuirne le potenzialità; da qui l’apertura al pubblico e l’ideazione di un palinsesto non per forza dedicato al solo teatro di ricerca, ma anche al genere pop e a tutto quanto tragga beneficio di una tale prossimità di respiro.

Nasce così questa rassegna, che quest’anno si è scelto non solo di condensare in un periodo in particolare (da fine aprile a fine maggio), ma anche di regalarle un cappello: “Nuove Famiglie”, chiasticamente a incrociarsi col titolo della rassegna, in cui la “o” di “Nuove Storie” si trasforma in una porta aperta sulle polimorfia di individui e quindi di famiglie possibili. Attraverso questa apertura sfilano una ragazza, poi un giovane e, a seguire, un’enigmatica figura, che non si capisce chiaramente se sia uomo o donna… ma che importa? Così come non sembra importare, al disegnatore della locandina, cosa siano quegli esseri a seguire: un fenicottero e poi uno strano ibrido, di cui non si riesce a stabilire neppure se sia animale o vegetale. Lo scriveva, del resto, Tolstoj che “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo” – non che di famiglie disgraziate s’intenda parlare in questa rassegna; vero è, però, che, fra guizzo e ironia, quel che s’intende offrire al pubblico è una riflessione sui nuovi linguaggi del teatro anche in relazione ai mutati rapporti che costituiscono la società contemporanea.

La rassegna aprirà, dal 27 al 29 aprile soltanto, con “Malagrazia” [https://www.elfo.org/stagioni/20172018/nuovestorie/malagrazia.html]: uno spettacolo della compagnia Phoebe Zeitgeist, commissionato al drammaturgo Michelangelo Zeno a rievocare le suggestioni dello scrittore Franco Scaldati. Giocando fra una sintassi sicula e rievocazioni del linguaggio dei mistici medioevali – ha spiegato Zeno –, in scena due fratelli che s’interrogano sull’assenza, sublimandola fra poesia e rigorismo.

Malagrazia

Dal 2 al 4 maggio, sarà la volta di “Maledetta Metropoli”

[https://www.elfo.org/stagioni/20172018/nuovestorie/maledettametropoli.html],

il curioso caso di uno spettacolo di burattini per adulti, nato dalle registrazioni fatte dall’autore Fabio Modesti. In eremitica residenza in una borgo della Toscana, infatti, quasi per gioco ha iniziato a costruire questo radiodramma – ironicamente ha ribattezzato radio-trauma –; ne è scaturita una serie a puntate – “dalla forza innovativa molto forte”, si è soffermato a specificare Ferdinando Bruni -, raccogliendo da subito un pubblico di affezionati, poi trasposta in dissacratoria azione per burattini.

Maledetta Metropoli

Dopo “Peter Pan Guarda sotto le gonne”, primo capitolo della Trilogia sull’identità di Liv Ferracchiati, dal 5 al 7 maggio sarà la volta di “Stabat Mater”

[https://www.elfo.org/stagioni/20172018/nuovestorie/stabatmater.html] – un’ “ingombrante” Laura Marinoni presente nei contributi video – a raccontare del duplice processo di trasformazione di una ragazza verso il cambio d’identità sessuale, ma, in filigrana, anche di lui stesso alle prese col passaggio dalla condizione filiale a quella genitoriale. (L’ultimo capitolo della trilogia, “Un eschimese in Amazzonia”, è risultato vincitore della passata edizione di Premio Scenario). Poiché la rassegna è incentrata su focus, non tanto sui nuovi autori/nuove compagnie, nel senso di giovani autori o giovani compagnie, quanto rivolta ai nuovi linguaggi – ha spiegato Frongia, attribuendola come fiore all’occhiello della propria direzione artistica -, ecco che trova spazio anche una compagnia come Teatrodilina. “Le vacanze dei signori Lagonia”

[https://www.elfo.org/stagioni/20172018/nuovestorie/levacanzedeisignorilagonia.html], dall’8 al 10 maggio si pone come l’esilarante racconto, in agguato anche un grottesco che strizza l’occhio a suggestioni beckettiane, di un’enorme moglie spiaggiata e del suo dialogo sul niente a rievocare i 40 anni di matrimonio col marito lì presente: in rigoroso gramelot calabro, ma assolutamente comprensibile, assicura Francesco Colella.

Le Vacanze dei Signori Lagonia

Cannibali” della Compagnia Kronoteatro di Albenga

[https://www.elfo.org/stagioni/20172018/nuovestorie/cannibali.html], dall’11 al 13 maggio. Anche in questo caso si tratta di un capitolo – il primo – di una trilogia – Trilogia della Resa -; gli altri due saranno “Educazione sentimentale” e “Cicatrici”, che debutterà, quest’ultimo, direttamente alla Biennale di Venezia, in una personale a loro dedicata. In questo primo atto si parla del rapporto padre/figlio come indagine dei rapporti di potere, calati nella cellula sociale primigena. “Bandierine al vento

Cannibali

In questo primo atto si parla del rapporto padre/figlio come indagine dei rapporti di potere, calati nella cellula sociale primigena. “Bandierine al vento

[https://www.elfo.org/stagioni/20172018/nuovestorie/bandierinealvento.html], poi, di Evoé Teatro, dal 15 al 17 maggio, a trattare di una famiglia “normale” in quanto standardizzata – madre, padre, figlio e figlia -, in cui, lontanissimi dagli impulsi emancipatori dei giovani di qualche decennio fa, i figli non ambiscono ad altro che a restare in quest’alcova, cercando di ottimizzarne i vantaggi. In chiusura “XY”.

Bandierine al vento

 

 

[https://www.elfo.org/stagioni/20172018/nuovestorie/xy.html], dal 18 al 20 maggio, che lo racchiude in sé, il germe della trilogia. Si tratta di tre testi, “Buddy Love” di Renata Ciaravino, “Valentina” di Giuseppe Massa e “La Pratica del Dolore” di Cristian Ceresoli (di cui si ricorda il discusso “La Merda”), che offriranno a Emiliano Brioschi l’occasione per confrontarsi con figure e linguaggi ben dissimili fra loro a proposito della figura del padre.

L’appuntamento è al Teatro Elfo Puccini di Milano a partire da venerdì 27 aprile, per capire chi siamo e dove andiamo: perché nulla ce lo può raccontare meglio dei fragili legami che, per primi, ci accolgono – ergo formano – nel nostro essere sociale e relazionale. Nota aneddotica: la conferenza stampa è iniziata qualche minuto più tardi del previsto per aspettare l’arrivo di Elio De Capitani. Arrivando, ha smorzato l’effetto ritardo, entrando nella saletta con l’enorme totem della rassegna; pronta, la battuta di Ferdinando Bruni su totem e tabù…. Ecco, forse proprio un teatro capace di esorcizzare i tabù è il freudiano desiderio celato nell’invito di Frongia nel sollecitare il teatro in grado di trovare il coraggio di parlare di nuove famiglie e nuovi rapporti sociali, non tanto attraverso consessi teorici, ma proprio attraverso quel medium che lui stesso è.

http://www.elfo.org/stagioni/20172018/nuovestorie.html

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