Teatro, Teatrorecensione — 13/12/2013 23:38

La stagione del Teatro delle Spiagge di Firenze: “il teatro sul tetto di un centro commerciale”

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FIRENZE – “Non dobbiamo più cercare alibi, giustificazioni, lamentele che portano solamente confusione e frustrazione, noi crediamo con determinazione nel nostro lavoro: il teatro e la cultura si fanno tutti i giorni”, come un grido di battaglia, attacca, con il sorriso, la barba di Nicola Zavagli, regista della compagnia Teatri d’Imbarco e direttore artistico, assieme all’attrice, e compagna di vita, Beatrice Visibelli, del Teatro delle Spiagge, il “teatro sul tetto di un centro commerciale”.

Una zona di confine, di trincea, di frontiera, di periferia, le Piagge, che grazie a questo teatro sempre aperto, adesso ha una nuova connotazione e forma, speranza e vitalità. Anche nella prossima stagione oltre trenta spettacoli tra prosa, teatro-canzone, teatro ragazzi ma anche rassegne e festival oltre ai corsi di teatro per adulti e bambini. Sempre aperto qui non è un modo di dire ma un dato di fatto. Una grande famiglia, uno spirito di corpo, un’unica armata pacifica.

Da quest’anno Le Spiagge si possono fregiare della nomina a “Residenza artistica della Regione Toscana”, un riconoscimento all’importante lavoro sociale, civile, e ovviamente scenico, svolto in questi anni di “militanza”. Il sottotitolo dell’annata 2014 è “Scrivere il nostro tempo”, già perché qui la vocazione principale è la drammaturgia contemporanea, la scrittura fresca, raccontando il presente, cercando di delinearlo, affrontarlo, capirlo meglio nella sua velocità. I temi e gli argomenti da dibattere sono i giovani come la casa, il lavoro precario e l’Olocausto, la mafia e la violenza, la mafia e l’immigrazione e la sua integrazione.

Nicola Zavagli, Beatrice Visibelli 

Tenere il cuore e la mente collegati all’oggi”, è il motto, il simbolo, l’emblema, lo scudo, ricercando oltre che nuovi linguaggi anche nuove argomentazioni. I nomi spaziano da Anna Meacci o Katia Beni, alla novità di Stefano Massini ( Premio Ubu 2013 ), Fabio Monti, o ancora Oscar De Summa, i senesi de La Lut, i Sacchi di Sabbia. I progetti speciali legati alla onlus Oxfam che combatte la fame nel mondo, o a Libera che attua dinamiche lavorative nelle terre sottratte alle mafie. Alle Spiagge si lanciano domande, temi caldi da sviscerare, discutere, dibattiti politici nel senso più alto del termine. Si parte con la Festa della Toscana, il 30 novembre (il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte fu il Granducato di Toscana il 30.11.1786), e si va avanti fino a fine maggio.

Oscar De Summa 

 In un percorso ideale da tracciare lungo tutto il cartellone passiamo dall’anteprima di Anna Meacci “Volevo fare la dj” (8 febbraio) in un viaggio negli anni ’70 musicali, intercettando una generazione che ha ancora negli occhi quelle atmosfere malinconiche, quel senso di viaggio e smarrimento, di cambiamenti epocali. A fine febbraio, 21 e 22, tra danza e prosa, La Lut mette in scena “Barbari” che tenta di indagare il rapporto-frattura tra l’umanità e la mostruosità, dal quale nasce l’idea di giustizia che aiuta la prima a mitigare la seconda.

Inedito “Gioco di specchi” (28 febbraio), testo di Stefano Massini (questa stagione lo ha consacrato come autore italiano tra i più rappresentati all’estero con quasi duecento repliche tra Francia, Belgio, Spagna e Germania), che ha messo nero su bianco una (im)possibile dialettica tra Don Chisciotte ed il fido scudiero Sancho Panza. In scena, in questa prima lettura pubblica Ciro Masella, attore che ha già lungamente lavorato sulle parole del regista fiorentino e che quest’anno sta girando con gli spettacoli “La fine del mondo”, “Muro” e “The big bible”.

Stefano Massini

Interessante l’operazione di Oscar De Summa (da “Amleto a pranzo e a cena” lo attendiamo a quei livelli) con “Diario di provincia” (5 aprile) racconto che da Brindisi, attraverso le tante facce cittadine e paesane, ci rende un quadro, dolce e trasognato, divertente e impregnato di realtà non solo del nostro Sud ma di una maniera, italiana, di vedere e vivere le cose. Infine Alessia Innocenti, dopo aver interpretato le ultime ore di Marylin in spazi non convenzionali come camere d’albergo, entra nei panni di Greta Garbo, attraverso le parole di Alberto Severi (17 aprile): “Se la Monroe è un mito “caldo” ed ancora vivo nell’immaginario collettivo – spiega l’autore giornalista Rai e drammaturgo – la Garbo è fredda, ritirandosi è sopravvissuta a se stessa senza autodistruggersi e forse per questo non passata a leggenda. Faceva la commessa in un grande magazzino e la modella a tempo perso, per questo vorremmo portare questo testo dentro centri commerciali o negozi d’abbigliamento”. Stesse Spiagge, stesso mare. Ma non ci si bagna mai due volte nella stessa acqua.

 

www.teatridimbarco.it

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