altrifestival — 14/10/2020 at 13:59

Lasciti al Teatro Abeliano di Bari:DABFestival.Coreografia e regia di Riccardo Fusiello e Agostino Riola.

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RUMOR(S)CENA – BARI – Va in scena al Teatro Abeliano di Bari il 24 ottobre 2020 nell’ambito del DAB Festival Realizzato dal Teatro Pubblico Pugliese e dal Comune di Bari, in prima assoluta, lo spettacolo “Lasciti” della compagnia Sonenalé; coreografia e regia di Riccardo Fusiello e Agostino Riola. Il lavoro, realizzato con il sostegno del Teatro Pubblico Pugliese, è stato creato nel corso delle residenze presso i Teatri di Vita di Bologna, nell’ambito del progetto interregionale di residenze artistiche con il contributo della regione Emilia Romagna e Mibac, I Teatri del Sacro (Ascoli Piceno) e Cantieri Teatrali Koreja (Lecce). Lo spettacolo che vede la partecipazione anche della danzatrice Alessandra Gaeta si ispira al romanzo “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg per scavare nella complessità e nell’ambivalenza dei rapporti familiari. Lasciti va in scena dopo una gestazione durata quasi tre anni, protrattasi anche a causa del lockdown per la pandemia da Covid-19 (lo spettacolo doveva debuttare lo scorso aprile). Riccardo Fusiello e Agostino Riola saranno impegnati in una nuova avventura per aver ricevuto dalla compagnia EgriBiancoDanza la commissione di creare un nuovo lavoro per l’ensemble torinese, a cui Agostino Riola collaborerà in veste di dramaturg.

Riccardo Fusiello Agostino Riola

Lasciti, eredità familiari.

Tre fratelli.

Un mobiletto, uno sgabello, una canzone ascoltata infinite volte, un gesto comune che risuona d’altro.

Tracce che ci portiamo impresse dentro, segni in cui ritroviamo i legami familiari in un paesaggio denso di memorie, tensioni sotterranee e lacerazioni.

Intricate radici profondissime in cui ci si può perdere, restare invischiati, a cui aggrapparsi, in cui riconoscersi.

Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all’estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c’incontriamo, possiamo essere, l’uno con l’altro, indifferenti o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase: una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. […] Quelle frasi sono il nostro latino, il vocabolario dei nostri giorni andati, sono come i geroglifici egiziani o degli assiro-babilonesi, la testimonianza d’un nucleo vitale che ha cessato di esistere, ma che sopravvive nei suoi testi, salvati dalla furia delle acque, dalla corrosione del tempo. Quelle frasi sono il fondamento della nostra unità familiare, che sussisterà finché saremo al mondo, ricreandosi e risuscitando nei punti più diversi della terra.” (Lessico famigliare – N. Ginzburg)

<<‘Lessico famigliare’ di Natalia Ginzburg ci ha fatto riflettere su tutta quell’eredità di gesti e movimenti, oltre che di parole e di espressioni, che si trasmettono di generazione in generazione, di padre in figlio, che diventano un tratto distintivo e caratterizzante di un nucleo di persone impastate nella stessa pasta e che fanno parte dell’eredità di una famiglia allo stesso modo del patrimonio genetico e dei mobili e degli oggetti che si tramandano. Lasciti sono tutte quelle cose che le nostre famiglie ci lasciano: cose da tramandare, gestire, raccontare. L’ eredità di mobili, di oggetti che maneggiati risuonano d’altro ma anche l’eredità dei ricordi, dei vissuti , dei gesti, delle tracce che ci portiamo impresse dentro. Siamo partiti dalla suggestione della Ginzburg come prima chiave di accesso a quella intima complessità che sono i legami familiari. Il nostro lavoro vuole attraversare la complessità e l’ambivalenza dei rapporti di una famiglia che si riconosce unita nel lessico comune di parole e gesti ma che spesso mostra fratture, scenari inattesi e vortici pericolosi in cui si resta invischiati.

Quel lessico con cui una famiglia parla e si esprime e nel quale spesso ci si riconosce indica però uno strato delle cose, la sua superficie. La trama veloce della vita che scorre ogni giorno. Il vocabolario comune che si ripete fino a quando perde il significato originario e diventa solo la trama di un lago ghiacciato attraverso la cui opacità si intravede il fondo, gli abissi, spesso insondabili, delle relazioni familiari. Il movimento gestuale e più reale scivola e si perde in un movimento intricato, un movimento che mentre perde la sua leggibilità acquista la forza delle radici che scavano in un paesaggio denso di memorie, tensioni sotterranee e lacerazioni.>>

Riccardo Fusiello spiega: “Sono da sempre molto legato a conservare alcuni arredi di famiglia, oggetti… e col tempo mi sto accorgendo che è quasi la volontà di non disperderla, di tenerla con me, di affidare alla collezione di “cose di famiglia” una necessità di identità e unione in opposizione alla dispersione e disgregazione di legami umani che ho sentito come emozioni di fondo che hanno caratterizzato la mia vita. Un elastico mi ha sempre tenuto legato alla mia famiglia e alle mie origini e proprio quando ho tirato questo elastico al massimo ho sentito maggiormente la necessità di tornare, proprio come un elastico che più viene tirato ed allungato più nel momento in cui viene rilasciato si precipita a tornare più vicino possibile a se stesso, alla sua origine. Sapevo che era fondamentale per me partire, poi ho sentito che dovevo tornare”

Lasciti

da una suggestione di Riccardo Fusiello

coreografia e regia Riccardo Fusiello e Agostino Riola

interpreti Riccardo Fusiello, Alessandra Gaeta, Agostino Riola

light designer Luca Serafini

produzione Sonenalé

con il sostegno di Teatro Pubblico Pugliese

residenze coreografiche Teatri di Vita (Bologna) – progetto interregionale di residenze artistiche con il contributo di regione Emilia Romagna e Mibac; I Teatri del Sacro (Ascoli Piceno); Cantieri Teatrali Koreja (Lecce)

si ringrazia Rigenera Laboratorio Urbano (Palo del Colle)

Sabato 24 ottobre 2020, h 21:00, Teatro Abeliano, Via Padre Massimiliano Kolbe 3, Bari

Informazioni www.teatropubblicopugliese.it

Sonenalé nasce dall’incontro tra Riccardo Fusiello, coreografo e danzatore, Agostino Riola, regista e performer.
Formazioni ed esperienze che provengono da linguaggi differenti, che attraversano la danza, il teatro e si aprono alle suggestioni dell’arte contemporanea, si integrano in un approccio alla creazione che non predilige un genere specifico, ma che parte dal corpo e dalle sue molteplici possibilità di espressione.
Fondata a Milano nel 2012, in pochi anni la compagnia ottiene prestigiosi riconoscimenti e collaborazioni in Italia e in Europa: Scenekunst (Aarhus, Danimarca), Centro Danza Canal (Madrid, Spagna), Anticorpi XL – network giovane danza d’autore, E45 Napoli Fringe Festival, Movin’Up – GAI e MIBAC.
Le sue performance vengono presentate in importanti festival e teatri italiani come, ad esempio, Teatri di Vetro (Roma), Zona K (Milano), Sardegna Teatro (Cagliari), Festival Internazionale della Creazione Contemporanea (Terni), Teatri di Vita (Bologna), Teatro Kismet (Bari), Festival Exister (Milano), Festival Ammutinamenti – Vetrina della Giovane Danza d’Autore (Ravenna).
Nel 2015 Sonenalé si trasferisce a Bisceglie, in Puglia, per dare vita ad una nuova fase del suo percorso. www.sonenale.it

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