cinema — 11/09/2012 22:07

Sul confine, dal teatro al cinema. Carrozzeria Orfeo racconta un “luogo di scelta e di passaggio che separa vita e morte, verità e menzogna”

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“Sul Confine” ora è anche un il film.  Una produzione Carrozzeria Orfeo – Fresnel Multimedia – Foto D’arte. Regia di Igor Biddau, scritto da Gabriele Di Luca. Con Gabriele Di Luca, Alessandro Tedeschi, Massimiliano Setti. Fotografia di Ivan Rossi, Cameraman Maurizio Di Palma, Suono in presa diretta Lorenzo Cardelli, Scenografie Fresnel Multimedia, Musiche Massimiliano Setti, Aiuti Regia Riccardo Sati e Maurizio Di Palma. Con la partecipazione straordinaria di Riccardo Sati, Roberto Caccavo, Alessandro Piantini, Sofia Bigazzi, Giuseppe Taras, Daniele Noferi, Diego Sacchi, Eleonora Giunti, Lorenzo Biddau. Trucchi di Martina Ermini, Produttori Esecutivi Stefano Baldini e Simona Gonnelli per la Cooperativa Excelsior. Con il contributo della Toscana Film Commission e il Patrocinio della Regione Toscana e Provincia di Firenze. Un ringraziamento speciale a Cosimo Nardi e a Foto D’arte lab per la realizzazione del Backstage. Ripreso all’interno dell’area protetta della foresta di Vallombrosa.

 

Spettacolo vincitore della 5a edizione del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti”

«In equilibrio tra coreografia e drammaturgia, tra vita e morte, Sul confine illumina con brevi raggi di luce il destino di due soldati persi in un metaforico deserto. Lo scandalo dell’uranio impoverito apre uno scenario essenziale in cui azione verbale e racconto visivo collaborano a restituire dignità a vittime dimenticate e fin troppo silenti, eroi loro malgrado in anni in cui le guerre vengono pudicamente definite operazioni di peace keeeping».
Motivazione della giuria, Roma 22 dicembre 2008

drammaturgia Gabriele Di Luca
interpreti e regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
collaborazione alla regia Roberto Capaldo
musiche originali Massimiliano Setti

organizzazioneLuisa Supino
luci Diego Sacchi

foto di scena Eros Leale
produzione Carrozzeria Orfeo / Centro RAT
-Teatro dell’Acquario

Buio. Due uomini si risvegliano in un luogo sconosciuto. Non si conoscono, ma forse si sono già visti prima. Qualcosa nei loro occhi li unisce nel profondo. Chi li ha portati lì? Come ci sono arrivati? E perché insieme? Sono soldati, che in quella di terra di nessuno ai quali si unisce ben presto un terzo misterioso compagno, finiscono per cercare se stessi e il senso dell’esistere. Il loro destino è profondamente legato all’immagine di un fiume che scorre in mezzo al deserto e trascina con sé gli orrori della guerra, i segreti dell’esercito e la tragedia dell’uranio impoverito.
Il presente è onirico e i ricordi diventano il momento più concreto per ricostruire un passato perduto.
Sono “sul confine”: luogo di scelta e di passaggio che separa vita e morte, verità e menzogna, ricordi da espiare, sofferenza e lampi di confidenza umana.

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