Teatro, Teatrorecensione — 10/12/2014 22:29

Canti Orfici/Visioni in prima nazionale al Teatro Studio di Scandicci

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SCANDICCI – Va in scena in prima nazionale al Teatro Studio di Scandicci dal 13 al 19 dicembre (ore 21.00) “Canti orfici/visioni” nell’ambito del “Canti Orfici: un libro tra due secoli”, nel centenario della pubblicazione del Libro Unico di Dino Campana. Rassegna di teatro, mostre, mise en espace, incontri, film, laboratori. Un progetto integrato tra Teatro Studio Krypton, Biblioteca Marucelliana, Fondazione Primo Conti e su iniziativa di Regione Toscana e i Comuni di Firenze, Lastra a Signa, Marradi e Scandicci. Canti Orfici/visioni: in scena Michele Di Mauro, dramaturg Andrea Cortellessa, musiche originali Gianni Maroccolo. Scena di Paolo Calafiore. La regia è di Giancarlo Cauteruccio.Tra i protagonisti che intervengono ci sono: Alberto Asor Rosa, Gabriel Cacho Millet, Roberto Carifi, Giancarlo Cauteruccio, Franco Contorbia, Andrea Cortellessa, Fulvio Cauteruccio, Michele Di Mauro, Tuccio Guicciardini, Giuseppe Manfridi, Gianni Maroccolo, Matteo Meschiari, Marco Vichi, Sergio Zavoli.

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Un progetto iniziato il 21 novembre scorso e in programma fino al 31 dicembre. Un omaggio speciale e unico in Italia che fa seguito alla tre giorni parigina organizzata in ottobre dalla Sorbona, dall’Istituto italiano di cultura e dalla Société des Études Italiennes.Già nel 1994, con un allestimento teatrale e un fitto programma di incontri e laboratori (varie le partecipazioni tra cui Mario Luzi, Roberto Carifi, Giuseppe Manfridi, Gabriel Cacho Millet e Gianni Turchetta), Teatro Studio Krypton si era occupato di Dino Campana, la cui esperienza poetica – come scrive il poeta Roberto Carifi – è forse la più tragica del Novecento italiano. (Con Dino Campana ci troviamo di fronte all’incarnazione stessa del poeta come homo viator, l’esiliato e l’errante che segue il cielo, la stella invisibile del proprio destino, che obbedisce e risponde all’appello di una parola nuda e fatale).

Il poeta di Marradi con Scandicci e il suo territorio intrecciò gran parte della sua vita. Nel 1918 Campana fu ricoverato nel cronicario di Castelpulci e nel 1932 fu sepolto nel cimitero di San Colombano. Solo nel 1942 su intervento del Sindaco di Firenze Piero Bargellini le sue spoglie furono trasferite nell’Abbazia di Badia a Settimo, dove riposano sotto una lastra di pietra serena; si intravede nella penombra della navata sinistra l’epigrafe “Dino Campana Poeta 1885 – 1932”. La scena, realizzata in una particolare carta ignifuga, vuole legarsi alla materia del libro. La carta così diviene pagina in cui si “scrivono” le visioni intrise di simultaneità, intersecazioni, di urgenza narrativa che sono le componenti rivoluzionarie di quell’unico libro del “primo poeta della modernità” (così Montale definì Campana). Lo spazio di quest’opera può essere immaginato come un enorme libro in cui il corpo dell’attore non è personaggio, ma essenza fisica e immaginifica del Poeta.

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Una sorta di libro dinamico che si compone di grandi pagine elettroniche mutuate dai paesaggi campaniani in cui la natura, le architetture, le città cantate si incrociano con i disegni del “Libro della Natura” di Galilei e con le visioni di Leonardo Da Vinci.Questo nuovo incontro di Cauteruccio con il poeta di Marradi avviene nel segno di un limpido e profondo rapporto con la sua poesia, con la forza visionaria dei suoi versi, con quella capacità di agglutinare in una straordinaria e fulminante esperienza letteraria temi di una sconcertante e sconcertata comprensione del futuro. La vicenda umana di Campana viene tenuta in ombra e la regia si concentra esclusivamente sui versi e sulla carne della parola. Versi che sono qui materia drammaturgica e innesco per un viaggio scenico, poetico e filosofico che amplia lo sguardo su orizzonti inediti rispetto alle svariate interpretazioni convenzionali.Il 15 dicembre alle ore 21.00, Radio 3 Rai, in diretta dalla sala A di Via Asiago, Roma, dedica una serata omaggio a Dino Campana dal titolo “E ancora ti chiamo ti chiamo chimera” con Giancarlo Cauteruccio e Michele Di Mauro.
Teatro Studio Krypton collabora alle attività espositive promosse dal Comitato Scientifico presieduto da Giuseppe Matulli e composto da Franco Contorbia, Gloria Manghetti, Roberto Maini, Piero Scapecchi, Marco Manetti, Alessandro Sardelli, creato per le celebrazioni campaniane
La mostra “Dino Campana, Canti Orfici 1914 – 2014. Manoscritti, documenti, libri, immagini”, con la cura di Francesca Castellano, e inaugurata il 27 novembre alla Biblioteca Marucelliana di Firenze con una prolusione del Senatore Sergio Zavoli.

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Tra i vari materiali, protagonista è il manoscritto leggenda del ‘900: “Il più lungo giorno”, autentico centro del complesso delle iniziative campaniane. Il 18 dicembre alle ore 17.00, è ospite in Marucelliana il Professore Alberto Asor Rosa con un intervento intitolato Sapienza e follia in Dino Campana. Un caso estremo di incomprensione da parte del sistema letterario. La mostra è visitabile fino al 31 dicembre a ingresso gratuito; il catalogo, a cura di Francesca Castellano, è pubblicato dal Comune di Firenze. Gli altri momenti espositivi sono costituiti dalle preziose vetrine Per ricordare Dino Campana: una vetrina di carte e libri, allestite presso la Fondazione Primo Conti a Fiesole e all’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti” del Gabinetto Vieusseux di Firenze.

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