Teatro, Teatrorecensione — 15/07/2014 22:06

“Romeo e Giulietta” nella versione “d’arte” di Gigi Proietti

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ROMA – E’ cominciata da una settimana circa l’undicesima stagione del Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese a Roma. Composta da repliche di sue vecchie produzioni, è stata aperta da “Romeo e Giulietta” con la regia dal direttore artistico Gigi Proietti. Il Globe Theatre, come ha sottolineato con orgoglio Proietti nella conferenza stampa di presentazione del cartellone, è un teatro d’arte, come erano quelli di una volta. Cioè un teatro di repertorio, sebbene la compagnia di attori non sia (ancora) definibile stabile.

La stagione proseguirà a cavallo di Ferragosto con l’ormai consueto “Sogno di una notte di mezza estate diretto dal prematuramente scomparso Riccardo Cavallo, a cui è dedicata l’intera stagione, e che, giunto al 7° anno di repliche ormai è come un simbolo e una tradizione del teatro elisabettiano di Roma. A seguire ci saranno le riprese di “Molto rumore per nulla”, regia di Loredana Scaramella e di “Pene d’amore perdute” diretto da Alvaro Piccardi. In conclusione, quest’anno, 450° anniversario della nascita del bardo inglese, a settembre avrà luogo lo “Shakespeare Fest” nel quale verranno proiettati i cortometraggi inviati da filmaker indipendenti in risposta alla domanda “Ancora Shakespeare: perché?”

Romeo e Giulietta, regia G. Proietti ©MarcoBorrelli_CAMPIRONI - VIGNATI

Romeo e Giulietta, regia G. Proietti ©MarcoBorrelli_CAMPIRONI – VIGNATI

Ciò su cui qui si vuole porre l’attenzione, però, non è tanto il cartellone che, come si diceva, è composto da riprese di spettacoli, quanto piuttosto l’interessante messinscena di “Romeo e Giulietta”.

La pièce è al suo secondo anno di repliche, ma Proietti informa che ha cambiato alcuni elementi registici rispetto a quelli della scorsa stagione quando aveva allestito questo testo in omaggio ai 10 anni del Globe Theatre che nel 2003 aveva aperto i battenti proprio con una sua regia di quest’opera teatrale. Quindi, in pratica, quella di quest’anno è come se fosse la terza versione di “Romeo e Giulietta” che lui ha realizzato in 11 anni per il teatro che dirige.

Appare evidente fin dall’inizio dello spettacolo che la regia di Proietti è vivace. La sua energia, intensità, ironia ed esperienza si evincono. Sfrutta le potenzialità date dal luogo, dagli attori (la maggior parte molto giovani e comunque tutti apprezzabili), dalle circostanze e, ovviamente, dal testo in un adattamento scenico del quale non è possibile non menzionare, oltre lui, gli interpreti e l’autore William Shakespeare, anche il traduttore Angelo Dallagiacoma.
Giocoso e ironico sono le parole adatte per definire un allestimento di 3 ore che, nei tempi giusti, tra trovate divertenti, romanticismo e duelli vede gli attori invadere il palco come formiche intorno ad una preda da delibare (i movimenti scenici sono di Alberto Bellandi).

Proietti, quasi un “cavalier servente” nei confronti del teatro, ha introdotto egli stesso la pièce “recitando” il Prologo scritto da Shakespeare e ha dato vita ad una personale visione del testo.
Normalmente quando si pensa a “Romeo e Giulietta” lo si caratterizza come romantico e tragico, vivacizzato solo dalle scene comiche di Mercuzio e della Balia. Ma anche definirlo tragicommedia romantica è troppo poco. Il tragico finale l’allontana anche dalle caratteristiche della fiaba. Con Proietti, però, viene fuori molto di più. Porta fuori in maniera evidente la commedia che è insita in buona parte del testo. E si sa, a teatro in epoca contemporanea il regista conta quanto l‘autore.

Se il tragico è nel finale, il comico qui e lì ed il romanticismo di sottofondo, il resto è fatto di erotismo, di ironia, di una visione dissacrantemente giocosa della vita (teatrale) che solo alcuni russi o chi è venuto dal teatro laboratoriale e cosiddetto d’innovazione, con la loro fissazione per il movimento scenico, forse, sembrano avere. Persino la scena del ballo in maschera in casa Capuleti è esilarante nel suo cominciare dall’alto (testa) per pervadere poi l’immobilismo del resto del corpo coinvolgendolo completamente e trovarsi di fronte ad un servo/Fool (Nicola Adobati) che balla la break-dance. E’ un momento questo nel quale si è passati dai costumi (di Maria Filippi) contemporanei a quelli dall’aria rinascimentale, con un voluto scarto temporale che trasforma le scene iniziali e poi quella finale (dopo la morte di Romeo e Giulietta) in cornice contemporanea.

Le scenografie di Fabiana Di Marco non sono imponenti. Il teatro Globe è già scenografico di suo. Ma poco importa anche perché quel poco ed essenziale che c’è viene smontato e rimontato dagli attori/personaggi dandogli un nuovo significato. Viene in mente la scena del balcone quando non visto da una Giulietta presa dall’esternazione del suo amore e delle sue ritrosie a Romeo si ritrova quest’ultimo accanto a se sul terrazzo dopo che il giovane ha improvvisato una piramide di sgabelli con cui ha scalato le mura di casa Capuleti… salvo poi correre via scendendo per le scale interne dopo aver fatto finta (di fronte al pubblico, ma non a Giulietta che già è andata via) di voler ridiscendere da dove era venuto.

Colpisce quindi il padroneggiamento del palco di tutti gli attori (valorizzati anche dalle luci di Umile Vaineri). Il rap di Benvolio (Guglielmo Poggi), il godimento dell’amore e dell’amicizia sono le caratteristiche delle scene con Romeo (Matteo Vignati) e i suoi amici, Mercuzio (Fausto Cabra) in primis. Esilaranti quelle con la Balia (Francesca Ciocchetti) e molto divertenti anche quelle col frate anticonformista (Gianluigi Fogacci). Comicamente terribili quelle con l’odioso Capuleti (Martino Duane) che si contrappone per animo alla gentile moglie (Loredana Piedimonte). Tanto tenere e sensuali quanto decise ed energetiche quelle con Giulietta (Mimosa Campironi).
Ma è inutile fare qui l’elenco dei singoli attori. Tutto il cast è stato eccezionale, padroneggiando perfettamente il proprio personaggio e relazionandosi agli altri in quadretti di rara intensità, romanticismo e comicità. Un’opera teatrale più unica che rara. Una pièce da teatro d’arte, appunto!

In replica fino al 03 agosto, ore 21:15.

Visto l’11 luglio.

 

“ROMEO E GIULIETTA”
Autore: William Shakespeare, traduzione Angelo Dellagiacoma
Regia: Gigi Proietti (regista assistente: Loredana Scaramella)
Movimenti scenici: Alberto Bellandi
Costumi: Maria Filippi
Scene Fabiana Di Marco
Luci: Umile Vaineri
Con (tra gli altri): Mimosa Campironi, Matteo Vignati, Fausto Cabra, Francesca Ciocchetti, Gianluigi Fogacci, Martino Duane, Loredana Piedimonte, Matteo Milani, Nicola Adobati, Roberto Mantovani, Raffaele Proietti, Guglielmo Poggi, Sebastian Morosini.

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