Teatro, Teatrorecensione — 13/12/2012 21:27

Vecchia a chi? E se lo dice Antonella Questa “Vecchia sarai tu!” non c’è altro da fare che ridere

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Mai dire vecchia ad una vecchia. Mai! Può capitare che ti senti rispondere …”vecchia sarai tu!” e allora sono risate a non finire. Si perché Vecchia sarai tu! diverte e lo fa tra l’altro con un’ironia sagace e un’intelligenza recitativa oltre che drammaturgica. E tutto da sola! Una donna che risponde al nome di Antonella Questa, sola sulla scena senza nulla intorno. Basta una sedia, uno scialle, qualche proiettore in quinta ad illuminarla e il gioco è fatto. Ma attenti: si ride eccome ma non è un semplice spettacolo comico quello dell’attrice, quanto un’amara riflessione esistenziale, che si fa divertente perché è grazie alla brillante idea di andare a sviscerare tematiche femminili, dove se uno è attento, ci trova ben altro. La vita di tre donne che si vedono passare davanti agli occhi il film della loro vita. Il tempo che scorre, se ne va, fugge via. Inutile tentare di rincorrerlo.

E come potrebbe farlo una donna dalla veneranda età di ottant’anni finita dentro una struttura geriatrica suo malgrado e per nulla felice. Si sa i vecchi possono farsi male, cadere, finire in un letto d’ospedale e poi via verso la destinazione finale chiamata casa di riposo (da chi sarebbe interessante saperlo…) e da qui non torni indietro mai più. Grazie ad un figlio, nuora e una nipote che di scrupoli non se ne fanno e pensano bene di “dirottarla” in quello che una volta si chiamava ospizio e ancor prima cronicario. E poi uno non dovrebbe risentirsi se ti dicono vecchio. La verve di Antonella Questa è in grado di dare voce e “corpo” alle tre donne che si intersecano tra loro dove la voce diventano le voci e le anime indaffarate a cercare una soluzione che fermi o rallenti il tempo. Annosa questione che si riversa in storie di trattamenti per ringiovanire o meglio non invecchiare, amarcord nostalgici dove la condizione femminile viene indagata a 360 gradi, con esiti felici e pungenti. La vecchia che non vuole sentirselo dire (e a ben ragione) cerca di evadere da quel luogo dove tutto è vecchio e ritrovare la sua vita passata. Si chiama Armida è genovese (Antonella Questa è originaria di Lerici/La Spezia) e la sua è una specie di autobiografia, una storia di vita ricca di incontri, di amori ricevuti anche in tarda età con il rammarico di non averli provati da giovane.

Il presente si fa passato come una moviola che ti riporta indietro fino al principio della vita. Ed è tutto un susseguirsi di micro storie che si incrociano e creano una sequela di esilaranti monologhi recitati con abile maestria dalla simpatica attrice, che conquista il pubblico del Teatro Portland di Trento gremito come non si era mai visto. Accompagnata da brani musicali che sottolineano drammaturgicamente l’intreccio delle storie triangolare e sostenuta con molta forza fino all’epilogo foriero di meritati applausi.

 Vecchia sarai tu

di Antonella Questa e Francesco Brandi

regia di Francesco Brandi

Visto al Teatro Portland di Trento il 9 novembre 2012

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