Teatro, Teatrorecensione — 16/07/2018 16:04

Il teatro quando racconta la realtà tragica:”Per che cosa daresti la vita?”:

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UDINE – Si è riservato uno spazio come regista per ribadire la propria formazione artistica Haris Pašovic, nuovo direttore del Mittelfest a Cividale del Friuli (Udine), e anche per fondere la propria esperienza di cittadino anziano della Bosnia-Erzegovina con quella dei Millennians del suo paese e della Serbia. Durante il conflitto dei Balcani, Pašovic era tornato a Sarajevo e sotto le bombe aveva tenuto aperto il teatro mettendo in scena Aspettando Godot di Samuel Beckett, diretto da Susan Sontag: aveva rischiato la vita per testimoniare il proprio desiderio di libertà e di giustizia. Ma per le nuove generazioni, i figli di quei padri che si sono fronteggiati in guerra e che ora vivono in pace, quali sono gli ideali per i quali sarebbero disposti a immolarsi? Da questa domanda è nato uno spettacolo dal titolo parlante, What Would You Give Your Life For? (Per che cosa daresti la vita?), che vede riuniti sulla scena 15 ragazzi Millenniall di Serbia e Bosnia.

 

What would you give your life

È un allestimento incalzante e coinvolgente, giocato sia sulla forte fisicità e passione dei giovani attori, sia sulla densità documentaristica e storica del testo, che di fatto è un lunghissimo e serrato elenco di uomini e donne che in tempi più o meno vicini si sono sacrificati per difendere i valori, spesso distorti, in cui credevano. La vicenda con cui si apre lo spettacolo è, infatti, quella di Brahim Abdeslam, terrorista dell’Isis del gruppo di fuoco che aveva seminato la morte al Bataclan di Parigi il 13 novembre del 2015. Un’azione sanguinosa che l’uomo aveva concluso poi in solitaria entrando nel caffè Le Comptoir Voltaire e innescando il suo giubbotto esplosivo. Paradossalmente Abdeslam ha scelto un luogo intitolato al filosofo icona delle idee di tolleranza e uguaglianza che caratterizzano la Costituzione francese e su cui si fondano i diritti degli immigrati.

 

Le storie che da lì in avanti si susseguono riguardano non solo personaggi noti alle cronache contemporanee come Edward Snowden e Andres Brevik, ma anche protagonisti di azioni politiche eclatanti del passato, come Jan Palach o Bobby Sands e gli irlandesi dello sciopero della fame, artisti quali Vincent Van Gogh o Antoine Artaud, donne quali Magda Goebbles, che non esitò a uccidere i suoi sei figli e poi a suicidarsi insieme col marito alla caduta di Hitler; un uomo simbolo quale è Giordano Bruno, o eroi i cui nomi sono sconosciuti ai più, ma che hanno salvato la vita a migliaia di persone, come i tre ingegneri che, pur consapevoli delle conseguenze mortali del loro gesto, accettarono di immergersi nell’acqua radioattiva della centrale atomica di Cernobyl per chiudere i condotti dell’acqua. È un elenco che prende alla gola gli spettatori, partecipi anche fisicamente dell’allestimento, seduti come sono, in direzioni diverse, accanto alle piattaforme su cui lavorano gli attori, che impetuosi balzano da una postazione all’altra indossando a vista pochi elementi di abbigliamento capaci di rievocare un periodo storico o un’azione. Spettacolo avvincente, dunque, sebbene non del tutto risolto dal punto di vista artistico: una testimonianza di teatro civile e politico che però nel suo insieme appare più ideologico che poetico.

 

 

Visto  al Teatro Nuovo Giovanni da Udine il 13 Luglio 2018 a Udine

www.mittelfest.org

 

(Bosnia ed Erzegovina, Serbia)
Con: Katarina Bradonjić, Dimitrije Arandjelović, TaMara Šustić, Kemal RizvaNović, Sanela KrsmaNović-Bistrivoda, Miloš Lazić, Peđa MarGeNović, Mina Pavica, Dražen Pavlović, Gabor Pongo, Mia SimoNović, Ema StoGeNović, Marko Vasiljević, Dušan VukašiNović, Nikola ŽivaNović
Allestimento: Lada Maglajlić and Vedad Orahovac;
Costumi: Irma Saje; Coreografie: Thomas Steyaert;
Musica: Rastko Ilić; Disegno Luci: Nikola Marinkov;
Grafica: Enes Huseinčehajić; Assistente alla regia: Elma Islamović;
Assistenti di produzione: Irfan Avdić and Aleksandra Mrđen
Executive producer: IsMar Hadžiabdić
Scritto e diretto Haris Pašović 
Prodotto da East West Centre Sarajevo
Coprodotto da Theatre Promena Novi Sad, 
Bosnian National Theatre Zenica, Ujvideki Szinhaz Novi Sad
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