Teatro, Teatrorecensione — 10/12/2014 22:42

La cognizione del dolore: viaggio simbolico e onirico. Un omaggio a Gadda

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MILANO – All’uscita de “La cognizione del dolore”, la maggior parte dei critici furono concordi nell’attribuire al romanzo di Gadda la patente di capolavoro, seppur iperletterario e intriso di spessa autoanalisi in cui l’affrancarsi dalla madre (e dal latente e subito fascismo), l’amore – odio che segnò la sua vita, finì per conquistare l’interesse generale. Il romanzo, scritto a metà degli anni trenta, rimasto incompiuto con la sua chiusa filosofica e congetturale, fu pubblicato a puntate su Letteratura, poi successivamente e solo nel 1963 ebbe l’edizione in volume.  La lettura in trasparenza e tridimensionale, dunque teatrale, consegnata al pubblico da Lorenzo Loris, fa tornare a memoria le parole di Pasolini a proposito dello scrittore lombardo:” “E’ chiaro che la potenza espressiva di Gadda serve a ricreare un mondo destituito di possibilità di razionalizzazione”.

dolore

Inconsapevolmente Pasolini si pone in una linea, ripresa con rigore critico da Loris negli ultimi anni con le sue regie, che vede Gadda apripista di Testori e Pasolini: “L’Adalgisa” che s’allarga a macchia d’olio su “La Gilda del MacMahon” e partorisce i suoi frutti avvelenati sui corpi in fibrillazione di “In exitu” e “Affabulazione”. Lo spettro di una socialità tutta da costruire e irrimediabilmente conflittuale colpisce tutte le classi. L’autoesclusione può essere vissuta solo in ambiti in apparenza marginali come il marciapiede di una affollata stazione ferroviaria o nel verdissimo e lussureggiante patio di una villa alto borghese.  Qui, la scena è raccolta nella villa di famiglia, abitata dalla madre e dall’ingegner Pirobutirro (calati magnificamente nella parte Monica Bonomi e Mario Sala già interpreti del “gaddesco” “Vera Vuz” di Edoardo Erba), quest’ultimo hidalgo e reduce “intontito” di guerra dello stato sudamericano del Maragadal appena uscito dal conflitto col vicino Paragadal. Geniale l’invenzione geografica di una Brianza spolverata  alla creola, tanto per fare il verso ad una felice intuizione critica di Gianfranco Contini, che consente a Gadda di dar fuoco alle polveri di tutto il suo armamentario retorico-linguistico e a Loris e alla compagnia dell’Out Off di intraprendere un viaggio simbolico e onirico in uno dei testi capitali della letteratura italiana del ‘900.

La cognizione del dolore da Gadda adattamento e regia L. Loris
Con M. Sala, M. Bonomi, C. Marconi, N. Ciammarughi, C. Caridi
Milano, Teatro Out Off fino al 21 dicembre

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