Teatro, Teatrorecensione — 15/12/2014 23:28

Quando il “Teatro nel bicchiere” è divertimento e riflessione.

Share

teatro-nel-bicchiere

SCANSANO (Grosseto) – Il Comune di Scansano  è noto per aver conferito la denominazione al Morellino di Scansano, vino rosso DOCG prodotto nel suo territorio. Quando esce dalle cantine viaggia verso tavole di intenditori molto lontane fino a farsi degustare da estimatori stranieri. E questo prezioso nettare di Bacco ha ispirato il nome di un festival: “Teatro nel bicchiere” ideato e diretto da Alessandra Lazzari, definito un “petit festival” che da tre anni anima il paese nato come come spettacolo itinerante in grado di portare artisti e compagnie molte rappresentative e unendo spettacolo, cultura alla possibilità di degustare il vino in un contesto di socializzazione e di piacere condiviso. Un festival che non ha quella notorietà tipica di altri molto più longevi e radicati sul territorio italiano. Capita di salire per strade tortuose immerse nel verde rigoglioso di un’estate troppo bagnata dalla pioggia, e assistere ad una delle tante fortunate repliche di Thanks for Vaselina della Compagnia Carrozzeria Orfeo,  votato come miglior spettacolo della stagione 2013 da Krapp’s Last Post, Premio Nazionale della Critica Teatrale 2012 come migliore compagnia e Premio Creatività SIAE 2011.

Thanks for vaselina foto di Angelo-Maggio

Thanks for vaselina foto di Angelo-Maggio

In un teatro di provincia dove entrando ti rendi conto di come un tempo la cultura e lo spettacolo aveva pari dignità per importanza sociale e fonte di crescita della popolazione. Teatro Castagnoli è il suo nome e conserva tutto il fascino originario anche dopo un restauro conservativo ben eseguito. Forse assistere ad una recita in un teatro distante da piazze molto frequentate dalle compagnie teatrali, dove il pubblico sembra a volte assuefatto e poco stimolato, diventa un’occasione preziosa per cogliere maggiormente quali siano le reazioni di approvazioni o meno a sipario chiuso. Partendo dalla fine dello spettacolo visto, è accaduto di essere testimoni di una reazione collettiva da parte della platea (e dei palchi) gremiti di un pubblico eterogeneo e variegato, dettata da un entusiasmo spontaneo molto più sincero di tanti altri che sono più di maniera e per convenzione abituale. A Scansano il successo dava l’impressione che si può fare ancora mettere in scena un genere teatrale apparentemente leggero e privo di un significato drammaturgico. Non è il caso del lavoro di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi che firmano la regia collettiva dirigendo sé stessi inseme a Beatrice Schiros e Francesca Turrini. La definiscono una commedia contemporanea che sta alla base di un modo di scrivere per il teatro più immediato, senza troppi rimandi concettuali, intellettuali, spesso criptici, come accade a molte realtà artistiche nate negli ultimi anni. Qui al contrario è tutto fruibile e capibile, facile ma allo stesso tempo fonte di riflessione sia pure amara e sconfortante se si segue la trama. Gabriele Di Luca spiega che “spesso si tende a pensare che scrivere una storia, con personaggi situazioni e intrecci sia più semplice che scrivere il post drammatico”.

vaselina01

E assistendo a Thank for Vaselina si intuisce come la storia portata in scena può essere semplice ma contiene i prodromi di una realtà ancora più tragica e drammatica di quello che una lettura superficiale possa offrire. La poetica di Carrozzeria Orfeo è indirizzata ad una costruzione che esalti e amplifichi (anche paradossalmente) una realtà ostaggio di conformismi e ipocrisie, alla deriva, poco incline a cercare al suo interno le capacità di impedire un degrado diffuso. Sembra teatro farsesco e giocato su registri comici di facile effetto; non è cosi per questo gruppo di giovani artisti mossi da un sincero entusiasmo. Senza ricordare la trama dove si muovono come pedine su una scacchiera in cui si gioca una partita senza vinti né vincitori, da due produttori casalinghi di Marijuana, perfino contendenti tra di loro per motivazioni diverse, e convinti di esportare dall’Italia al Messico l’ambita erba, dove già questo fa capire il ribaltamento continuo di una vicenda ricca di colpi di scena: la ragazza obesa prima aggressiva e frustrata e poi complice nel rendersi utile nel tentare di espatriare con la droga dentro il suo corpo, la madre di uno dei due produttori fai da te, già tossicodipendente di suo e bramosa di entrare in “società” con il figlio che non la ama anzi la detesta. E infine, l’apparizione del padre non più uomo ma transessuale e quindi presenza disturbante e angosciante, capace di sconvolgere il seppur fragile ambiente domestico.

