Teatro, Teatrorecensione — 15/07/2011 11:13

Il mondo? E’ dei bambini, loro si che sanno governare…

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Il futuro è nelle mani dei bambini. E solo loro potranno darsi una vita migliore a patto che gli adulti di adesso, lascino in eredità dei beni materiali e non (soprattutto non), per cui cui valga la pena rinvestire. Ma in che cosa ?

In una “Repubblica dei bambini”, ad esempio!. Non basta?

Meglio di loro, nel governare saggiamente e onestamente, c’è qualcuno? Si accettano scommesse.

Chi, intanto, ha vinto la sua di scommessa, è il gruppo di Teatro Sotterraneo e il Teatro delle Briciole, quest’ultimo ha affidato alla compagnia fiorentina composta da Sara Bonaventura, Jacopo Braca, Claudio Cirri, Daniele Villa, il compito di creare uno spettacolo per bambini (così come è stato commissionato ai Babilonia Teatri con “Baby don’t cry”), per coinvolgere direttamente i bambini sulla scena, non semplici piccoli spettatori, bensì partecipanti attivi con facoltà di voto. Nel 2010 il Teatro delle Briciole di Parma ha dato vita al progetto “Nuovi sguardi”, dedicato, appunto, all’infanzia, “convinto dell’importanza di un confronto con esperienze teatrali differenti rispetto al teatro-ragazzi”.

Da qui è nata la Repubblica dei bambini, messo in scena dal Teatro Sotterraneo, visto al Festival Inequilibrio a Castiglioncello, in collaborazione con Il Teatro Metastasio -Stabile della Toscana (produzione Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti).

Può nascere una nazione governata grazie al volere superiore di soli bambini? Domanda retorica, forse, ma anche se vi sono due adulti, un uomo e una donna, in scena, in realtà chi decide del loro futuro politico, sono i bambini. Seduti in platea, ma con un preciso potere di eleggere e rimuovere dall’incarico – il o la – presidente della nazione. In assoluta libertà di pensiero, scevro com’è da condizionamenti miranti ad aumentare il proprio potere individuale, o peggio ancora, a trarre benefici e guadagni, spesso in contrasto con l’etica e la morale. Come accade, invece, purtroppo sempre più di frequente, agli adulti, aggrappati alle loro cariche e prebende. Per fortuna che nella Repubblica dei bambini- made in Sotterraneo e Briciole, si ride e ci si diverte. Cosa c’ è di meglio se non insegnare a vivere (anche) con lo strumento del riso e dell’ironia. Una caratteristica che identifica da sempre il gruppo di performer del Sotterraneo: “Il coinvolgimento diretto e decisionale dello spettatore e la dimensione ludica dell’interazione teatrale, nel tentativo di conservare il riso e il tragico quasi nello stesso frammento”.

Nello spettacolo recitano con professionalità sicura Daniele Bonaiuti e Chiara Renzi. Si ride tanto e si percepisce il tragico che sta dietro alle divertenti gag scandite a ritmo vertiginoso, una più comica dell’altra. Ma la comicità non nasconde, spesso, la tragedia? Ce lo insegnano i grandi maestri del passato, mentre il presente storico è più tragico che comico. Meno male che in questa nuova produzione teatrale, c’è spazio per l’allegria e il divertimento, non senza però soffermarci su debite riflessioni. La scena iniziale dove i due candidati al governo dei Bambini, riescono a contorcersi con il nastro da lavori in corso, è la metafora esilarante di come ci si può aggrovigliare nella vita, sociale, relazionale, politica, o quant’altro, non fa differenza. Il problema è come venirne fuori. La ragnatela che ti imprigiona, se decidi di abbracciare (si fa per dire) la carriera politica, è alquanto vischiosa.

La dichiarazione al mondo della neonata costituzione della nazione per soli minori è dettata ad una segreteria telefonica.

Non ti risponde nessuno quando chiami, e non ti resta che affidarti alla sola tua voce registrata. C’è qualcosa di più lampante che faccia capire come non si viene ascoltati nel mondo, quando a parlare sono i valori alla base di una vera democrazia ?

Ma esiste la democrazia?

Il mondo vi richiamerà appena possibile”, risponde una voce metallica.

La speranza è l’ultima a morire.

Si ride e si sorride nel vedere i bambini che aderiscono con intelligenza e spontaneità, anche quando i due protagonisti si rivelano in tutta la loro essenza terrena e molto italica. Lei viene eletta dai bambini, lui sconfitto – ma subito dopo – la presidente dovrà dimettersi. Da capo della nazione si trasforma in dittatrice, mandando al diavolo tutte le promesse di giustizia ed equità, legalità ecc. Parabola ascendente e discendente di un certo malgoverno molto diffuso. Ma nella Repubblica più utopistica del mondo vigono delle regole da far rispettare senza precondizioni. “Tutti hanno il diritto di essere rispettati… nessuno ha il diritto di essere violento con gli altri – e soprattutto – tutti hanno il diritto di avere amici, anche immaginari”.

E quando senti affermare imperiosamente, da Chiara Renzi, neo eletta: “ La cultura sarà vietata e i propositi dei ministri – bambini, non verranno ascoltati”, ti scorre un brivido freddo nelle vene. Non è più gioco-finzione, qui si parla di satira, c’è sarcasmo, una sottile critica al sistema malato di una nazione che ha deciso di non investire sulla cultura, anzi, di toglierli progressivamente ossigeno (basti girare per i festival di questa estate per capire come sia difficile sopravvivere) , e allora non resta che affidarsi al buon senso dei bambini. “Non vengono ascoltati… il mondo non gli ascolta”. Arriva poi la telefonata che c’è una bomba dentro il “palazzo del Governo”, ma la saggezza, ancora una volta, dei piccoli partecipanti, impone agli adulti di non farla scoppiare. La morale della favola (?) chiude con efficacia la bella rappresentazione (anche colorata e dotata di trucchi scenici di effetto), quando ti senti dire: “Il mondo non gli ascolta… ed era impensabile immaginarlo che nell’evoluzione dell’uomo dei bambini potessero fondare una repubblica”.

Una micro nazione e dei bambini che inventano altri mondi. Inventati dall’immaginario di qualcuno…”.

Il finale è un soffio di speranza e di fiducia per un mondo fatto da bambini. Molto più saggi dell’uomo adulto. E non siamo per nulla d’accordo con Goffredo Fofi (presente al festival, dove a margine degli spettacoli di Sotterraneo e Babilonia, si è tenuto un incontro con Luca Mori del Laboratorio di filosofia Ichnos – Università di Pisa- Armunia e Comune di Rosignano Marittima), quando, secondo il suo pensiero, legittimo ma opinabile, egli sostiene che “La Repubblica dei Bambini”, non deve dare l’illusione che ci sia un mondo migliore, e che la “bomba” doveva scoppiare in scena, per far capire loro quanto sia ineluttabile il disfacimento della nostra società e disastrato il nostro mondo.

Obiezione: i bambini sanno ben discernere quanto ci sia di negativo nella nostra società e quanto, invece, possa essere ancora trapiantato per far ricrescere sano e vegeto. Sonono migliori di noi cosiddetti adulti maturi e consapevoli…

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