Teatro, Teatrorecensione — 13/10/2013 17:01

The Walk – una passeggiata a Terni con performance teatrale

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Si parte dal Caos, Centro Arti Opificio Siri di Terni ma il primo tratto non pare far parte della performance. Il punto zero è Piazza della Repubblica dove il pubblico viene invitato ad indossare le radio-cuffie fornite dal Festival Internazionale di creatività contemporanea. Lasciati soli, gli spettatori passeggiano qua e là in attesa di un segno, di un suono. C’è una fontana con tanti zampilli, una stazione del bike sharing, i tavolini di un bar, tanta gente di passaggio e un vocio costante di sottofondo. Inizia una musica e le voci di Roberta Bosetti e Renato Cuocolo parlano. Gli spettatori si guardano intorno in cerca degli attori. Lei continua da sola senza musica, parla di una piazza, vengono forniti diversi indizi e la piazza è quella dove stiamo aspettando, è qua da qualche parte.

Roberta Bosetti arriva, gonna al ginocchio stretta, camicetta, tacchi alti, zainetto di plastica, agendina tra le mani e microfono sulla guancia, alta e sottile, capelli corti e biondissimi. Ci racconta di un amico in visita, uscito per una passeggiata e morto per problemi di cuore, poi legge una poesia e chiama a seguirla, come farà spesso. Inizia il nostro tour del centro di Terni, è bello camminare tra il teatro romano, i vicoli e le vetrine dei piccoli negozi, le prospettive cambiano e la scena è sempre diversa. In teoria questa camminata è anche un po’ gioco e la direzione è scelta a volte con i dadi. Ma il pubblico non è chiamato a partecipare.

Lei racconta del trauma di questa morte che l’ha portata ad andarsene di casa, ad “abbandonare la stanziabilità”, “le cose inutili”, che gli ha fatto venire la “voglia di andare in direzione contraria”, di “camminare”, di “meravigliarsi per le vastità”. Le frasi non convincono molto, c’è chi cerca lo sguardo dell’attrice in una delle pause in cui Roberta si rivolge faccia a faccia al suo pubblico. Nonostante il contatto visivo sia facile e diretto tutto rimane freddo ed impersonale come se in fondo fosse lontana. La guardiamo ma è come se non la vedessimo, lei parla ma come se non a chi ha di fronte, racconta una storia che non sembra sua. Ogni tanto, senza attendere risposta, ripete la domanda: “Avrò detto poco o troppo poco?”. Ci ritroviamo in Piazza della Repubblica dove ci chiede di chiudere gli occhi e contare fino a cento; anche la voce continua a contare nelle cuffie per poi non sentirsi più, Roberta Bosetti è oramai irraggiungibile allo sguardo.

Visto il 28 settembre, 2013, Festival Internazionale della Creazione Contemporanea, Terni.

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