Si ride e si piange e le lacrime si confondono tra di loro, tanta è la capacità di ironizzare su tutto, riuscendo a farci ridere mantenendo quel giusto distacco nel trovare dei rimandi sociali dove la cronaca di tutti i giorni ci racconta di storie umane dai contorni tragici. La bravura dei suoi interpreti, ognuno di loro è in grado di diventare comprimario, senza mai scadere nella macchiettistica del personaggio caratterista, quando invece la regia guida con efficacia la recitazione individuale facendone un lavoro corale implementato dal contributo della scenografia e dalle musiche in grado di sottolineare i passaggi drammaturgici più incalzanti. Il divertimento diventa così fonte di riflessione nel tentativo di darsi delle risposte a cui Carrozzeria Orfeo ci ha abituati da sempre e la sera trascorsa a Scansano diventa un’occasione preziosa per farsi portavoce di una testimonianza vissuta intensamente e proseguita con un altro genere di teatro, anch’esso popolare quanto fautore di portare nelle piazze una tradizione artistica lasciata cadere nell’oblio per troppo tempo: il teatro di strada. Simurgh del Teatro dei Venti di Modena, definito dagli autori come “un sogno, una visione che nasce e svanisce davanti gli occhi del pubblico”, mirabolante macchina scenica e umana mossa da otto performer dalle capacità fisiche e attoriali di un livello straordinariamente elevato.

Simurgh Teatro dei Venti

Simurgh Teatro dei Venti

Capaci di muoversi su altissimi trampoli, dotati di lunghi bastoni, diventano macchine teatrali in continuo movimento e capaci di trasformarsi in figure mitologiche, nel raccontare un mito che prende origine in Medio Oriente e racconta della caduta della “città degli uccelli” in mezzo agli uomini e della nascita della loro guida, ovvero Simurgh. Azioni sceniche che diventano coreografie monumentali, scandite dalla musica eseguita dal vivo. Si assiste ad un tripudio di sfide, duelli, acrobazie che suggestionavano il folto pubblico meravigliato dalla bravura degli artisti impegnati fino allo spasmo fisico nel creare una favola moderna e dirci che il teatro assume le forme più svariate e originali se supportato dalla maestria e dalla serietà di una ricerca come il Teatro dei Venti dimostra da sempre. La notte calava come un sipario invisibile e il Teatro nel bicchiere si congedava dal suo pubblico offrendo un calice di vino rosso utile per brindare al successo di una manifestazione da promuovere e vedere crescere nei prossimi anni.

Visti al Festival “Teatro nel bicchiere” di Scansano

 

THANKS FOR VASELINA

 “dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari”

drammaturgia: Gabriele Di Luca
regia: Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
interpreti: Gabriele Di Luca (Fil), Massimiliano Setti (Charlie), Beatrice Schiros (Lucia), Ciro Masella (Annalisa), Francesca Turrini (Wanda)
musiche originali: Massimiliano Setti
luci: Diego Sacchi
costumi e scene: Nicole Marsano e Giovanna Ferrara
disegni e locandina: Giacomo Trivellini
organizzazione: Luisa Supino
ufficio stampa: leStaffette
coprodotto da Carrozzeria Orfeo e Fondazione Pontedera Teatro
in collaborazione con La Corte Ospitale, Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria

 www.carrozzeriaorfeo.it la stagione-2014-2015

 

SIMURGH

Con Francesco Bocchi, Oksana Casolari, Francesca Di Traglia (Daniele De Blasis), Francesca Figini,
Simone Lampis, Beatrice Pizzardo, Antonio Santangelo, Tiziana Tricarico. 
Musiche dal vivo di Luca Cacciatore e Igino L. Caselgrandi.

Regia Stefano Tè. Consulenza alla regia Mario Barzaghi.
Consulenza alla drammaturgia Francesco Chiantese.
Luci Nicolò Fornasini.
Costumi e accessori Teatro dei Venti.
Macchine Teatrali Teatrini Indipendenti Factory.

Una produzione Teatro dei Venti.
Co-prodotta da Teatro nel Bicchiere – Petit Festival Itinerante;

Share
Tags: